Cambiamenti climatici, un iperoggetto

Formazione permanente

La citazione giusta in una giornata come oggi e un libro altrettanto da leggere

This is part of what makes climate change what the theorist Timothy Morton calls a “hyperobject”—a conceptual fact so large and complex that, like the internet, it can never be properly comprehended. There are many features of climate change—its size, its scope, its brutality—that, alone, satisfy this definition; together they might elevate it into a higher and more incomprehensible conceptual category yet. But time is perhaps the most mind-bending feature, the worst outcomes arriving so long from now that we reflexively discount their reality.

The Uninhabitable Earth

Possiamo salvare il mondo prima di cena

Esperienze

Il nuovo libro di Jonathan safran Foer sui cambiamenti climatici è appena uscito e, grazie al Sistema bibliotecario delle Marche, ho appena scaricato una copia digitale che leggerò già in volo da San Francisco a Milano.

Il titolo italiano è “Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi“. In inglese il titolo è ribaltato e non è prima di cena, ma a colazione, ma va bene lo stesso. Considerando che Se niente importa (Eating animals) di Safran Foer è il libro letto il quale ho smesso di mangiare carne, sono curioso di vedere se questo sarà capace di inforndermi un po’ di speranza sulla possibilità di fermare la catastrofe ambientale che incombe sul nostro futuro.

Non sono positivo e non è una novità. La politica energetica di India, Cina, Brasile, USA non gioca a favore del clima, nonostante gli impegni internazionali. Tutte chiacchiere. Nella mia piccola città di provincia, Senigallia, la percentuale di raccolta differenziata ha superato il 66%. A San Francisco la percetuale di riciclaggio è del 9% e ci sono condizioni economiche varie che lavorano contro l’aumento di questa percentuale, nonostante tutti i caffé offrano bicchieri compostabili.

Nonostante il mio stile di vita minimalista, devo riconoscere la mia responsabilità personale: il mio viaggiare in aereo. Devastante in termini di emissioni e senza una vera soluzione. L’efficienza, in presenza di un raddoppio dei passeggeri nei prossimi 20 anni, non è una soluzione ma un lavarsi la coscienza.

Potrei continuare con le notizie dall?Economist sul consumo di carbone in Asia, ma non voglio deprimere ulteriormente nessuno e ho un bagaglio da preparare. Ci si risente in Italia.

San Francisco d’estate

Esperienze

Il mondo è piccolo grazie a internet, vero. Ma solo quando vivi a più di 6 fusi orari di distanza dall’Europa ti accorgi che il mondo non è poi così piccolo, se quando tu hai tanto da condividere, i tuoi amici se la dormono beatamente nella notte europea. Nel pomeriggio americano succedono tante cose che gli europei scoprono solo il giorno dopo e viceversa per gli americani della costa ovest degli Stati Uniti. Il mondo è lo stesso, certo, ma è un po’ diverso. Te ne rendi conto solo vivendolo. La stessa sensazione, a orari diversi, che hanno gli asiatici con gli europei. Un altro mondo, anche se alla fine è lo stesso.

Tutto questo per dire che sono di nuovo a San Francisco.

Vivere l’esperienza ha sempre la priorità sul documentarla, ma complice l’idea di un journal (cartaceo), cercherò di dedicare un po’ di tempo anche alla documentazione di queste settimane. Sul blog qualcosa finirà per rimbalzare di certo.

Ora scappo che ho un pranzo downtown e un po’ di spesa da fare al farmer’s market a UN Plaza, a proposito di esperienze.