; Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.liquida.it/?referer=');">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Follow Me on Twitter

Mondo blog, social network, Web 2.0 »

[30 gen 2012 | Commenti disabilitati ]

Alla domanda come usino i social media i giornalisti italiani Lewis PR ha provato a dare alcune risposte con una ricerca appena pubblicata. Sotto un estratto e il link per leggere tutti i dati della ricerca.

L’83% è presente su Facebook, il 70% su LinkedIn, mentre Twitter, che ha visto il suo boom proprio nel 2011, raccoglie il 69% delle iscrizioni. Il 9%, invece, non subisce minimamente il fascino di questi nuovi canali e dichiara di non aver sottoscritto nessun profilo.

Il 57% degli operatori del settore condivide sul web le informazioni che ritiene più interessanti, e il 26% lo fa cercando di generare una vera e propria discussione sull’argomento, stimolando lo scambio di opinioni, e commentando i post degli altri (21%). Il 19% ritiene che i Social Media non siano il luogo adatto per creare dibattiti di un certo livello.

La ricerca Lewis PR.…

cultura, Web 2.0 »

[29 gen 2012 | 8 commenti ]

Il post di ieri su internet, censura e l’ingenuità della rete ha scatenato un dibattito molto interessante. Per tua informazione, la pagina relativa al post è stata vista più di 1500 volte in 24 ore ed è circolata su Twitter in oltre 220 diversi tweet.

L’articolo ha suscitato in larga parte consensi, ma ci sono state voci discordi e Fabio Chiusi ha scritto poco fa sul perché non possiamo comunque rallegrarci. Sul suo post ho lasciato un commento, che voglio espandere qui a seguire, quale ulteriore contributo al dibattito. Se ne parli sul tuo blog, lascia un commento con il relativo link.

Non c’è da gioire sulla decisione di Twitter ma da parte mia credo la decisione di Twitter sia logica, realistica, naturale nel mondo in cui viviamo. Mi limito a prenderne atto. Non che sia il migliore dei mondi possibili, ma forse quella di Twitter è la soluzione …

In evidenza, Web 2.0 »

[28 gen 2012 | 11 commenti ]

Prendo a prestito il titolo di Evgeny Morozov, L’ingenuità della rete* (Codice Ed., consigliato), per descrivere quanto è successo e sta succedendo dopo l’annuncio di Twitter di censurare messaggi di singoli utenti nel caso in cui singoli governi glielo chiedano, nel paese interessato e non negli altri.

A distanza di poche ore si è scatenato un pandemonio con discussioni infuocate e la condanna di Twitter, la protesta inscenata sullo stesso Twitter con il tag #Twittercensorship, sdegno e primi tentativi di boicottaggio con la ritirata verso identi.ca o Diaspora, per finire con uno sciopero degli utenti Twitter di 24 ore, oggi, e un altro tag di protesta #Twitterblackout.

Twitter fa notizia, considerando come in occidente sia secondo in popolarità (nel social web) solo a Facebook, forte di una community di utenti affezionata e coinvolta, tra media e attivismo digitale. Comprensibile quindi che tutte le testate giornalistiche, media online …

Eventi, personale, Primo piano »

[25 gen 2012 | 3 commenti ]

A metà marzo si tiene negli USA, precisamente ad Austin in Texas, uno dei più grandi eventi per il mondo della tecnologia e del web. Sto parlando di South by Southwest, abbreviato in SXSW. Per cinque giorni tutti i principali protagonisti americani (ma non solo!) dell’economia del web e delle tecnologie correlate (blogger, giornalisti, autori, imprenditori, startup, top manager, opinion leader) si incontrano, si confrontano, discutono, scambiano idee.

Per capirci è l’evento dove ha avuto il primo boom Twitter nel 2007 e il primo lancio Foursquare, dove Zuckerberg si è fatto intervistare e dove si fa il punto sulle novità e sulle tendenze. Partecipano oltre 30.000 persone in 5 giorni ricchissimi di eventi, panel, keynote, presentazioni e altro. In ogni fascia orario si ha l’imbarazzo della scelta con 20 diverse alternative. Tutto o quasi viene registrato e riproposto online nelle settimane successive.

L’anno scorso ho avuto il piacere di …

In evidenza, Motori di ricerca, tecnologia »

[25 gen 2012 | Commenti disabilitati ]

Google ha annunciato di modificare i termini relativi alla privacy dei tuoi dati per i suoi servizi, unificandoli in una sola policy. La ragione apparente è semplificare, essere più chiari e offrire un servizio migliore. In termini più economici significa poter vendere agli inserzionisti pubblicità a maggior valore aggiunto e quindi fare più soldi.

Google unifica i dati utente di tutti i suoi servizi e cerca anche solo di farti iscrivere a Google+ così da avere i tuoi dati demografici e sapere quali aree tematiche ti interessano di più, semplicemente raccogliendo i dati su cosa fai online.

Il video sintetizza i cambiamenti.

Le prime critiche evidenziano come non ci sia la possibilità per l’utente di tirarsi fuori (opt-out). O ti sta bene, o niente. Non si può scegliere di restare col vecchio regime.

Sappi comunque che Google inserisce il tuo profilo (se sei registrato con Google Account e usi uno …