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Il blog ha cambiato la mia vita

A tutti gli amici che non l'hanno ancora fatto consiglio sempre di aprire un blog. Le ragioni sono tante quante le tipologie di weblog. Una, sufficiente a giustificare l'impegno e la fatica di aggiornare quotidianamente il proprio bollettino personale, è la possibilità di aumentare di una dimensione la propria identità. Attraverso un blog, più o meno intimo, più o meno personale, si ha la facoltà, non replicabile in altri modi, di lasciare una traccia dei propri pensieri, delle proprie esperienze quotidiane, per sé e per gli altri.

La caratteristica fondamentale che trasforma il blog in qualcosa di più di un semplice diario è il fatto che il suo contenuto, se l'autore lo vuole, è reso pubblico e aperto alla lettura e ai commenti dei navigatori appena questo viene pubblicato. Tale fattore genera, con il tempo e grazie a tag e motori di ricerca, reti di relazioni tra blogger che hanno affinità di vario genere, non semplicemente classificabili come interessi culturali comuni. Uomini e donne che, seppur lontani nello spazio e nel tempo, si leggono e si incontrano intorno ai propri blog, spesso nella vita reale.

La grande conversazione, così come è chiamato l'insieme dei blog, è multiforme e variegata. Dagli adolescenti che lo usano per relazionarsi con la cerchia ristretta dei propri amici e confidenti, la versalità del cacciavite multiuso (metafora del blog) finisce per trovare scopo e funzione anche in ambiente professionale. La comunicazione d'impresa e il mondo del giornalismo sono due degli ambiti già oggi colpiti al cuore dei propri interessi, dai cambiamenti indotti dal fenomeno blog.

L'azienda innovativa parla direttamente ai suoi clienti con la voce del proprio Amministratore delegato, come nel caso di General Motors. Il giornalismo più avanzato ha cominciato invece a fare i conti con un lettore non più passivo. La seconda potenza mondiale, come è stata definita dal New York Times l'opinione pubblica internazionale ai tempi della protesta contro la guerra in Iraq, parla con una voce propria e interloquisce in forma diretta con i grandi media. Cambia così anche l'informazione, più aperta alla partecipazione del lettore, con una comunicazione che diventa sempre più personale, integrando dentro le testate le caratteristiche vincenti del modello blog.

Emanuele Fedeli introduce il lettore meno esperto a conoscere e apprezzare le qualità del blog e le conseguenze che questo ha apportato alla vita sociale di molti abitanti del pianeta Terra, anche se il digital divide - e altri divari più banali ma non meno importanti - impedisce ancora alla maggioranza di essi di potersi esprimere.
Probabilmente questa tesi testimonia direttamente come le relazioni create grazie ai blog hanno la capacità di stimolare il pensiero e la conoscenza. Se non avessi aperto un blog, non avrei forse mai conosciuto Emanuele e molte cose scritte in questa tesi non sarebbero mai successe.

Pubblicato il 14/12/2005 alle 19.50 nella rubrica Personale.

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