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C’era una volta Il Sole 24 Ore

Media & Social media

Leggere i dati sulla vendita e diffusione dei quotidiani italiani è ogni mese drammatico. Gli ultimi dati certificati ADS per il mese di maggio 2019 confermano una tendenza in corso, ma per alcuni si aggrava.

Il Sole 24 Ore, giornale per cui ho scritto molti anni e che una volta diffondeva tranquillamente 350.000 copie, oggi è in calo verticale. In edicola segna -24% e vende appena 47.000 copie al giorno. Gli abbonamenti, sempre stati il suo forte, segnano un -12% per quelli di carta e un -28% per quelli digitali (le copie digitali vendute a un prezzo almeno parti al 30% del prezzo di copertina sono quasi tutti abbonamenti). Il totale è un -23% che significa che la vendita galleggia a 107.000 copie. Se continuasse così, entro la fine dell’anno scenderebbe già sotto le 100.000.

La Stampa è scesa sotto le 100.000 vendute in edicola (97.000) e con le copie … Continua a leggere

L’esecuzione, per capire come siamo arrivati al governo di oggi

Formazione permanente

copertina di L'esecuzione

Jacopo Iacoboni è uno degli osservatori più lucidi del momento politico italiano attuale. Il suo focus sull’evoluzione del Movimento 5 stelle lo rende prezioso, per leggere il presente mettendolo in prospettiva con gli ultimi anni. Aiuta a capire meglio certi fenomeni.

«Breitbart» lo interroga, e quasi lo stimola, sulla necessità di un’alleanza con il Movimento cinque stelle, e Salvini in quella fase risponde apparentemente schermendosi, benché in fondo più che possibilista: «Purtroppo, al momento, le loro idee sono un po’ confuse. Sull’immigrazione sono confusi, sulla difesa della famiglia sono dall’altra parte, sulla questione dell’euro parlano di un referendum che è quasi impossibile». È la conclusione che però va letta bene: «Stiamo aspettando che si chiariscano le idee». Grillo e Casaleggio sono già su quella lunghezza d’onda, ma non possono essere così espliciti, come Salvini con gli americani. Il Movimento cinque stelle ha sempre avuto, nella sua ancora breve storia, il

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I miei social network – Ed. 2019

Esperienze

Nel fare pulizia nell’archivio di questo blog, mi imbatto in un innocente post con i miei social network, edizione 2017. Oltre alla tenerezza di vedere che all’epoca consideravo Skype un social network, degli altri 10 che usavo, oggi ne restano vivi 5: LinkedIn, Last.fm, Twitter, Couchsurfing e Flickr.

Se dovessi scrivere lo stesso post oggi, cosa considerei?

Twitter: resta attivo, ma in modo molto marginale rispetto al passato. Non lo consulto più per informarmi, se non saltuariamente. Non pubblico più contenuti originali, se non per rispondere a qualche commento. Twitter non mi dà più le soddisfazioni di un tempo perché la conversazione langue. Se non parli di politica o di temi frivoli o di televisione, la tua visibilità è bassissima. Dei 51.000 follower che mantengo, quelli attivi sono una esigua minoranza. Un tweet raramente arriva a 1.000 visualizzazione e quelli che cliccano i link proposti sono un mero … Continua a leggere