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In che mondo viviamo…

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Esperienze

Sono un grande amante dei viaggi e sono stato nel Sud Est Asia più di una volta nella mia vita. Per quanto in Italia e in Europa ci possiamo sforzare a incentivare pratiche meno insostenibili, il resto del mondo in via di sviluppo non ci viene dietro abbastanza velocemente. I consumi si impennano e la curva del riciclaggio e degli standard non si impenna altrettanto, purtroppo.

Tre esempi presi poco fa dal Guardian. In Thailandia si macellano i maiali con la massima crudeltà. In Cambogia c’è un solo macello, con pratiche comparabili e che preferisco non commentare. Le spiagge del Vietnam cominciano a essere invase dalle confezioni in Tetra-Pak dell’industria alimentare e non c’è nessuno che separa e ricicla, perché costa troppo.

Non c’è neanche da prendersela con l’Asia, perché gli USA, quelli che sulla carta hanno più risorse, hanno un tasso di riciclaggio in calo e un livello di … Continua a leggere

Consumo di carne e cambiamenti climatici

Esperienze

L’Economist è una delle mie fonti di informazione preferite. Ha un approccio globale ai problemi e guarda ai numeri, prima di dare giudizi. Nell’ultimo numero si parla del consumo di carne a livello globale e delle conseguenze, positive e negative, per gli anni a venire.

I numeri innanzitutto sono impressionati. Qualche dato preso qua e là:

Between 1961 and 2013 the average Chinese person went from eating 4kg of meat a year to 62kg. Half of the world’s pork is eaten in the country.

In the decade to 2017 global meat consumption rose by an average of 1.9% a year and fresh dairy consumption by 2.1%—both about twice as fast as population growth. Almost four-fifths of all agricultural land is dedicated to feeding livestock, if you count not just pasture but also cropland used to grow animal feed. Humans have bred so many animals for food that Earth’s mammalian

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BirdNET e riconosci gli uccelli dal canto

Esperienze

https://i1.wp.com/birdnet.cornell.edu/files/2019/03/device-2018-11-10-100121.png?w=960&ssl=1

BirdNET è l’app più straordinaria, nella sua semplicità, tra quelle scoperte negli ultimi anni. C’è solo per Android, lo dico subito. Il concetto è semplice: registri il suono d’ambiente con il canto di un uccellino, lo fai analizzare e l’app ti dice che uccello è.

Vivo in città, ma con abbastanza alberi intorno a me da avere uccelli diversi che cantano in orario diversi. Anche alle 5 di mattina in primavera! Ho avuto la conferma di essere circondati da uccelli che conoscevo e da altri che non conoscevo. A tempo perso, questi sono gli uccelli identificati: merlo, rondone, verdone comune, passera d’Italia, tortora dal collare orientale (!). Ultima, poco fa, con un canto che ora riconoscerò senza bisogno dell’app, una capinera.

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Zuppa di plastica: è ora di agire

Esperienze

Fa figo prendere un aperitivo e chiedere di fare a meno della cannuccia di plastica, ma non basta, Si può e si deve fare di più. La foto di cui sopra è tratta dal libro Plastic soup.

Plastic dominates our lives. Plastics are synthetic materials derived from petrochemicals. They can be found in all shapes and sizes, ranging from soft and thin to rock-hard and thick. Plastics have become enormously popular over the last seventy years, thanks to their particular properties and extremely low production costs.

We reap the benefits of those features every day. But those same properties turn out to be disastrous for ecosystems. Plastics do not dissolve in water and do not decay. All the plastic that has ever ended up in the environment is still present in some form or other. What plastic does do in the environment, though, is break down into smaller and

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La fine della fine della terra

Vivi meglio

La fine della fine della terra è una raccolta di articoli e brevi saggi. Alcuni sono brillanti, altri noiosi. Vale la pena prenderlo in biblioteca e leggere solo gli articoli che ti interessano, tra critica sociale, cambiamenti climatici e birdwatching.

Un paio di brani:

Kierkegaard, in Aut-Aut, prende in giro l’«uomo indaffarato», per il quale darsi da fare è un modo per evitare di guardare a se stesso con sincerità. Magari vi svegliate di notte e vi accorgete di sentirvi soli nel vostro matrimonio, o di dover pensare a ciò che i vostri consumi stanno facendo al pianeta, ma il giorno dopo avete un milione di piccole cose da fare, e il giorno dopo un altro milione. Finché sarete impegnati con le piccole cose, non dovrete fermarvi ad affrontare le questioni piú grandi. Scrivere o leggere un saggio non è l’unico modo per fermarvi a riflettere su chi siete davvero

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