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Esperienze

Una vita come tante

Per iniziare il nuovo anno non avrei potuto scegliere un libro migliore di Una vita come tante (A little life) di Hanya Yanagihara. Un libro potente, che nel formato Sellerio diventa di 100 pagine (in realtà in inglese arriva a poco più di 700 pagine). Non sono riuscito a leggere Delitto e castigo, della stessa lunghezza circa, ma ho divorato Una vita come tante dal primo alla mattina del 6 gennaio. Un libro che mi ha fatto piangere ripetutamente. Se dovessi andare indietro all’ultimo libro che mi ha almeno commosso, c’è Non qui, non altrove, ma in confronto questo libro è molto, molto più tragico.

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Media & Social media

Lifeboat e l’amicizia

amici

Per uscire dai soliti giri e dalle solite fonti, per riflettere sull’amicizia al tempo dei social network e, soprattutto, avere consigli pratici per rafforzare le tue amicizie, non puoi non abbonarti alla newsletter settimanale (o al blog) di Lifeboat.

Ogni settimana la domenica pomeriggio ti arriva la segnalazione di un post, sempre interesante e utile. Tempo ben speso.

Nell’ultimo post si parla di riprendere amicizie abbandonate nel tempo, in genere per disattenzione, casualità o inerzia.

To get us started, it’s worth noting three common objections to the idea of re-broaching old friendships.

First: If your friend is no longer part of your life, isn’t that probably for a reason? Doesn’t it mean one of you made the choice to stop being in touch? Isn’t that why you moved on?

Second: Even if you had something meaningful way-back-when, wouldn’t the bond be lost by now to time and changing circumstances?

Third: There’s just so much awkwardness and risk in re-engaging after having gone silent. And there’s the guilt. What if your friend is mad or just not interested?

Lifeboat

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Formazione permanente Media & Social media Web & Tech

Più amici o più soli? I social network e le relazioni personali

Internet Festival

Dall’Internet Festival di Pisa uno dei panel che ho ideato e moderato: Più amici o più soli? Riflessioni scientifiche sui social network e le relazioni personali.

Scientifiche perché tutti i relatori sono ricercatori universitari, in Italia, Regno Unito e Brasile. La conversazione ha offerto spunti interessanti, nonostante il poco tempo a disposizione. Lo puoi rivedere grazie alla registrazione su YouTube a cura di Intoscana.it

Lo spunto è venuto da un libro, Insieme ma soli, di cui consiglio la lettura.

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Lavora meglio Web & Tech

Amici su Facebook, l’arte della rimozione

Ieri leggevo, grazie a Instapaper sul mio Kindle, un articolo di FT Magazine sull’arte di rimuovere gli amici su Facebook. Posso dire di esserci passato anch’io, avendo rimosso negli ultimi due/tre mesi 2700 amici.

L’articolo è un pretesto per riflettere sul concetto di amicizia. Se l’amicizia è in realtà una conoscenza molto superficiale o un rapporto personale sbiadito nel tempo, ci si può offendere se si viene rimossi da un altro *amico* su Facebook? Secondo me no, perché non è amicizia nel senso compiuto del termine.

Ad ogni modo, è possibile cambiare policy nel tempo – per un certo periodo ho voluto accettare chiunque, considerando i miei aggiornamenti nella maggior parte dei casi già condivisi altrove pubblicamente, poi ho cambiato idea – anche grazie a nuovi strumenti che Facebook mette a disposizione.

Oggi si può seguire un utente su Facebook, per i suoi aggiornamenti pubblici, pur non essendo suo amico. Chi vuole, tra i 2700 ex amici, può comunque mantenere un rapporto, se lo vorrà, grazie a questa funzione.

Dell’articolo di Robert Shrimsley, apprezzo in particolare l’ultima parte:

Once you are done, why not complete the last part of the exercise. Go through the remaining list looking for good friends you haven’t seen for a while, then call them up and invite them to lunch. That’s what friends do.