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Ha ancora un senso un blog oggi?

Federica Dardi si chiede se ha ancora senso tenere un blog oggi e offre ragioni pro e ragioni contro. Se la voglia di scrivere manca, c’è poco da fare. In questi 16 anni di blogging ho avuto anni in cui ne avevo tantissima e anni in cui mi sono posto la stessa domanda. Da quando a dicembre sono tornato ad aggiornare questo spazio, invece di twittare un link o un commento, ho ripreso consapevolezza del valore dei propri spazi online, dove ti senti a casa e non ospite o, peggio ancora, qualcuno da cui estrarre valore con la pubblicità o con i tuoi dati.

Scrivo per me, prima che per chiunque altro. Ho interrotto l’aggiornamento automatica verso F., perché mi sono accorto che generava sì attenzione, ma anche stupidi commenti su F., a cui ho deciso di non dare alcuna attenzione. Su Twitter il pubblico curioso che clicca e legge è sempre meno numeroso, ma non importa. Scrivo per me, per poter recuperare informazioni in un secondo momento, per spingermi a ragionare e, perché no?, per coltivare una relazione che va avanti da anni con un pubblico ristretto ma attento (ciao Emanuele!). Non mi interessa pubblicare post a pagamento, non cerco clienti con questo blog, non faccio soldi con la pubblicità. Scrivo per me. Non c’è un calendario editoriale e non c’è un piano editoriale, se non quello che mi colpisce e che mi piace condividere. Tempo perso? No, se il ritorno si misura in tempo per pensare e riflettere, in idee più chiare, in un esercizio dello scrivere che fa sempre bene.

Ha quindi ancora un senso un blog oggi? A mio avvio sì, oggi più che mai. Mi piacerebbe tornare a leggere nuovi blog o vecchi blog di amici riesumati dal passato, perché l’autore ha piacere a condividere fuori dai giardini chiusi. Mi fa una gran tristezza chi affida i suoi pensieri a F., dove può commentare solo chi è loggato, tra l’altro. Quei dibattiti per me non esistono. Sbaglia chi pensa che avere un profilo su F. o su Twitter sia la stessa cosa di un proprio spazio personale, come un blog. Si può vivere ed eprimersi dentro un parco giochi chiuso o su qualsiasi strada. Ognuno sceglie per sé.