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Esperienze

Pandemia – Coronavirus edition

Più per i posteri che per l’immediato, ho pensato di raccogliere su Pandemia qualche informazione sul coronavirus, alias COVID-19. Più per me per tenere traccia di siti, analisi, risorse utili, che per altro. Se hai bisogno di informazioni di carattere medico, io mi fido dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e ti invito a fare altrettanto.

Ho cambiato temporaneamente il titolo del blog, da oggi Pandemia – Coronavirus edition, per segnare questo cambiamento. Quando tornerò a parlare d’altro, lo capirai dal cambio di titolo.

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Esperienze

Guardare la realtà con occhi diversi

Il modo più semplice per vivere è non porsi problemi. Optare sempre per la scelta più comoda e più conveniente. Mettere nel carrello il cibo che costa meno o che piace di più, senza leggere l’etichetta nutrizionale o interrogarsi da dove viene quel che cibo e in che condizioni è stato prodotto. Accendere la televisione appena arrivati a casa e guardare i canali che hai sempre guardato, i programmi che hai sempre seguito o farsi guidare dall’algoritmo della piattaforma streaming senza mai cercare qualcosa di diverso. Informarsi facendo guidare dall’algoritmo della piattaforma social preferita. Pensare di avere delle relazioni sociali semplicemente seguendo (presunti) amici sul social web, mettendo un mi piace ogni tanto o mandando un buongiorno su chat di vario genere.

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Esperienze

notebook, il blog per i cinefili

Mubi, piattaforma di streaming pensata per cinefili veri – un film che cambia ogni giorno e che sparisce dopo 30 – ha un ottimo blog con un post settimanale che vale da solo il prezzo del biglietto (gratis!).

Questo è l’ultimo.

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Esperienze

Emanuele, Nicola e Andrea

Tempo di dedicare maggiore attenzione alle conversazioni della blogosfera italiana.

Considerando l’affinità che ci lega, voglio tornare a leggere con maggiore attenzione e a interagire con Emanuele, Nicola e Andrea.

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Esperienze

Ha ancora un senso un blog oggi?

Federica Dardi si chiede se ha ancora senso tenere un blog oggi e offre ragioni pro e ragioni contro. Se la voglia di scrivere manca, c’è poco da fare. In questi 16 anni di blogging ho avuto anni in cui ne avevo tantissima e anni in cui mi sono posto la stessa domanda. Da quando a dicembre sono tornato ad aggiornare questo spazio, invece di twittare un link o un commento, ho ripreso consapevolezza del valore dei propri spazi online, dove ti senti a casa e non ospite o, peggio ancora, qualcuno da cui estrarre valore con la pubblicità o con i tuoi dati.

Scrivo per me, prima che per chiunque altro. Ho interrotto l’aggiornamento automatica verso F., perché mi sono accorto che generava sì attenzione, ma anche stupidi commenti su F., a cui ho deciso di non dare alcuna attenzione. Su Twitter il pubblico curioso che clicca e legge è sempre meno numeroso, ma non importa. Scrivo per me, per poter recuperare informazioni in un secondo momento, per spingermi a ragionare e, perché no?, per coltivare una relazione che va avanti da anni con un pubblico ristretto ma attento (ciao Emanuele!). Non mi interessa pubblicare post a pagamento, non cerco clienti con questo blog, non faccio soldi con la pubblicità. Scrivo per me. Non c’è un calendario editoriale e non c’è un piano editoriale, se non quello che mi colpisce e che mi piace condividere. Tempo perso? No, se il ritorno si misura in tempo per pensare e riflettere, in idee più chiare, in un esercizio dello scrivere che fa sempre bene.

Ha quindi ancora un senso un blog oggi? A mio avvio sì, oggi più che mai. Mi piacerebbe tornare a leggere nuovi blog o vecchi blog di amici riesumati dal passato, perché l’autore ha piacere a condividere fuori dai giardini chiusi. Mi fa una gran tristezza chi affida i suoi pensieri a F., dove può commentare solo chi è loggato, tra l’altro. Quei dibattiti per me non esistono. Sbaglia chi pensa che avere un profilo su F. o su Twitter sia la stessa cosa di un proprio spazio personale, come un blog. Si può vivere ed eprimersi dentro un parco giochi chiuso o su qualsiasi strada. Ognuno sceglie per sé.

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Media & Social media

Indie digital media

Uno dei propositi di quest’anno e di seguire sempre più fonti indipendenti, per tutti i miei bisogni informativi e culturali. Casca a fagiolo quindi il nuovo blog Indie digital media. Lo tengo nel mio feed reader e vediamo tra qualche settimana se inserirlo nel blogroll 2019.

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Media & Social media

Steve McCurry e il piacere del blogging

Cancellando post inutili dall’archivio di uno dei miei blog, ho ritrovato il blog di Steve McCurry, ancora attivo. Inserito subito tra i miei feed preferiti.

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Media & Social media

Blogroll 2019: Jamie Rubin

Nuova entrata nei miei feed RSS, Jamie Rubin è proprio il tipo di persona di cui mi voglio circondare quest’anno.

Il fatto che nel 2018 abbia letto molto più di me, è già un buon inizio. 129 libri e oltre 60000 pagine, contro i miei 109 e 25000 pagine. Tra tutti quelli che seguo su Goodreads, solo uno ha letto più di me quest’anno.

Se a me chiedono come faccia a leggere così tanto, io mi chiedo come Rubin riesca a essere così vorace.

https://www.jamierubin.net/2019/01/01/best-reads-of-2018/