Articoli con tag censura
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Il video (e la campagna) è una parodia, ma fa riflettere. Filtri automatici governativi ci spingono verso Cina e India. E’ questo che vogliamo veramente per combattere la pedofilia in rete?
Cleanternet.org | campaign for a cleaner and safer Internet.
Mondo blog, Varie »
Chi era all’AcaCamp di Urbino, il BarCamp accademico, si ricorderà la mia presentazione sulla scienza nei blog e nei social media. Un passaggio importante l’ho riservato a Gravità Zero, un blog scientifico che ho segnalato per alcune qualità.
Qaualche giorno dopo sullo stesso blog appare un articolo sugli ebook, palesemente contrario. In particolare mi soffermo sull’ultimo passaggio:
dei contenuti. Quali autori avranno voglia di scrivere o tradurre testi
solo per la gloria di vedersi scaricare e citare in internet. Forse che
i nostri governanti non amano i libri e non pensano che la cultura
debba essere un patrimonio da conservare e amare? Come faranno i nostri
figli ad imparare ad apprezzare il fascino di un libro?
D’impulso, ho inserito un commento, in cui stigmatizzavo quanto sopra, chiedendomi e chiedendo conto all’autore dell’articolo se…
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Il sipario sulle Olimpiadi di Pechino si è chiuso da tempo e con essa è scemata l’attenzione del mondo sulla questione dei diritti civili e della censura che, come noto, colpisce anche Internet.
China Channel è una estensione per Firefox che permette facilmente di sperimentare personalmente gli effetti della censura cinese. Basta installarla, riavviare il browser e attivarla per capire come funziona.
China Channel Screencast from fi5e on Vimeo.
Istruttivo, perché a volte l’esperienza diretta è più efficace di tante parole.
USA: China Channel.
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E’ in uscita in questi giorni un libro che tratta della Cina, le Olimpiadi, i diriitti civili e la censura. Una sezione è dedicata anche ad Internet e il ruolo giocato dai grandi player nel sostenere il regime cinese in cambio di affari.
delle moderne tecnologie dell’informazione che si deciderà buona parte del
futuro della Cina. Saranno un dirompente strumento di libertà? La posizione
delle grandi multinazionali appare ambigua se non complice. Lo si vede dai
comportamenti di Google, Microsoft, Murdoch e News Corp, Yahoo. A questo
proposito il libro riporta con ricchezza di particolari i contenuti di
un’appassionante audizione che nel novembre 2007 si è svolta davanti al
Congresso americano. Un faccia a faccia con i dirigenti di Yahoo accusati di
aver collaborato con le
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Fouad Al-Farhan, blogger saudita detenuto nelle priginioni governative da 137 giorni, è stato liberato questa mattina alle 5,30. Ho appreso la notizia da un messaggio inviato al gruppo Facebook per la liberazione del maggiore blogger saudita da Khaled Ahmed. La notizia è stata poi ripresa da Ahmed Al.Omran, un altro tra i più noti blogger sauditi.
Bella notizia con la quale cominciare il sabato mattina!
LEGGI: Il blog di Fouad Al-Farhan.
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Siamo arrivati a 60 giorni di detenzione, senza una ragione, per Fouad Al-Farhan, il blogger in lingua inglese più seguito in Arabia Saudita. Nonostante le pressioni dell’opinione pubblica internazionale, il governo saudita non è arretrato di un passo. E’ bene quindi non abbassare la guardia e mantenere alta l’attenzione su questa vicenda come su tutte quelle in cui blogger, semplici cittadini attivi sul web, sono impediti nell’esprimere le proprie opinioni liberamente.
Il movimento spontaneo che continua a voce alta ad esprimere il proprio sdegno e a rinnovare la richiesta di liberazione di Fouad promuove una settimana di mobilitazione internazionale da domani 9 al 15 febbraio prossimo.
L’idea è quella di copiare sul proprio blog uno dei post di Fouad per replicare in tutta la blogosfera il suo messaggio. Le potenzialità della blogosfera si misurano in questi frangenti.
Partecipa anche tu, diffondi questo messaggio.
PARTECIPA: Settimana…
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Global Voices ha da tempo realizzato una guida al blogging anonimo. Il documento è estremamente utile a chi, in paesi dove vige la censura e si rischia grosso nell’esprimere opinioni contrarie al regime, vuole usare il blog per contrastare i poteri forti e stare tranquillo di non ritrovarsi la polizia sotto casa dopo minuti dalla pubblicazione dei contenuti.
La guida è stata recentemente tradotta dall’inglese al francese e mi è venuta una idea. Perché non tradurre la guida anche in italiano? Certamente in Italia, al momento, esprimersi liberamente sul blog è possibile e l’italiano non è così tanto diffuso oltre confine. Ciò non toglie però che in alcune situazioni limite la guida possa essere utile a qualcuno e Global Voices, contattata attraverso il responsabile del blog Advocacy, si è detta interessata a disporre di una copia in italiano della guida.
A questo punto, chi volesse contribuire alla traduzione del…





