Categorie
Formazione permanente

La strada verso il 2050

Il 2050 è una data simbolica importante. Molti degli impegni a lungo termine, compresi quelli sulle emissioni di gas serra, prendono come data obiettivo il 2050. Renier de Graaf ha tenuto un fantastico intervento durante il Klimahouse Congress a Bolzan, ricco di dati e di spunti, compreso il ruolo giocato dal settore immobiliare e delle costruzioni.

La casa è uno dei centri nevralgici in termini di consumo di energia e l’efficienza energetica ha un ruolo chiave nel ridurre le emissioni di gas serra.

Categorie
Vivi meglio

L’esperienza Klimahouse

Un paio d’anni fa, proprio davanti al mio balcone, una mattina di fine ottobre appare una casa in legno. In quei giorni lavoravo da casa e in un paio di giorni ho visto operai specializzati montare tutte le pareti e le travi in legno del tetto di una casa di due piani. Sono rimasto colpito dalla velocità con cui la struttura è venuta su, una volta gettate le fondamenta (e il garage sotterraneo) e di come ci siano voluti pochi mesi per tutte le rifiniture, fino a quando ho conosciuto i nuovi vicini. Da allora sono affascinato dalle case in legno e Klimahouse, a Bolzano, è stata l’occasione per approfondire l’argomento.

Sono stato piacevolmente colpito dall’invito della Fiera a partecipare* e in un paio di giorni ho avuto modo di apprezzare l’organizzazione e l’ospitalità altoatesina – non è stata una novità perché nel 2010 ero già stato a un’altra fiera locale, invitato come relatore – insieme alla qualità degli interventi negli eventi a cui ho partecipato e al livello di innovazione proposto dagli espositori.

La piattaforma

Ho molto apprezzato la visione del vertice della Fiera di Bolzano che ha riposizionato Klimahouse, una fiera giunta alla 15esima edizione, come una piattaforma. Non semplicemente uno spazio dove esporre prodotti e servizi e trovare clienti, ma questo e molto altro: un momento di approfondimento e confronto sui temi e le politiche legate alla bioedilizia e all’efficienza energetica, l’occasione per vedere dal vivo strutture in legno con tour guidati sul territorio altoatesino, uno spazio di divulgazione scientifica sui temi del cambiamento climatico, sull’energia e l’ambiente, un momento per confrontarsi con parti diverse della società, compresi i più giovani. Un modo intelligente per creare connessioni, far conoscere nuovi prodotti, diffondere buone pratiche attraverso l’esempio, promuovere politiche più efficaci a tutela dell’ambiente, stimolare i media a dare più spazio a contenuti che riempono di valore il dibattito sulla sostenibilità.

Costruire bene. Vivere bene

Non sono un tecnico, né un esperto in termini di bioedilizia. Nonostante questo mi sono avvicinato agli spazi espositivi con curiosità e ho acquisito nuove conoscenze, utili nel giorno in cui mi troverò a pensare a una nuova casa. O magari a consigliare un amico che si trova nella condizione di valutare opzioni per costruire meglio i propri spazi abitativi. Per esperienza personale posso dire che non mi sono trovato per niente preparato quando 12 anni fa sono stato chiamato a prendere decisioni in tal senso, su materiali e opzioni tecniche. A tal proposito mi sarebbe stato molto utile un vademecum pubblicato gratuitamente dall’Agenzia CasaClima, dal titolo “Casa come? Casa Clima“. Si può ordinare e ricevere gratuitamente a casa in forma cartacea o consultare online in formato digitale (compreso il download).

Il vademecum è un manuale pensato per aiutare i committenti (chi decide di costruire una casa o di ristrutturare quella che ha già) e interloquire in modo efficace con progettisti e tecnici, sapendo cosa chiedere e quali termini usare. Il manuale è stato scritto in modo semplice per i non addetti ai lavori. Utile da conoscere per tutti i proprietari di una casa, per migliorarla appena si presenti l’occasione, in termini di efficienza energetica e non solo.

Clicca per ingrandire

Condivido in pieno lo slogan di Klimahouse 2020 “Costruire bene. Vivere bene“. Il settore dell’edilizia ha un grandissimo margine di miglioramento in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, riduzione del consumo di risorse, riduzione di energia, riduzione di rifiuti. È giusto quindi chiedere a questo settore di fare la propria parte per ridurre il suo impatto ambientale. Non è solo una questione di sostenibilità, ma di salute e di qualità della vita. Chi non vuole vivere meglio?

Prodotti innovativi

L’economia verde è una realtà anche nell’edilizia e le innovazioni si susseguono anno dopo anno. I prezzi scendono, i materiali utilizzati riducono la propria impronta ecologica, grazie a materie prime di origine naturale, la qualità della vita aumenta, la salute ne beneficia e l’ambiente ringrazia. Può sembrare un sogno futuribile ma è già realtà. Ciò che manca perché materiali e buone pratiche si diffondano è una maggiore cultura del consumatore e di chi lo consiglia. Costruire come si è sempre costruito costerà meno, ma non necessariamente il costo iniziale più basso è conveniente. Una casa è costruita per durare decenni, almeno, se non oltre, ragion per cui alcuni investimenti andrebbero valutati su più anni almeno. La convenienza diventa così anche economica. Ci vuole un po’ di lungimiranza e la volontà di guardare avanti.

Lo stato italiano ci ha messo del suo – l’edilizia è uno dei settori che incide maggiormente sul PIL, non solo in Italia – con bonus fiscali di vario genere che riducono ulteriormente i costi, rendendo conveniente anche tecniche innovative da poco sul mercato. Il mio non è un blog tecnico, ma alcuni esempi li voglio fare.

Geniale cappotto sismico

Il nostro paese ha un elevato rischio sismico e tanti edifici pubblici e privati (scuole e non solo) sono stati costruiti prima dell’avvento di normative più restrittive in termini di sicurezza. Questa soluzione (cappotto sismico) permette di rivestire le pareti esterni di grandi edifici per dare stabilità in occasione di terremoti, aggiungendo al tempo stesso un maggiore isolamento termico che fa risparmiare energia d’estate e d’inverno. Il tutto gode di un doppio bonus fiscale statale, ragion per cui i grandi condomini potrebbero trarne un doppio vantaggio a un costo veramente contenuto, soprattutto se confrontato con altre soluzioni.

Naturaliabau

A Klimahouse Naturaliabau ha presentato isolanti realizzati con fibre naturali, quali fibra di legno, fibra di canapa e fibra di juta. Molto interessante il pannello in fibra di juta perché è realizzato a partire dai sacchi di juta utilizzati per il trasporto di cacao e caffé dai paesi tropicali. Doppio vantaggio sul piano della sostenibilità, perché alla fibra naturale si aggiunge il fatto che un materiale destinato alla discarica viene invece riutilizzato per una seconda vita.

La sostenibilità al centro

Apprezzabile infine come a Klimahouse la sostenibilità sia tornata al centro del dibattito, con contenuti concreti e applicabili. Luca Mercalli, all’interno dell’inaugurazione della fiera, ha sintetizzato in pochi minuti come il lavoro degli scienziati dell’IPCC sia rigoroso e inoppugnabile. Il tempo del dibattito è finito. È ora di passare ai fatti e Klimahouse ha dato un grande contributo in questa direzione, con esempi pratici, prodotti già sul mercato, tecniche consolidate che stanno prendendo piede in Europa e nel mondo. Sta a noi cittadini conoscere le alternative e adottarle, senza attendere oltre.

*La Fiera di Bolzano mi ha invitato comprendo le spese di viaggio e alloggio, includendo un gettone di partecipazione, in cambio di contenuti liberi pubblicati sui miei spazi online.

Categorie
Formazione permanente

Edilizia, digitalizzazione e sostenibilità

Edilizia, digitalizzazione e sostenibilità sono tre parole apparentemente senza alcuna correlazione. Dopo aver partecipato al convegno dentro Klimahouse – fiera sulla bioedilizia e sull’efficienza energetica, giunta alla 15esima edizion – ho capito che digitalizzazione e sostenibilità sono le nuove frontiere del mondo delle costruzioni. Un mondo meno digitalizzato rispetto ad altre industrie, dove l’impatto ambientale, misurato in termini di consumo di suolo, consumo di energia, emissioni, rifiuti è ancora molto alto, troppo alto. Dal convegno di Klimahouse, dove sono stato ospite della fiera, ho imparato molto e voglio condividere con te alcuni spunti di approfondimento.

Sostenibilità

Il tema della sostenibilità dell’edilizia è un tema chiave per l’immediato futuro. Il tempo scorre inesorabile e abbiamo ormai pochi anni per ridurre le emissioni di gas serra, cercando di fermarci prima del superamento della soglia che renderà la crisi climatica irreversibile. Ogni industria deve per questo fare la sua parte, compreso il mondo delle costruzioni. Le Nazioni Unite hanno fornito dati, citate a Klimahouse, che fanno riflettere:

“Over the next 40 years, the world is expected to build 230 billion square metres in new construction – adding the equivalent of Paris to the planet every single week,” said Fatih Birol, Executive Director of the International Energy Agency, at a side event of the One Planet Summit in Paris.

“This rapid growth is not without consequences,” he warned.

In 2016, an estimated 235 billion square metres (m2) of total floor area was reached. Over the next 40 years, an additional 230 billion m2 buildings will be constructed – the equivalent of adding the floor area of Japan to the planet every year to 2060.

When upstream power generation is included, buildings and construction account for 39 per cent of energy-related CO2 emissions.

ONU

In 40 anni è previsto un raddoppio della superficie edificata su scala globale. Se questo non avverrà usando materiali a basso impatto ambientale, siamo spacciati. Su questo dovremmo essere tutti d’accordo. Cosa fare quindi? Utilizzare una superficie minore, aumentare l’efficienza energetica, utilizzare materiali naturali e riciclabili. Un aiuto viene dal legno e da quello che viene chiamato X-LAM (CLT), ovvero pannelli legno e acciaio da usare per edifici prefabbricati. Davanti a casa mia c’è proprio una casa costruita in questo modo, quindi non è fantascienza o il futuro, ma il presente. Dal convegno ho appreso che l’ingegneria degli edifici in legno sta superando nuovi traguardi. Attualmente l’edificio più alto è in costruzione in Norvegia e supererà gli 85 metri d’altezza. 18 piani, tutti in legno, a dimostrazione che la tecnologia è ormai rodata e tutti i pregiudizi sul materiale – si rovina facilmente, non è resistente quanto il cemento armato, altro – sono superati.

Categorie
Esperienze

Guardare la realtà con occhi diversi

Il modo più semplice per vivere è non porsi problemi. Optare sempre per la scelta più comoda e più conveniente. Mettere nel carrello il cibo che costa meno o che piace di più, senza leggere l’etichetta nutrizionale o interrogarsi da dove viene quel che cibo e in che condizioni è stato prodotto. Accendere la televisione appena arrivati a casa e guardare i canali che hai sempre guardato, i programmi che hai sempre seguito o farsi guidare dall’algoritmo della piattaforma streaming senza mai cercare qualcosa di diverso. Informarsi facendo guidare dall’algoritmo della piattaforma social preferita. Pensare di avere delle relazioni sociali semplicemente seguendo (presunti) amici sul social web, mettendo un mi piace ogni tanto o mandando un buongiorno su chat di vario genere.

Categorie
Formazione permanente

Cambiamenti climatici, un iperoggetto

La citazione giusta in una giornata come oggi e un libro altrettanto da leggere

This is part of what makes climate change what the theorist Timothy Morton calls a “hyperobject”—a conceptual fact so large and complex that, like the internet, it can never be properly comprehended. There are many features of climate change—its size, its scope, its brutality—that, alone, satisfy this definition; together they might elevate it into a higher and more incomprehensible conceptual category yet. But time is perhaps the most mind-bending feature, the worst outcomes arriving so long from now that we reflexively discount their reality.

The Uninhabitable Earth
Categorie
Esperienze

Possiamo salvare il mondo prima di cena

Il nuovo libro di Jonathan safran Foer sui cambiamenti climatici è appena uscito e, grazie al Sistema bibliotecario delle Marche, ho appena scaricato una copia digitale che leggerò già in volo da San Francisco a Milano.

Il titolo italiano è “Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi“. In inglese il titolo è ribaltato e non è prima di cena, ma a colazione, ma va bene lo stesso. Considerando che Se niente importa (Eating animals) di Safran Foer è il libro letto il quale ho smesso di mangiare carne, sono curioso di vedere se questo sarà capace di inforndermi un po’ di speranza sulla possibilità di fermare la catastrofe ambientale che incombe sul nostro futuro.

Non sono positivo e non è una novità. La politica energetica di India, Cina, Brasile, USA non gioca a favore del clima, nonostante gli impegni internazionali. Tutte chiacchiere. Nella mia piccola città di provincia, Senigallia, la percentuale di raccolta differenziata ha superato il 66%. A San Francisco la percetuale di riciclaggio è del 9% e ci sono condizioni economiche varie che lavorano contro l’aumento di questa percentuale, nonostante tutti i caffé offrano bicchieri compostabili.

Nonostante il mio stile di vita minimalista, devo riconoscere la mia responsabilità personale: il mio viaggiare in aereo. Devastante in termini di emissioni e senza una vera soluzione. L’efficienza, in presenza di un raddoppio dei passeggeri nei prossimi 20 anni, non è una soluzione ma un lavarsi la coscienza.

Potrei continuare con le notizie dall?Economist sul consumo di carbone in Asia, ma non voglio deprimere ulteriormente nessuno e ho un bagaglio da preparare. Ci si risente in Italia.

Categorie
Vivi meglio

La fine della fine della terra

La fine della fine della terra è una raccolta di articoli e brevi saggi. Alcuni sono brillanti, altri noiosi. Vale la pena prenderlo in biblioteca e leggere solo gli articoli che ti interessano, tra critica sociale, cambiamenti climatici e birdwatching.

Un paio di brani:

Kierkegaard, in Aut-Aut, prende in giro l’«uomo indaffarato», per il quale darsi da fare è un modo per evitare di guardare a se stesso con sincerità. Magari vi svegliate di notte e vi accorgete di sentirvi soli nel vostro matrimonio, o di dover pensare a ciò che i vostri consumi stanno facendo al pianeta, ma il giorno dopo avete un milione di piccole cose da fare, e il giorno dopo un altro milione. Finché sarete impegnati con le piccole cose, non dovrete fermarvi ad affrontare le questioni piú grandi. Scrivere o leggere un saggio non è l’unico modo per fermarvi a riflettere su chi siete davvero e qual è il significato della vostra vita, però è un buon modo. E se considerate quanto ridicolmente poco indaffarata fosse la Copenaghen di Kierkegaard in confronto alla nostra epoca, vi accorgerete che quei tweet soggettivi e quei post frettolosi non hanno granché di saggistico. Sembrano piú che altro un mezzo per evitare ciò che un vero saggio potrebbe imporci di vedere. Passiamo le giornate a leggere su uno schermo della roba che non ci degneremmo mai di leggere su un libro stampato, e a lagnarci di quanto siamo indaffarati.

Oppure

Il cambiamento climatico ha molte caratteristiche in comune con il sistema economico che lo sta accelerando. Analogamente al capitalismo, infatti, è transnazionale, ha effetti imprevedibili e dirompenti, si autoalimenta ed è inevitabile. Non teme la resistenza individuale, crea grandi vincitori e grandi perdenti e tende verso una monocultura globale: l’estinzione della differenza a livello di specie, una monocultura degli obiettivi a livello istituzionale. Inoltre è perfettamente compatibile con l’industria tecnologica, poiché promuove l’idea che solo la tecnologia, grazie all’efficienza di Uber o a qualche colpo da maestro della geoingegneria, potrà risolvere il problema delle emissioni di gas serra. È una narrazione semplice quasi come «i mercati sono efficienti», una storia che si può raccontare in meno di centoquaranta caratteri: stiamo prendendo il carbonio sequestrato nel terreno e lo stiamo immettendo nell’atmosfera, e se non la smettiamo siamo fregati.

Oppure

Se è vero, come ci viene detto, che lo scopo dei viaggi esotici è «creare ricordi», e se, come io sostengo, i nostri ricordi in pratica non sono altro che belle storie, e se ciò che crea una bella storia è la presenza di qualche elemento imprevisto, ne consegue che lo scopo di viaggiare è avere sorprese.

Categorie
Varie

Raccontare il cambiamento climatico

Recensione e critica di due libri che, ognuno a modo suo, cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del cambiamento climatico.

https://newrepublic.com/article/153505/case-climate-alarmism-nathaniel-rich-david-wallace-wells-review