Categorie
Media & Social media

La rinascita del libro di carta? Non è come pensi

libri

I commentatori dell’andamento del mercato librario, nazionale e internazionale, si compiacciono spesso del presunto calo del fatturato dell’ebook (USA e UK) o della sua non crescita (previsione Italia 2017 +5% A/A). Spesso gli stessi valutano con soddisfazione la ripresa del libro di carta, quasi come una vittoria della pervasività del digitale nella nostra vita. È veramente così?

Categorie
Media & Social media

La pubblicità è il virus che uccide l’editoria digitale?

free

L’editoria è in crisi. L’editoria digitale è in crisi.

L’ultima piattaforma a rivedere il suo modello di business è Medium. Ev Williams annuncia che Medium taglia un terzo dei posti di lavoro e chiude la sua piattaforma di native advertising (articoli sponsorizzati), alla ricerca di un diverso modello di business. Apriti cielo. In 24 ore si scatena un putiferio, tra chi dice “te l’avevo detto”, “finalmente, è ora di cambiare”, “non hai ancora capito”.

Categorie
Media & Social media

La lenta agonia dei giornali italiani, neanche tanto lenta

Nell’ottobre del 2014 scrivevo della lenta agonia dei giornali italiani, con Repubblica che comunque celebrava 286.000 copie vendute in edicola contro il Corriere della Sera fermo a 282.700 copie nel mese di agosto 2014.

newspapers-dead

Sono passati quasi due anni è la situazione in edicola vede questo podio  in copie vendute (esclusa la Gazzetta dello Sport) nel giugno 2016:

  1. 235.286 Corriere della sera
  2. 235.137 Repubblica
  3. 136.701 La Stampa

Se prendiamo le copie vendute in totale, in versione cartacea:

  1. 238.024 Corriere della sera
  2. 236.611 Repubblica
  3. 157.144 La Stampa

Se prendiamo tutte le copie vendute, comprese quelle digitali, escluse le copie digitali vendute in blocco ad aziende:

  1. 289.013 Corriere della sera
  2. 286.384 Repubblica
  3. 201.546 Il Sole 24 Ore

Nessun giornale italiano vende sopra le 300.000 copie ormai. Al club delle 100.000 copie vendute fanno parte solo altri 4 giornali: Avvenire, Resto del Carlino, La Stampa e Il Messaggero. Esclusi i quotidiani sportivi, solo altri 3 giornali superano 50.000 copie vendute.

Il digitale ha solo rallentato la caduta dei grandi, perché chi vende più di 10.000 copie al giorno sono soltanto Corriere della sera, Repubblica e Sole 24 Ore.  Se abbassiamo la soglia a più di 5.000 copie vendute in digitale, sempre su scala nazionale, abbiamo solo altri 4 giornali nel club: La Stampa, Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino.

Non possiamo meravigliarci poi se, di fronte a questa tendenza, gli investimenti pubblicitari nella carta stampata continuino a scendere, in un mercato della pubblicità che sale.

Qualcuno, onestamente, crede ancora che i giornali abbiano un qualsiasi potere nell’influenzare l’opinione pubblica in Italia?

 

 

 

Categorie
Formazione permanente

#unlibroèunlibro ma non a Bruxelles

Dalla Stampa di oggi apprendo che la campagna per equiparare ebook e libri sarebbe fallita, per l’opposizione di:

Commisione, britannici, nordici e centroeuropei hanno detto «no» a Roma e Parigi, mentre i tedeschi hanno fatto tattica e non si sono pronunciati.

Il pianto dell’industria è già cominciato però:

L’Associazione italiana Editori teme che l’Iva normalizzata geli un mercato digitale che decolla a fatica: era il 3% del totale nel 2013, è salito al 5% nel 2014

Ti sei chiesto come mai la campagna #unlibroèunlibro sia partita solo qualche settimana fa, nonostante l’editoria digitale sia una realtà, piccola o grande non importa, da qualche anno? Il motivo è citato nell’articolo stesso:

un libro venduto a un residente italiano è attualmente tassato al 3% lussemburghese, ma da gennaio passerà al nostro 22.

In pratica gli editori italiani, vendendo attraverso Amazon, fino al 31/12/2014 porteranno a casa un extra profitto. Se un libro costa 9,90 €, tolta la percentuale del 30% che va al negozio, se l’ebook è venduto da Amazon l’editore oggi incassa 6,73 € e domani ne incasserà 5,68. Amazon ha più del 50% del mercato in Italia. Fino a che questo giochetto di Amazon in Lussemburgo faceva comodo, nessuno si è mai stracciato le vesti sull’IVA al 22% per gli ebook, nel salotto buono dell’editoria. Avvicinandosi il primo gennaio 2015, la paura è salita.

Se la campagna fosse partita al tempo dell’ipotesi francese di equiparare l’IVA su carta e libro, ora realtà, forse al tavolo di Bruxelles il potere negoziale sarebbe stato altro, chi lo sa?

Se l’ebook in Italia è al palo, certamente le ragioni sono molteplici, ma gli editori non possono certo dire di averci mai creduto fino in fondo, anzi. Chi è causa del suo mal…

Ebook sulla Stampa

Categorie
Media & Social media

La lenta agonia dei giornali italiani

repubblica

Prosegue il calo delle vendite della stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, e neanche il digitale è capace di invertire la tendenza, salvo per Il Sole 24 Ore in cui l’abbonamento alla carta che comprende il digitale finisce per gonfiare i numeri (quanti commercialisti conservano le copie dell’abbonamento e non sfogliano neanche la parte di attualità?).

Ridicolo comunque come ogni mese Repubblica pubblichi un pezzo per rivendicare il primato in edicola a danno del Corriere della Sera, che resta il più venduto considerando abbonamenti e digitale.

Ad agosto 2014 Repubblica perde il 12,3% di copie cartacee e in edicola non arriva più a 300.000 copie, eppur si brinda con l’ennesimo pezzo celebrativo. Per celebrare cosa? Una lenta agonia?

Da Italia Oggi:

A pesare si conferma la diffusione media cartacea dove solo Avvenire porta a casa un +2,1% (e +11,1% in edicola). Il resto delle pubblicazioni diminuisce, dal Corsera (-12,1%) a Repubblica (-12,3%), dal Fatto quotidiano (-34,2 e -34,8% in edicola) alla Gazzetta dello sport (-9 e -9,3% in edicola), dal Giornale (-19,1 e -22,4% in edicola) a Libero (-30,8% e 20,7%) e ancora dal Sole 24 Ore (-14 e -19,3% in edicola) alla Stampa (-11,6 e 11,5%).

Categorie
Media & Social media

La stampa continua a perdere pubblicità

Semmai ci fossero dubbi su come la tendenza alla fuga della pubblicità non sia un fenomeno passeggero, nei primi mesi del 2014 (rispetto allo stesso periodo precedente) la stampa (giornali e periodici) perde il 15% di ricavi pubblicitari. Questi si aggiungono a circa il -25% e al -20% dei due anni precedenti.

giornali

In pratica siamo al -50% di ricavi pubblicitari in tre anni. Ammesso che l’emorragia si arresti o ci sia una minima inversione di tendenza da qui a un anno, siamo sempre a -50% rispetto al passato.

Non credo sia necessario un ulteriore commento, no?

Credit: la tabella è tratta da Italia Oggi.

Categorie
Media & Social media

Pressreader, un modo vecchio e nuovo di leggere i giornali online

La Stampa ha appena lanciato premium per leggere dal web gli articoli della carta stampata in un nuovo modello di abbonamento. Altri giornali usano questo sistema per valorizzare sul digitale i contenuti prodotti dalla redazione che cura l’edizione per la carta. Da tempo credo che questa non sia la strada per monetizzare l’informazione in digitale, se non per una quota parte.

Certo, fino a prima di internet, ogni lettore di carta aveva un suo giornale preferito, al quale era affezionato, comprandolo tutti i giorni o abbonandosi. I lettori più esigenti leggevano più di un giornale, spesso perché pagava qualcun altro (il datore di lavoro, l’azienda, ecc.) Far transitare questi lettori al digitale, con l’offerta del PDF fruibile dal proprio tablet o cellulare, sembra il primo passaggio naturale. Oggi siamo fermi a questo stadio o poco più, perché è questo che il lettore vuole, si dice.

A mio avviso la stragrande maggioranza dei lettori di giornali online, che in parte leggono anche il giornale di carta, è abituata a leggere singole notizie su più giornali. Più o meno affezionata ad alcune testate di riferimento, ma non a una soltanto, soprattutto se parliamo di chi legge tante notizie e passa tanto tempo a informarsi. Può essere appetibile per questo lettore un abbonamento, seppur scontato, a un solo giornale? Credo proprio di no! Se oggi quel lettore passa una frazione del suo tempo su ognuno dei giornali, come si può giustificare che paghi un abbonamento per leggere solo una parte di quei contenuti premium? Può un giornale oggi, per quanto autorevole, pensare di essere l’unica fonte a cui un lettore dovrebbe abbeverarsi? Non si giustifica e non si può pensare.

pressreader

Quale risposta dare in alternativa al gratis o al muro a pagamento per singola testata? A mio avviso la soluzione perfetta è l’edicola, con tante testate e un unico abbonamento. Il lettore paga il suo abbonamento mensile, ma i ricavi si dividono tra le testate che legge, in base a quanto legge in ognuna. Un servizio simile esiste paradossalmente da anni, ma i giornali italiani hanno fatto il passo del gambero: prima lo hanno accolto, quando non c’erano i tablet, e oggi lo hanno abbandonato, quando invece è giunto il momento di spingerlo e usarlo.

Sto parlando di Pressreader, noto nel passato come NewspaperDirect. Pressreader è un sito web in HTML5, visibile da qualsiasi browser, app dedicate per i principali dispositivi, con un servizio che offre testate (giornali e magazine) da ogni angolo del pianeta. Le testate in italiano sono solo 18 su 2461 in tutto il mondo e comprendono Il Tempo e Libero. Una volta c’era il Corriere della Sera e altre, ma poi hanno deciso di fare da sole e non si trovano più. Nel frattempo il progetto di Edicola Italiana esiste sulla carta e non è mai decollato, se mai decollerà.

pressreader2

Pressreader consente di sfogliare il giornale impaginato, aprire i singoli articoli con il testo ottimizzato per lo schermo del dispositivo e permette perfino di tradurlo! Ha una impaginazione per sezioni in cui sono raccolte le testate di ogni singolo paese in base agli articoli più interessanti o più rilevanti in base alla gerarchia del giornale.

pressreader3

Ti invito caldamente a provarla perché consente una lettura gratuita di qualche articolo di prima pagina di tutte le testate, oltre a un periodo di prova.

Pressreader

Se le testate italiane fossero un po’ più aperte a sperimentare e investire nel futuro, sono certo che anche questa diverrebbe un modo aggiuntivo di monetizzare i propri contenuti premium.

Categorie
Formazione permanente

Nuove professioni dell’editoria alla prova del web

Domenica 24 novembre sono a Milano a Bookcity per introdurre la conversazione sul tema “Chi è il reader’s community manager? Nuove professioni alla prova del web“, promosso da AIE.

fuck

Digital content curator, Readers community manager, Self publishing consultant sono solo alcune delle nuove figure professionali legate al mondo dell’e-book, e dell’editoria digitale che il Web sta iniziando a delineare per un’editoria che sta cambiando rapidamente. In cosa consiste il loro lavoro, quali percorsi di studio e professionali bisogna intraprendere, quali competenze avere, cercare, trovare sulla rete e fuori? Quali curiosità coltivare? Qual è la domanda delle case editrici e dell’industria dei contenuti per queste nuove figure?

Utilizzerò una versione ristretta di quella già online, che trovi su Slideshare.

Libri, librai from Luca Conti

Ci vediamo a Milano per parlarne insieme?