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Internet come Disneyland

Today the internet is much more like Disneyland. If I’m building a restaurant in Disneyland and Disneyland thinks I’m making too much money, they may raise the rent or change the rules.

That’s what building on Facebook or Google and Apple is right now. We live in this sort of Disneyland internet and I don’t think that’s good for a whole bunch of reasons. I just don’t think it’s as diverse and exciting and interesting and creative. I think it has destroyed the business models of creative people.

Tornando sul tema dell’innovazione frenata nel mercato digitale consumer, ottima lettura.

http://breakermag.com/why-venture-capitalist-chris-dixon-is-betting-on-a-decentralized-internet/

L’ignoranza della politica nel comprendere la tecnologia

Se pensassi che l’ignoranza dei politici nei confronti della tecnologia sia un fenomeno tutto italiano, ripensaci.

Il post seguente racconta di alcune assurde domande poste al CEO di Google al Congresso americano. Il post (e il blog) è tutto da leggere perché affronta il vero problema che dobbiamo affrontare nel prossimo futuro: la mancanza di innovazione nel mercato consumer (rispetto al mercato dell’impresa), a causa dell’oligopolio di chi sappiamo noi (Google, Facebook, Apple, Amazon).

The State of Technology at the End of 2018 https://stratechery.com/2018/the-state-of-technology-at-the-end-of-2018/

Sul tema concorrenza, The Four resta un ottimo approfondimento.

Alexa sì o Alexa no?

Alexa

Dalla previsione di Gartner, secondo la quale al 2020 il 30% della navigazione online sarà vocale, ho pensato fosse necessario avere in casa Amazon Echo per poter capire e seguire lo sviluppo di Alexa e degli assistenti virtuali in casa. Da allora Amazon Echo è finalmente arrivato in Italia, è in promozione a 35 €, ma non mi sono ancora convinto di metterlo nel carrello. Anzi, nel carrello c’è, ma non l’ho ancora comprato. Perché?

Sì, sul piano del conoscere le tendenze per anticiparle, avere uno smart speaker in casa è fondamentale, ma ho molti ma che mi frenano. Voglio veramente un dispositivo in casa sempre in ascolto? Ho veramente bisogno di chiarire qualsiasi dubbio con una domanda ad Alexa? Sono così pigro da dover chiedere ad Alexa (in futuro) di accendere o spegnere la luce? Ho bisogno che Alexa mi faccia raccontare le ultime notizie al mattino mentre faccio colazione, se ho deliberatamente perso l’abitudine di accendere tv o radio? Ho bisogno di farmi mettere su musica da Alexa o di lanciarmi un podcast, se oggi ascolto ciò che voglio con due tocchi sul telefono e non ho alcuna voglia di avere sempre la mente impegnata con un tappeto audio sullo sfondo quando sto facendo altro?

La risposta a tutte queste domande è un secco e maiuscolo NO. Alexa quindi rimane nel negozio e, non so per quanto, continuerò a resistere alle sirene. Come l’anno scorso negli USA, aspettati una campagna massiccia, già in corso, per convincerti a comprare Amazon Echo o Google Home, con spot in televisione, pagine sui giornali e sconti incredibili. La posta in palio, per Google e Amazon, è mettere un piede in casa tua e abituarti a usare uno strumento con il quale ti abituerai a comprare e a scegliere (tra proposte limitate) cosa ascoltare, cosa leggere, cosa comprare.

Non ultima c’è anche una questione etica, ben raccontata dall’Atlantic che gli ha dedicato una storia di copertina, da cui è tratta limmagine di questo post. Un pezzo tutto da leggere.

Il culto della tecnologia è una religione come le altre

religione

Sono quasi diventato intollerante alle conversazioni in cui l’oggetto è il culto della tecnologia. Discussioni sul nulla. In genere gli eventi di lancio di nuovi prodotti, da parte di Apple, Google, Amazon, Facebook, generano online un seguito da folle adoranti che la settimana dopo si mettono in fila per comprare il nuovo prodotto. Ne parlano come di un totem da adorare, dimenticando che l’azienda dietro al prodotto ha il solo scopo reale di fare (legittimamente) più soldi. L’evento non è altro che PR, fumo negli occhi, marketing per convincere a comprare e a sostituire l’ultima versione del prodotto che ancora funziona benissimo. Gli adepti, incapaci di comprendere il gioco o felici di aderire a un nuovo culto, spendono parole, energie, tempo per decantare le ultime meraviglie e aderire pubblicamente al culto. Continue reading “Il culto della tecnologia è una religione come le altre”