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Internet ruba i contenuti? *

Mediaset, da tempo, è impegnata in una legittima campagna per difendere i propri interessi. Nel novembre scorso ho avuto il piacere di ascoltare Fedele Confalonieri al Forum d’Avignon esprimere questi concetti in un dibattito in cui erano presenti, tra gli altri, la Commissione Europea e Google. In sintesi, il pensiero di Confalonieri è sì al digitale, sì a Internet, purché regolamentato, difendendo i diritti degli autori, delle televisioni, delle major, dell’industria, facendo pagare i contenuti. Dal comunicato stampa Mediaset:

“Ogni cittadino europeo deve essere digitale. Deve avere il diritto di connettersi a internet e poter fruire di contenuti legali e di qualità. Nell’era digitale è sempre più necessario garantire la continuità del modello di business audiovisivo basato sulla difesa della proprietà intellettuale e dell’esclusiva. Le regole esistono e devono essere uguali per tutti: privacy degli utenti, tutela dei minori e della proprietà intellettuale sono imprescindibili e vanno condivise da tutti i fornitori di servizi audiovisivi in ambito digitale” (fonte)

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Numeri di Internet nel mondo

Qualcuno diceva che l’email è morta, che i blog sono morti? Non c’è solo Facebook, come si evince dai numeri di Internet nel 2010 raccolti da Royal Pingdom.

294 miliardi – media di email inviate al giorno.
1.88 miliardi – numero utenti che usano la posta
480 milioni – nuovi utenti email nel 2010
255 milioni – numero di siti internet a dicembre 2010
1.97 miliardi – utenti internet nel mondo (giugno 2010).

152 milioni – numero di blog secondo Blogpulse
100 milioni – nuovi utenti su Twitter nel 2010
250 milioni – nuovi utenti su Facebook nel 2010.

2 miliardi – video visti su YouTube al giorno.
20 milioni – video caricati su YouTube al mese.

5 miliardi – foto su Flickr al settembre 2010
3 miliardi – foto caricate su Facebook al mese.

Italia, la Repubblica disconnessa

Se Il Regno Unito è The Connected Kingdom, L’Italia non può che essere la Repubblica disconnessa. Distratti dal provincialismo della nostra politica, attentissima agli scandali e alla cronaca nera, ma distratto, distrattissimo sul declino generalizzato del nostro paese, non ci accorgiamo che siamo agli ultimi posti di tutte le classifiche in cui si misura il futuro.

Ti invito a scaricarti il rapporto The Connected Kingdom e a vedere dove si trova l’Italia in tre classifiche che misurano l’accessibilità di internet veloce, il peso nella società e nell’economia e il coinvolgimento attivo di governi, aziende e cittadini in rete. In due delle tre classifiche siamo sopra soltanto alla Grecia e c’è poco da aggiungere.

The Connected Kingdom

Ne parlano anche Bit City e Stefano Quintarelli.

via

L’Italia su Internet, tra luci ed ombre

L’Italia non è tra i paesi più avanzati nella diffusione di Internet e le parole di Paolo Romani allo IAB Forum di Roma di oggi, sui programmi per colmare il divario digitale, sono solo chiacchiere.

I fatti dicono sì che gli Italiani su Internet ad aprile, dato Audiweb, crescono circa del 10% in un anno e sono poco meno di 24 milioni, ma il grafico sotto rende bene l’idea di come non siamo in grado di tenere il passo con le economie più sviluppate, purtroppo.

Ce ne rendiamo conto? Facciamo qualcosa prima che il gruppo degli inseguitori ci superi, sia come utenti Internet, sia come reddito procapite?

via BiofusionDesign | Internet users per capita for g-20 nations.

La risposta è disconnettersi?

Per chi lavora sul web quanto ipotizzato dal vignettista James Sturm è quanto meno molto difficile. Prendersi una pausa da Internet per 4 mesi! Possibile? Sul suo articolo in Slate spiega il perché. Lo leggerò questo fine settimana, non disconnesso, per ragioni di lavoro.

Che abbia ragione quel provocatore di Nicholas Carr?

Disconnection is the new counterculture

I’m quitting the Internet. Will I be liberated or left behind? (1) – By James Sturm – Slate Magazine .

RCS MediaGroup, il mercato della pubblicità e i media

A prescindere dai dati di bilancio di RCS MediaGroup, in cui si percepisce un forte affanno nel passaggio al digitale, sono da leggere i dati a supporto sui mercati di riferimento, in particolare la pubblicità, tra Italia e Spagna. Avresti mai pensato che l’outdoor in Spagna tira ancora molto di più di Internet?

I dati di diffusione dei quotidiani italiani mostrano un calo del 10% in due anni e il Corriere della Sera a fine 2009 è di poco sopra 500.000 copie, pur rimanendo leader nazionale. I numeri di Internet volano, a cominciare dai visitatori unici, ma non appare una strategia per cogliere in positivo il passaggio dalla carta al web, se non cercando di limitare i danni, i costi e il personale. Avrò modo di chiederlo a Pietro Varvello al Festival del Giornalismo giovedì alle 19,30 a Perugia.

Il gruppo ha Dada e un nucleo di tv digitali, ma non sembrano per nulla messe a sistema nel gruppo, come invece sta facendo il Gruppo L’Espresso con i suoi siti web e le tv digitali. Certamente questo avrà conseguenze sul futuro del gruppo, soprattutto se non si riesce ad invertire la tendenza del calo.

Le ultime tendenze di Internet

Estremamente interessante questa presentazione di Morgan Stanley aggiornata ad Aprile 2010, anzi per la precisione al 12 aprile sullo Stato di Internet. Tra le considerazioni più stimolanti:

  • Gli utenti di internet mobile dovrebbe superare quelli a rete fissa a fine 2013;
  • A fine 2008 navigavano 1,8 miliardi di persone;
  • Negli USA si compra online il 24% dei libri e il 9% dell’arredamento per la casa;

Il resto te lo faccio scoprire da solo:

via Fred Wilson

Il futuro di Telecom Italia (e di Internet in Italia)

Oggi Telecom Italia ha presentato i suoi dati 2009 e ha aggiornato il piano industriale per i prossimi anni. Considerando quanto Telecom Italia rappresenti lo sviluppo di internet veloce in Italia, soprattutto sul fisso, direi che è bene prestare attenzione a quanto presentato.

Per facilitarne la lettura e diffonderle ad un pubblico più vasto, ho preso le presentazioni dal sito istituzionale di Telecom Italia e le ho caricate su Slideshare, riproposte poi a seguire.

Luca De Biase le ha commentate sul suo blog.

C’è anche quella su TIM Brasil.