Repubblica e Corriere in calo, raddoppia Twitter

La tabella pubblicata oggi da ItaliaOggi con i dati Audiweb italiani di gennaio 2012 rende l’idea dello stato del web italiano. Per l’informazione, nonostante un assestamento, Repubblica e Corriere restano le due corazzate dell’informazione online in Italia, uniche a navigare stabilmente sopra il milione di visitatori al giorno. Gli altri giornali, in ritardo e con minori investimenti, crescono o vivacchiano sotto i 400.000 visitatori al giorno, ad eccezione della Gazzetta dello Sport e del Sole 24 Ore, unico a guadagnare dalla crisi.

Blogo.it ne fa di più, con 430.000 visitatori. Le nuove leve festeggiano, ma hanno numero micro se confrontati con i primi della classe: Ilpost.it 45.000 e Lettera43 40.000 visitatori al giorno: un decimo del Sole 24 Ore e 3/100 di Repubblica. Sarebbe da valutare il numero di visitatori diviso il numero di redattori, pesato per gli anni di lavoro ed è probabile che qualche rapporto di forza cambi, ma Audiweb non ci offre questi dati.

Il resto è noia, mi verrebbe da dire. Le tv hanno numeri micro rispetto al pubblico televisivo. Rai solo 413.000 visitatori, Mediaset intorno ai 200.000, Sky 247.000 e La7 solo 50.000. I portali, zitti zitti, continuano a fare numeri di tutto rispetto, sopra 2 milioni al giorno.

Curioso che nel pezzo si citi Twitter, ma non Facebook. Twitter viene accreditato, con una metrica da non confrontare con quelle sopra, di 3,4 milioni di visitatori al mese, con un raddoppio sul gennaio 2011. La febbre continua.

Tutti i dati Audiweb gennaio 2012

10 anni nel futuro di auto e internet mobile *

Ford oggi alle 18, dalla voce del suo presidente Bill Ford, a Barcellona parlerà delle sue attività in ambito mobile. Per l’occasione, vedi disclosure in coda, mi è stata chiesta una opinione su dove ci porterà tra 10 anni il rapporto tra auto e connettività mobile. I contributi con il tag #FordMWC saranno raccolti in una digital time capsule, una sorta di bottiglia con tutti i contributi, chiusa oggi e riaperta tra 10 anni, per vedere la differenza tra ciò pensato nel 2012 e la realtà del 2022.

Segue la mia visione, in quanto tale visionaria.

L’auto entrerà a pieno titolo nell’internet degli oggetti. Una sua SIM card connessa in rete farà sì che potremo interagire con essa dal nostro dispositivo mobile, sia quando siamo a bordo, sia quando questa è parcheggiata. In 10 anni l’auto che guida da sola non sarà realtà ma la sperimentazione sarà molto estesa e ciò significa poter dedicare meno attenzione alla guida a vantaggio di altre attività di comunicazione e di informazione.

L’interno del parabrezza diventerà uno schermo con widget informativi aggiornati in tempo reale attraverso internet mobile. Informazioni su meteo, traffico, ultime notizie, aggiornamenti dai contatti dei social network, più navigazione GPS, prestazioni e consumo dell’auto, anche in relazione al consumo dei nostri amici (concetto di gamification).

L’auto connessa a internet invia dati in rete, previa autorizzazione del suo proprietario, così da generare avvisi per la manutenzione e la sicurezza o per consumi anomali. I dati aggregati anonimamente permettono ai costruttori di avere informazioni per migliorare la tecnologia. Un ecosistema di applicazioni, create su sistemi operativi con i quali gestire l’auto, consentirà di aprire una nuova economia di aziende e servizi, così come avvenuto per Windows, Facebook e Twitter.

La sicurezza dell’auto comprenderà quindi un nuovo livello, quello del software e dello scambio dati con la rete.

L’intrattenimento per i passeggeri passerà dalla rete con estensione degli abbonamenti come Netflix ad una versione per le auto. La diffusione di LTE e dell’altissima velocità del download consentirà la stessa esperienza in auto di quella che abbiamo in casa.

Ford Motor Company asked me for my thoughts about the future of mobile connectivity my opinions posted here are my own.

If you’d like to share your thoughts about the future of mobile connectivity, please leave a comment below or post it on Twitter using the #FordMWC hashtag so that Ford can collect together all the predictions.

Rassegna stampa su Internet e tecnologia, gratis online

Per molto tempo è stata online, quasi nascosta, poi è sparita e ora è tornata! Sto parlando della rassegna stampa su tecnologia e internet realizzata da Data Stampa per l’ufficio stampa Rai. Il servizio è accessibile a chiunque (indicizzato anche su Google), ma non so se sempre lo sarà.

Finché dura, ti consiglio di appuntarti l’indirizzo tra i siti preferiti e farci un salto tutto i giorni per vedere cosa scrivono i giornali e le riviste italiane sull’argomento. Tra l’altro esistono altre tre sezioni con ampia selezione di prime pagine di quotidiani, articoli interni e altre pagine dai settimanali italiani. Tutto gratis e in PDF, archiviato per molti giorni.

Questa settimana per esempio Linkedin è sulla copertina di Panorama Economy e l’articolo è accessibile gratuitamente.

Rassegna stampa multimediale

Internet ruba i contenuti? *

Mediaset, da tempo, è impegnata in una legittima campagna per difendere i propri interessi. Nel novembre scorso ho avuto il piacere di ascoltare Fedele Confalonieri al Forum d’Avignon esprimere questi concetti in un dibattito in cui erano presenti, tra gli altri, la Commissione Europea e Google. In sintesi, il pensiero di Confalonieri è sì al digitale, sì a Internet, purché regolamentato, difendendo i diritti degli autori, delle televisioni, delle major, dell’industria, facendo pagare i contenuti. Dal comunicato stampa Mediaset:

“Ogni cittadino europeo deve essere digitale. Deve avere il diritto di connettersi a internet e poter fruire di contenuti legali e di qualità. Nell’era digitale è sempre più necessario garantire la continuità del modello di business audiovisivo basato sulla difesa della proprietà intellettuale e dell’esclusiva. Le regole esistono e devono essere uguali per tutti: privacy degli utenti, tutela dei minori e della proprietà intellettuale sono imprescindibili e vanno condivise da tutti i fornitori di servizi audiovisivi in ambito digitale” (fonte)

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Numeri di Internet nel mondo

Qualcuno diceva che l’email è morta, che i blog sono morti? Non c’è solo Facebook, come si evince dai numeri di Internet nel 2010 raccolti da Royal Pingdom.

294 miliardi – media di email inviate al giorno.
1.88 miliardi – numero utenti che usano la posta
480 milioni – nuovi utenti email nel 2010
255 milioni – numero di siti internet a dicembre 2010
1.97 miliardi – utenti internet nel mondo (giugno 2010).

152 milioni – numero di blog secondo Blogpulse
100 milioni – nuovi utenti su Twitter nel 2010
250 milioni – nuovi utenti su Facebook nel 2010.

2 miliardi – video visti su YouTube al giorno.
20 milioni – video caricati su YouTube al mese.

5 miliardi – foto su Flickr al settembre 2010
3 miliardi – foto caricate su Facebook al mese.

Italia, la Repubblica disconnessa

Se Il Regno Unito è The Connected Kingdom, L’Italia non può che essere la Repubblica disconnessa. Distratti dal provincialismo della nostra politica, attentissima agli scandali e alla cronaca nera, ma distratto, distrattissimo sul declino generalizzato del nostro paese, non ci accorgiamo che siamo agli ultimi posti di tutte le classifiche in cui si misura il futuro.

Ti invito a scaricarti il rapporto The Connected Kingdom e a vedere dove si trova l’Italia in tre classifiche che misurano l’accessibilità di internet veloce, il peso nella società e nell’economia e il coinvolgimento attivo di governi, aziende e cittadini in rete. In due delle tre classifiche siamo sopra soltanto alla Grecia e c’è poco da aggiungere.

The Connected Kingdom

Ne parlano anche Bit City e Stefano Quintarelli.

via

L’Italia su Internet, tra luci ed ombre

L’Italia non è tra i paesi più avanzati nella diffusione di Internet e le parole di Paolo Romani allo IAB Forum di Roma di oggi, sui programmi per colmare il divario digitale, sono solo chiacchiere.

I fatti dicono sì che gli Italiani su Internet ad aprile, dato Audiweb, crescono circa del 10% in un anno e sono poco meno di 24 milioni, ma il grafico sotto rende bene l’idea di come non siamo in grado di tenere il passo con le economie più sviluppate, purtroppo.

Ce ne rendiamo conto? Facciamo qualcosa prima che il gruppo degli inseguitori ci superi, sia come utenti Internet, sia come reddito procapite?

via BiofusionDesign | Internet users per capita for g-20 nations.

La risposta è disconnettersi?

Per chi lavora sul web quanto ipotizzato dal vignettista James Sturm è quanto meno molto difficile. Prendersi una pausa da Internet per 4 mesi! Possibile? Sul suo articolo in Slate spiega il perché. Lo leggerò questo fine settimana, non disconnesso, per ragioni di lavoro.

Che abbia ragione quel provocatore di Nicholas Carr?

Disconnection is the new counterculture

I’m quitting the Internet. Will I be liberated or left behind? (1) – By James Sturm – Slate Magazine .

RCS MediaGroup, il mercato della pubblicità e i media

A prescindere dai dati di bilancio di RCS MediaGroup, in cui si percepisce un forte affanno nel passaggio al digitale, sono da leggere i dati a supporto sui mercati di riferimento, in particolare la pubblicità, tra Italia e Spagna. Avresti mai pensato che l’outdoor in Spagna tira ancora molto di più di Internet?

I dati di diffusione dei quotidiani italiani mostrano un calo del 10% in due anni e il Corriere della Sera a fine 2009 è di poco sopra 500.000 copie, pur rimanendo leader nazionale. I numeri di Internet volano, a cominciare dai visitatori unici, ma non appare una strategia per cogliere in positivo il passaggio dalla carta al web, se non cercando di limitare i danni, i costi e il personale. Avrò modo di chiederlo a Pietro Varvello al Festival del Giornalismo giovedì alle 19,30 a Perugia.

Il gruppo ha Dada e un nucleo di tv digitali, ma non sembrano per nulla messe a sistema nel gruppo, come invece sta facendo il Gruppo L’Espresso con i suoi siti web e le tv digitali. Certamente questo avrà conseguenze sul futuro del gruppo, soprattutto se non si riesce ad invertire la tendenza del calo.