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In Italia Windows Phone in calo e iPhone in ascesa grazie a iPhone 6 e 6 Plus

Dal podcast di Techpinions ho scoperto Kantar e le statistiche sulle quote di mercato dei sistemi operativi di smartphone (iPhone, Android, Windows Phone, BlackBerry) sui principali mercati internazionali, Italia inclusa. Interessantissima lettura, comprensiva di trend, come puoi vedere sotto.

Notare come L’Italia sia una sorta di anomalia per Windows Phone, forte nel nostro paese e in pochi altri. Il dominio Android e iOS resta incontrastato con BlackBerry scesa ormai ai minimi termini, irrilevante.

Kantar Worldpanel

Italia 25esima nel Global Open Data Index

L’Italia perde 5 posizioni e si classifica al 25esimo posto nel Global Open Data Index, indice che misura la diffusione di dati aperti. Su elezioni, finanziaria e istituto di statistica siamo al 100% di dati aperti. Sui trasporti siamo a 0% purtroppo. La media è 55%.

Notare che siamo superati da India, Romania, Cile, Uruguay.

L’Italia nel Global Open Data System

La classifica generale con il Regno Unito in testa

Mondadori: 40% mercato ebook con 8.000 titoli

Mondadori cede fatturato nel terzo trimestre 2014, con l’unica eccezione dei libri, in cui c’è una crescita del 2%, grazie anche alle 120.000 copie in due settimane dell’ultimo Ken Follett.

Interessanti i numeri sul fronte ebook, in cui Mondadori dichiara una quota di mercato del 40%, con un catalogo di 8.000 titoli.

I dati della trimestrale Mondadori (PDF)

yoursight

Human Highway indaga sulla percezione dell’andamento dell’economia della rete in Italia con un questionario trimestrale, ormai da oltre un anno. I risultati sono interessanti, seppur il campione di intervistati non arrivi a 200. Al di là dei valori assoluti, ciò che conta è mio avviso è il tracciamento delle tendenze.

La situazione, neanche a dirlo, è stagnante, termine che ho usato anche io nel definire l’andamento dell’internet economy nel nostro paese.

I social media sono visti come qualcosa di non più nuovo e non posso che concordare.

Facci un giro, merita.

Yoursight wave 6

lettori

Se nel 2013 hai letto in media almeno un libro al mese, 12 l’anno, sei tra pochi ma buoni. Il Rapporto AIE 2014 sull’editoria in Italia dice che gli Italiani che dichiarano di leggere così tanto (ma è così tanto?) sono il 13,9% del 43% che legge, ovvero il 5,9% di tutti gli Italiani. Leggere non è purtroppo un passatampo particolarmente popolare e lo è sempre meno a vedere la tabella.

Altri numeri riassunti online

La lenta agonia dei giornali italiani

repubblica

Prosegue il calo delle vendite della stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, e neanche il digitale è capace di invertire la tendenza, salvo per Il Sole 24 Ore in cui l’abbonamento alla carta che comprende il digitale finisce per gonfiare i numeri (quanti commercialisti conservano le copie dell’abbonamento e non sfogliano neanche la parte di attualità?).

Ridicolo comunque come ogni mese Repubblica pubblichi un pezzo per rivendicare il primato in edicola a danno del Corriere della Sera, che resta il più venduto considerando abbonamenti e digitale.

Ad agosto 2014 Repubblica perde il 12,3% di copie cartacee e in edicola non arriva più a 300.000 copie, eppur si brinda con l’ennesimo pezzo celebrativo. Per celebrare cosa? Una lenta agonia?

Da Italia Oggi:

A pesare si conferma la diffusione media cartacea dove solo Avvenire porta a casa un +2,1% (e +11,1% in edicola). Il resto delle pubblicazioni diminuisce, dal Corsera (-12,1%) a Repubblica (-12,3%), dal Fatto quotidiano (-34,2 e -34,8% in edicola) alla Gazzetta dello sport (-9 e -9,3% in edicola), dal Giornale (-19,1 e -22,4% in edicola) a Libero (-30,8% e 20,7%) e ancora dal Sole 24 Ore (-14 e -19,3% in edicola) alla Stampa (-11,6 e 11,5%).

Bookolico

Bookolico, il servizio di streaming di ebook made in Italy ha aperto i battenti, seppur in fase di test. 150 utenti, tra cui il sottoscritto, stanno testando la piattaforma, per ora solo su iPad. Sono circa 500 i titoli disponibili, da parte di case editrici grandi e piccole. Tra queste: Hoepli (con i miei titoli su LinkedIn e Twitter), Feltrinelli, goWare, EDT, Baldini & Castoldi, nottetempo e altre.

I titoli si possono leggere online e offline (a richiesta). Navighi tra le novità e per editori, vai alla scheda del libro e decidi di metterlo nella tua libreria. Ogni casa editrice e ogni autore hanno una scheda con cui li si può seguire e si può vedere chi li segue, come per Twitter, follower e following. Ogni libro si puà votare, commentare e una pagina mostra i titoli correlati.

Non sono un amante della lettura su tablet, preferendo di gran lunga la lettura da ebook reader con schermo a inchiostro elettronico, molto più riposante e senza distrazioni. Ciò non toglie che lo streaming possa diventare interessante. Da vedere il modello di business alle spalle per capire se avrà successo. Se gli editori guadagnano poco, non sono incentivati a offrire titoli e l’abbonamento non è conveniente.

A questo si aggiunge il prossimo lancio anche in Europa di Kindle Unlimited, già pronto, collegato a Kindle (anche all’ebook reader) e con un catalogo che promette di essere se non interessante, comunque forte delle relazioni che Amazon ha creato sul mercato. La concorrenza è solo positiva ovviamente, a vantaggio del lettore.

Bookolico ha una pagina in cui puoi segnalare il tuo interesse a partecipare.

Internet in Italia? Indietro tutta

device

Da mesi gli operatori attendevano la nuova misurazione dell’audience del web (audiweb), comprensiva degli utenti e del traffico da computer e da mobile (smartphone e tablet). Ieri in un evento IAB Audiweb ha svelato la nuova metodologia e i nuovi dati, prendendo come esempio il primo trimestre 2014 e il mese di marzo 2014. Al di là dell’analisi della tendenza di spostamento verso un consumo di internet da dispositivi mobili, già in atto da tempo (tutti i dati sono su Slideshare e sotto), ciò che mi colpisce è il valore assoluto dei numeri.

Probabile che la maggior parte dei commentatori abbia la memoria corta o si sia limitato a seguire il filo del ragionamento del comunicato stampa Audiweb, ma ciò che non mi torna è proprio il valore assoluto dei dati. Da mesi Audiweb pubblica i dati di traffico dei siti più visitati, solo da pc, e ciò che si evidenzia è una emorragia continua di utenti, con cali anno su anno superiori al 10%. Cosa succede al dato totale di navigatori italiani, mobile e desktop insieme? Il numero cala, nonostante la somma dei due universi. A Marzo 2014 i navigatori italiani erano 25,1 milioni e il mobile ne aggiunge solo 1,1 in più rispetto all’universo PC (che parzialmente bnaviga da mobile ovviamente).

Quanti erano gli utenti internet in Italia nel mese di marzo 2013? Audiweb disse 29,3 milioni.

OK, la prima obiezione che è facile pormi è: i dati marzo 2013 comprendono utenti da 11 a 74 anni e i dati marzo 2014 solo da 18 a 74 anni. Un sacco di giovani in meno non considerati in questi dati, ma possibile che questi corrispondano a 4 milioni di Italiani? Scommetto di no. Dai dati relativi al mese di luglio tutto ciò sarà chiaro, perché nell’ultima slide Audiweb dice di essere prossima ad estendere il campione di nuovo da 11 a 74 anni e sarà facile confrontare mele con mele.

Un dubbio però mi sorge spontaneo. La nuova metodologia sottostima i veri utenti o la vecchia metolodogia ha sempre gonfiato i dati degli utenti da PC? O una o l’altra, non vedo altre vie. In questo frangente torna attuale una citazione sulle statistiche:

Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è più importante.
Aaron Levenstein

Un punto resta centrale: editori e servizi online che si basano sulla pubblicità non possono più ignorare lo sviluppo di soluzioni pensate per i dispositivi mobili. Adesso. Mi meraviglio che i grandi editori non abbiano cominciato già a offrire inserzioni pubblicitarie per che realizza e vende app, per l’installazione facilitata, come ha fatto da tempo Facebook e sta cominciando a fare Twitter. Non adattare il modello pubblicitario al mobile significa morire lentamente.

Sopresa: Italiani poco attratti dagli schermi!

schermi

La slide di cui sopra è tratta dagli Internet trend appena pubblicati la scorsa settimana.

Curioso che l’Italia risulti ultima nella somma dei minuti passati ogni giorno a controllare gli schermi di tv, computer, tablet e telefono. Chi l’avrebbe detto?

#Linkontro /4 – La crisi non è finita e non finirà

Un momento illuminante a Linkontro è stata la presentazione di Andrea Boltho sugli scenari economici che possiamo attenderci nell’immediato futuro. Al di là dello stile della presentazione che richiederebbe l’intervento di presentation hero, molti dei grafici presentati sono chiari quanto drammatici: l’Italia sconta un divario, accumulato in questi anni, che non saremo in grado di colmare, neanche con un po’ di crescita.

Il problema è più grave e riguarda l’affidabilità del sistema paese all’interno dell’Euro. I punti critici li conosciamo bene, ma vederli su un grafico sono terribili: sommerso, corruzione e mancanza di stato di diritto: questo è il vero spread che dovremmo combattere a colpi di riforme. Il resto è fumo negli occhi.

stima

Andrea Boltho chiude dicendo che tra 10 anni non è sicuro che ci sarà ancora l’Euro. Spero vivamente che abbia torto.

La presentazione è a seguire:

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