Internet in Italia? Indietro tutta

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Da mesi gli operatori attendevano la nuova misurazione dell’audience del web (audiweb), comprensiva degli utenti e del traffico da computer e da mobile (smartphone e tablet). Ieri in un evento IAB Audiweb ha svelato la nuova metodologia e i nuovi dati, prendendo come esempio il primo trimestre 2014 e il mese di marzo 2014. Al di là dell’analisi della tendenza di spostamento verso un consumo di internet da dispositivi mobili, già in atto da tempo (tutti i dati sono su Slideshare e sotto), ciò che mi colpisce è il valore assoluto dei numeri.

Probabile che la maggior parte dei commentatori abbia la memoria corta o si sia limitato a seguire il filo del ragionamento del comunicato stampa Audiweb, ma ciò che non mi torna è proprio il valore assoluto dei dati. Da mesi Audiweb pubblica i dati di traffico dei siti più visitati, solo da pc, e ciò che si evidenzia è una emorragia continua di utenti, con cali anno su anno superiori al 10%. Cosa succede al dato totale di navigatori italiani, mobile e desktop insieme? Il numero cala, nonostante la somma dei due universi. A Marzo 2014 i navigatori italiani erano 25,1 milioni e il mobile ne aggiunge solo 1,1 in più rispetto all’universo PC (che parzialmente bnaviga da mobile ovviamente).

Quanti erano gli utenti internet in Italia nel mese di marzo 2013? Audiweb disse 29,3 milioni.

OK, la prima obiezione che è facile pormi è: i dati marzo 2013 comprendono utenti da 11 a 74 anni e i dati marzo 2014 solo da 18 a 74 anni. Un sacco di giovani in meno non considerati in questi dati, ma possibile che questi corrispondano a 4 milioni di Italiani? Scommetto di no. Dai dati relativi al mese di luglio tutto ciò sarà chiaro, perché nell’ultima slide Audiweb dice di essere prossima ad estendere il campione di nuovo da 11 a 74 anni e sarà facile confrontare mele con mele.

Un dubbio però mi sorge spontaneo. La nuova metodologia sottostima i veri utenti o la vecchia metolodogia ha sempre gonfiato i dati degli utenti da PC? O una o l’altra, non vedo altre vie. In questo frangente torna attuale una citazione sulle statistiche:

Le statistiche sono come i bikini. Ciò che rivelano è suggestivo, ma ciò che nascondono è più importante.
Aaron Levenstein

Un punto resta centrale: editori e servizi online che si basano sulla pubblicità non possono più ignorare lo sviluppo di soluzioni pensate per i dispositivi mobili. Adesso. Mi meraviglio che i grandi editori non abbiano cominciato già a offrire inserzioni pubblicitarie per che realizza e vende app, per l’installazione facilitata, come ha fatto da tempo Facebook e sta cominciando a fare Twitter. Non adattare il modello pubblicitario al mobile significa morire lentamente.

#Linkontro /4 – La crisi non è finita e non finirà

Un momento illuminante a Linkontro è stata la presentazione di Andrea Boltho sugli scenari economici che possiamo attenderci nell’immediato futuro. Al di là dello stile della presentazione che richiederebbe l’intervento di presentation hero, molti dei grafici presentati sono chiari quanto drammatici: l’Italia sconta un divario, accumulato in questi anni, che non saremo in grado di colmare, neanche con un po’ di crescita.

Il problema è più grave e riguarda l’affidabilità del sistema paese all’interno dell’Euro. I punti critici li conosciamo bene, ma vederli su un grafico sono terribili: sommerso, corruzione e mancanza di stato di diritto: questo è il vero spread che dovremmo combattere a colpi di riforme. Il resto è fumo negli occhi.

stima

Andrea Boltho chiude dicendo che tra 10 anni non è sicuro che ci sarà ancora l’Euro. Spero vivamente che abbia torto.

La presentazione è a seguire:

Il futuro di Twitter in Italia? Leggera costante crescita

Twitter cresce, ma non esplode e non esploderà nell’immediato futuro. La proiezione di crescita di emarketer fissa L’Italia con un +16% nel 2014 che scende a +11% nel 2018. In parole povere Twitter rimarrà un servizio di nicchia, più ampia, ma non di massa. Né domani, né nell’immediato futuro.

twitter nel mondo

Il volano di crescita viene dall’Asia, che non comprende neanche la Cina, dove Twitter resta bloccato.

Ciò non significa che Twitter non resti una piattaforma interessante, sia per il business, sia per gli utenti. Il trend continua a essere in crescita.

Se non hai confidenza con Twitter, ti segnalo Twitter senza segreti*.

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Editoria 2013 di nuovo in calo, ebook al 3% in Italia

L’editoria in Italia continua a perdere terreno. AIE presenta in settimana al Salone di Torino i dati 2013 e continua il passo del gambero: -6,2% a valore nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione) e un – 2,3% a copie. In pratica si vende meno e il prezzo medio scende, guarda caso!

Ebook a quota 3% del mercato, in decisa controtendenza, anche se i titoli disponibili sono 95.000 contro un catalogo totale di carta di circa 800.000 titoli. L’ebook ha fatturato 32 milioni di euro nel 2013.

titoli

Dati AIE

Booksinitaly, nuovo sito per promovere i libri italiani nel mondo

BOOKSINITALY

Nuovo progetto per promuovere i libri italiani nel mondo, in arrivo il 14 aprile prossimo.

Attesa per il 14 aprile quando a Milano verrà presentato BooksinItaly, il primo sito per la promozione dell’editoria, della lingua e della cultura italiana nel mondo. Disponibile in italiano e inglese, lo spazio sul web si rivolge agli editori, sia italiani che stranieri, ai traduttori, agli italianisti e agli Istituti italiani di cultura all’estero.

Sul sito ci sono già schermate che anticipano la grafica del sito.

Booksinitaly

L’Italia vista da Twitter #sotn13

sotn

Vincenzo Cosenza ha presentato poco fa una nuova ricerca basata su 70 milioni di tweet pubblicati dagli Italiani nei primi 4 mesi del 2013. Da notare come il picco di dibattito avvenga intorno a televisione e politica. Tutto sommato stupisce poco, visto che abbiamo avuto le elezioni politiche e che la tv continua a dettare l’agenda del dibattito nazionale.

Un altro trend, a pensarci un attimo, non è sorprendente e mi riferisco all’umore dei tweet, orientati verso rabbia e indignazione, con una tendenza negativa continua, interrotta soltanto a capodanno e a San Valentino. Il clima del paese è negativo e Twitter non potrebbe essere diverso dal paese, per quanto su un campione ridotto e forse non scientificamente rappresentativo.

Indignarsi e arrabbiarsi è la cosa più facile. Cercare di essere positivi e costruttivi è senz’altro più impegnativo e non è certo un atteggiamento/comportamento prevalente.

Tutta la ricerca è già online.

Ti consiglio anche di seguire State of the Net oggi e domani, in diretta video streaming da Trieste. Domani mattina terrò un intervento intorno alle 9.