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Che differenza c’è tra leggere un libro e leggere Twitter?

Horizontal reading rules the day. What I do when I look at Twitter is less akin to reading a book than to the encounter I have with a recipe’s instructions or the fine print of a receipt: I’m taking in information, not enlightenment. It’s a way to pass the time, not to live in it. Reading—real reading, the kind Birkerts makes his impassioned case for—draws on our vertical sensibility, however latent, and “where it does not assume depth, it creates it.”

Lettua orizzontale contro lettura verticale. Capito ora perché dedico sempre meno tempo ai social media e cerco di immergermi di più nella lettura di un libro?

Here, on the internet, is a nowhere space, a shallow time. It is a flat and impenetrable surface. But with a book, we dive in; we are sucked in; we are immersed, body and soul. “We hold in our hands a way to cut against the momentum of the times,” Birkerts assures. “We can resist the skimming tendency and delve; we can restore, if only for a time, the vanishing assumption of coherence. The beauty of the vertical engagement is that it does not have to argue for itself. It is self-contained, a fulfillment.”

Quando scopri che ciò che scrivi genera conseguenze, reali

Lo so, dopo 16 anni di blogging non mi dovrei stupire, ma mi fa sempre un effetto strano quando leggo qualcuno che mi dimostra, per esempio, di leggere un libro perché ne ho parlato bene. Come Eleonora.