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Vivi meglio

Consigli per diventare un lettore forte

Avoid 99% of the news. If the news is significant, the information will find you. Don’t believe me? Try reading last year’s newspaper. If you do read news, read old news.

Time is like a filter for quality. The older the problem, the older the solution. Read books that’ve stood the test of time. When in doubt, have a bias towards old, weird books.

http://www.perell.com/blog/choose-reading

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Si legge sempre meno per piacere (negli USA)

Negli USA si legge sempre meno, per piacere. Solo il 15% degli uomini legge qualcosa di base quotidiana e ci dedica un decimo del tempo passato a guardare la televisione.

Dubito che in Italia le cifre siano tanto diverse.

https://www.washingtonpost.com/news/wonk/wp/2018/06/29/leisure-reading-in-the-u-s-is-at-an-all-time-low/

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Esperienze

Leggere 3 libri (di carta) in treno

Saranno almeno 10 anni, se non di più, che non portavo con me 3 libri di carta, da leggere in viaggio. Evento che merita un post.

Vedere qualcuno che legge un libro in treno oggi, carta o digitale che sia, è rarissimo. Troppo alta la tentazione di guardare un video, scorrere Instagram, chattare su WhatsApp o leggere le ultime, news o email.

Chi ribatte che in realtà,grazie a internet, si legge e si scrive più che mai, si illude o non sa che dice.

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Formazione permanente

Consigli per leggere di più

  1. Don’t force yourself to finish an entire book. If you’ve already learned one big thing from it, don’t feel obligated to read all the way to the end.
  2. Don’t stop reading because you disagree with something. Exposing yourself to a diverse array of ideas and opinions is essential for growth.
  3. Keep your ego out of it. Remember that reading isn’t a competition: the goal is self-betterment, not reading more books than someone else.
  4. Re-read books you felt strongly about. Whether you loved them or hated them, read them again and see if you missed anything the first time.

Strategia per leggere di più e trarne maggior valore.

via

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Media & Social media

Sul (non) condividere in pubblico

Il momento in cui percepisci che il tuo condividere in pubblico diventa un’arte performativa, quello è il momento di smettere di condividere.

Sulla condivisione dei libri, una delle mie poche attività personali social di questi tempi, non percepisco una pressione dal dover leggere per apparire, come è successo all’autrice del post di cui sotto. Ciò che porto a casa però, è l’abbandono della Reading challenge di Goodreads. La lettura è una abitudine consolidata e non ho bisogno di tenere il conto, libro per libro, di quanto sto leggendo. I conti li facciamo a fine anno.

https://www.cheribaker.com/reading-in-private/

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Esperienze

L’anno dei libri di carta o forse no

Dopo aver letto 12 libri di carta (su 344 totali) negli ultimi 4 anni, il 2019 è cominciato con 8 libri di carta all’attivo già finito (più uno in digitale) e due in lettura. Cosa è successo? Complice l’assenza di viaggi in questa prima parte dell’anno e spinto da un nuovo impulso di decluttering, ho deciso di affrontare la coda di lettura dei libri fisici, accumulati negli ultimi dieci anni e oltre e mai letti. Al momento ho in lettura Megachange del 2012 e I gesti bianchi del 1995 che ho comprato almeno 10 anni fa.

A un rapido calcolo, ho circa 90 libri comprati negli anni e ancora da leggere, che attendonoda troppo tempo sullo scaffale. Alcuni, comprati dal Club del libro per curiosità a prezzi irrisori, sono stati stampati nel 2003! Purtroppo attaccare questa coda di lettura significa andare contro il proposito di leggere più narrativa e libri scritti da donne, considerando che sono per 3/4 non fiction e per il 90% circa scritti da uomini. Per altre due settimane in cui non ho viaggi in programma, intendo continuare a godermi questi libri che attendono da troppo tempo di essere letti. Nella maggior parte dei casi intendo poi donarli, per dare loro una seconda vita e per liberare spazio.

La cultura sta nei libri che si leggono, non che si possiedono. Almeno per me. Ora torno a leggere.

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Vivi meglio

Rapporto Italia sulla lettura – Istat 2017: un pianto

Gli italiani che hanno letto almeno un libro in un anno, non scolastico o professionale, sono il 41%. La percentuale nei maschi scende al 34,5%. Nella fascia maschi 35-44 anni scende al 33,3%! In Sicilia si scende addirittura al 25%. Circa la metà dei lettori legge meno di 3 libri l’anno. Chi legge almeno un libro al mese è il 12,7% degli italiani. Con 109 libri all’attivo quest’anno, direi di essere assolutamente fuori scala.

Triste inoltre notare come nel 2017 solo il 38% dei libri pubblicati ha una versione digitale. Nel 2017! Poi qualcuno si chiede ancora perché l’ebook non è mai decollato? Perché gli editori lo hanno sempre boicottato, per paura di Amazon, e perché i lettori italiani sono deboli: se leggi 1-3 libri l’anno, che ti compri a fare un ebook reader? Anche perché poi i lettori forti, in gran numero, sono conservatori e amano la carta. Peggio per loro.

Peggio per noi, come sistema Italia, che non ci sia alcun incentivo a promuovere la lettura o se qualche incentivo c’è, è poca cosa rispetto alle risorse che sarebbe necessario investire. Neanche a dirlo, le regioni dove si legge di più sono le più benestanti. Ci sarà una correlazione?

Non è un bel modo di chiudere l’anno, ma se ti vuoi fare una idea autonomamente, ecco il rapporto ISTAT sulla lettura 2017.

Buona lettura!

via Il Libraio

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Esperienze

Cacciatori di volpe, lettori e scrittori

“The world may be divided into people that read, people that write, people that think, and fox-hunters.” — William Shenstone, “On Writing and Books,” 1769

Trovato su Futility closet.