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Il futuro di WhatsApp è il servizio clienti

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In edicola trovi una mia opinione sul futuro di WhatsApp, ospitata all’interno di un articolo di Fabio Chiusi sull’Espresso del 25 febbraio 2016, con la copertina sui “ragazzo dello zoo di Roma”.

I sistemi di messaggistica, più diretti e più personali, sono la naturale evoluzione delle relazioni online e Facebook lo ha capito bene quando ha comprato Whatsapp. In questo senso il business si adegua e segue gli utenti, adattandosi alle piattaforme e al tono della conversazione. Se la chat torna a essere il canale di comunicazione preferito, le aziende usano lo stesso per comunicare direttamente con i propri clienti. La fan page è nata come una evoluzione del profilo personale per il business. Whatsapp segue lo stesso modello, in ritardo rispetto alla concorrenza cinese che lo ha già capito, aprendo la conversazione a soggetti non personali.

Funzionerà? Se l’approccio delle aziende sarà quello di servire il cliente e non invadere i suoi spazi personali, sono certo sarà un successo. Avere risposte più immediate, concludere un acquisto in chat, risolvere un problema: la messaggistica può diventare la nuova frontiera del commercio elettronico e la piattaforma più calda e intima per fidelizzare un cliente. Mi meraviglierei se questa opportunità non venisse colta.
Sei d’accordo?

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La dieta informativa di Mario Tedeschini Lalli: Twitter, tablet e libri

Mario Tedeschini Lalli si occupa di Sviluppo e Innovazione all’interno del Gruppo Editoriale l’Espresso. Docente di Giornalismo digitale, è membro del board della Online News Association. La sua dieta informativa è ricca e sostanziosa, durante tutta la giornata.

Mario Tedeschini Lalli

Età: 61
Base a: Roma
Blog/Sito: http://mariotedeschini.blog.kataweb.it

Quali sono le prime informazioni di cui ti nutri al mattino?

Mi sveglio fra le 7 e le 7:15, Prima Pagina su RadioTre poi, intorno alle 7:40, passo su Stampa e Regime di Radio Radicale che seguo fino alle 8-8:10. Nel frattempo sfoglio Repubblica su tablet ed eventuali altri quotidiani (in concorrenza con mia moglie). Occhiata a timeline di Twitter e mail (specie se sono in attesa di qualche messagio dal fuso orario americano).

Leggi, guardi, ascolti notizie mentre fai colazione?

La colazione è un caffè, di solito a letto, mentre sento la radio ecc.

Cosa impegna la tua mente quanto ti rechi al lavoro?

Vado al lavoro in metropolitana (linea senza connessione wifi o 3g). Spesso mentre vado a prenderla scarico la timeline di twitter che leggo offline, altre volte – come negli ultimi giorni – leggo libri, che di solito non hanno a che fare con il mio lavoro.

Per ragioni professionali nel resto della giornata consulto/leggo regolarmente tre giornali di carta (Corriere, Foglio, International Herald Tribune), ho quasi sempre aperto Tweetdeck sul desktop, dal quale seguo link per informazioni online prevalentemente di tipo professionale (questioni riguardandanti giornalismo, tecnologia, etc.). Seguo regolarmente gli aggiornamenti dei grandi siti di informazione come Repubblica.it e Corriere.it.

Che rapporto hai con la tv? Ne consumi in quantità o ti tieni a dieta?

Nessuna dieta particolare ma poco consumo. Non amo e non seguo il c.d. “approfondimento” televisivo, talk show etc., che invece a mia moglie interessa, tanto che riprende i programmi on demand i giorni successivi. Eccezioni: qualche puntata di Otto e Mezzo a seconda degli ospiti. Capita la sera di scanalare oziosamente alla ricerca di intrattenimento facile… ma sono di quelli che trovano intrattenente RaiStoria.

Prima di andare a letto: un buon libro, un’occhiatina a Twitter o digiuno fino al mattino?

Tv nella misura di cui sopra. Spesso un libro. A Twitter assai più di un’occhiatina. Qualche volta, non sempre certo, capita che si aperta la televisione, abbia un libro da una parte e il tablet con Tweetdeck che scorre.

Cosa è più nutriente: stampa o web?

Non accetto provocazioni di stampo Quattrocentesco 😉 [http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/21/stampa-meretrix/301197/]

La tua app preferita e perché?

Non so se ne ho una “preferita”. Tra quelle che uso oggettivamente di più ci sono: quella dell’azienda comunale romana di tram e bus (ATAC); quelle native di Twitter e Facebook; Skype.

In un ecosistema dell’informazione sempre più obeso, come scremi il grasso?

Gli “ecosistemi”, se sono tali, per definizione non possono essere né “obesi” né “troppo magri”, semplicemente sono quelli che sono, dovrebbero autoregolarsi, no? 😉 Io trovo la metafora dell’ecosistema utile per molte cose, ma non per tutte: in questo caso per esempio mi sembra inadatta. Suppongo che in realtà si volesse solamente sapere come seleziono le mie informazioni, in questo caso devo dire che negli ultimi due anni ho visto crescere il mio affidamento alla timeline di twitter.

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Comunicare con Twitter su L’Espresso

twitterSull’Espresso in edicola da oggi trovi, nella sezione Primo Piano, una anticipazione del mio nuovo libro “Comunicare con Twitter“, disponibile a giorni su Hoepli.it con un bel codice sconto e in una settimana in tutte le librerie d’Italia.

Per seguire gli aggiornamenti ho creato un profilo Twitter dedicato, twitproitalia, e un blog: http://twitpro.it.

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Premium Publisher Network è la risposta a Google

Prima o poi doveva succedere. E’ risaputo che gli editori italiani non
vedono di buon occhio la posizione dominante di Google nel mercato
della pubblicità italiano. L’altro ieri è stata annunciata la prima
risposta di RCS e Gruppo L’Espresso, ai quali è probabile si aggiungeranno altri editori nei prossimi mesi.

In
pratica i due soggetti hanno fondato un consorzio che offrirà sui
rispettivi siti spazi pubblicitari, anche testuali, in cui gli
inserzionisti pagheranno per ogni click ricevuto, come avviene per la stragrande maggioranza degli spazi venduti da Google.

Si
tratta evidentemente di un modo per cercare di rendersi indipendenti in
un segmento di mercato in forte crescita per il quale, fino ad oggi,
gli editori italiani hanno potuto contare solo su soggetti terzi, come
Google e in minima parte Yahoo!

Gli
aderenti al Consorzio metteranno a disposizione i propri bacini
pubblicitari online contribuendo a costituire un unico grande bacino in
forma aggregata di network, al quale gli investitori pubblicitari
potranno accedere con una specifica offerta a performance text link,
ossia dove gli inserzionisti pagano solo per i clic che i clienti fanno
sull’annuncio.

L’operazione verrà operativamente
lanciata entro la prima metà dell’anno. Per l’economia del web italiano
è una notizia molto importante, ma sembra che pochi hanno commentato Premium Publisher Network. Ne sentiremo senz’altro riparlare nei prossimi mesi.

LEGGI: Lancio di Premium Publisher Network.

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Repubblica sperimenta commenti e tag con News Control

Fa capolino ormai da qualche giorno sulla home page di Repubblica un nuovo link, News Control. Si tratta di una aggregazione di notizie da 136 fonti, incluse quelle del Gruppo L’Espresso, frutto del lavoro già sperimentato da mesi con Kataweb News. News Control e Kataweb News, per quanto dichiarino lo stesso numero di fonti, ad oggi forniscono risultati diversi. Tra le fonti si trovano numerosi blog di network professionali.

Il servizio, a una settimana dal compleanno dei 10 anni della testata italiana più letta online, permette di commentare ogni singola notizia, di salvarla nei propri preferiti sul del.icio.us. Il sito fa largo uso di parole chiave (tag) con le quali vengono etichettate tutte le notizie, in maniera tale da fornire una via alternativa di navigazione. Una bella palestra per capire se i tempi siano maturi per rendere tutti gli articoli commentabili e/o se effettivamente il lettore medio italiano abbia veramente voglia di partecipare.

Insieme a News Control è comparso anche Cronache dalle città. Il link punta a L’Espresso Local, ovvero una aggregazione di notizie, selezionate, estratte da tutte le testate quotidiane locali del Gruppo L’Espresso. Una prima analisi dimostra come il sistema utilizzato, trasversale per temi e per aree geografiche, ha già consentito una buona indicizzazione dei contenuti. Nota anche come sia stato avviato da tempo l’uso di indirizzi facenti tutti capo a Repubblica, mossa strategica per valorizzare ancora di più il principale marchio del gruppo. L’Espresso e Repubblica condividono già da tempo la piattaforma multimediale.

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Il giornalista integrato esiste già: Fabrizio Gatti

Buoni esempi di giornalismo integrato, carta, online e video, esistono già. Uno di questi è Fabrizio Gatti, autore dell’ennesimo reportage per L’Espresso.

Gatti ha realizzato un reportage testimoniato con un video pubblicato sul sito del settimanale, oltre che pubblicato sull’edizione in edicola dell’Espresso. Poco fa l’ha trasmesso anche il Tg5.

Gatti è un giornalista freelance, certamente interessato più alla notizia che ai diritti sindacali. Il suo lavoro per L’Espresso si compone di immagini, pubblicate a corredo del pezzo su carta e online, e di videoclip utili all’utilizzo sul sito internet del gruppo e, magari, anche sul canale televisivo digitale terrestre di RepubblicaRadioTv.

Quello che ha fatto Gatti, in prospettiva futura, sarà una opportunità offerta a tutti i giornalisti chiamati a raccontare la realtà sul campo. La tecnologia lo permette e le barriere tra carta, radio e televisione sono state abbattute da Internet, mezzo che contiene e distribuisce tutti gli altri. Bravo Gatti e bravo L’Espresso ad aver colto questa opportunità.

UPDATE 5/1 9.24 Come mi fanno notare Gatti non è un freelance. Non ero sicuro e non ho verificato. Mea culpa.

Link non più attivo: Policlinico degli orrori.

 

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Blog: questo sconosciuto

Dieci cento mille blog

All’inizio del 2002 in Italia se ne contavano soltanto 300. Dopo sei mesi erano diventati mille. Oggi hanno raggiunto quota 3 mila. E crescono al ritmo forsennato di cento al giorno. I blog, pagine Internet autocostruite e autogestite a metà tra diario personale, newsgroup e sito di informazione non sono più un affare per pochi iniziati, giornalisti o smanettoni entusiasti di tecnologia e Rete. Ormai rappresentano un fenomeno sociale che si espande a macchia d’olio come un virus, una febbre contagiosa. Che non risparmia nessuno: analisti finanziari, neurologi, ex prezzemoline televisive, preti, pescatori, onorevoli, scrittrici. Tutti vogliono avere un blog.

Per chi è a digiuno di blog; prima o poi metto un link permanente nella colonna