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I 9 grandi e l’intelligenza artificiale

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Oggi è uscito un nuovo libro di Amy Webb, The Big Nine, che tratta un tema caldissimo: l’intelligenza artificiale e le applicazioni sviluppate dai nove grandi del tech globale: Amazon, Google, Facebook, Tencent, Baidu, Alibaba, Microsoft, IBM e Apple.

Lettura più che consigliata.

In rete si trovano diverse interviste all’autrice. Nel caso volessi qualche sintesi. Dalla biblioteca di San Francisco ho poca banda, quindi ti lascio usare i motori di ricerca per trovarle.

Le difficoltà dei monopolisti digitali

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The reality is that technology has an amplification effect on business models: it has raised the Internet giants to unprecedented heights, and their positions in their relevant markets — or, more accurately, value chains — are nearly impregnable. At the same time, I suspect their ability to extend out horizontally into entirely different ways of doing business — new value chains — even if those businesses rely on similar technology, are more limited than they appear.

Ben Thompson analizza in maniera esemplare perché Amazon, Google, Microsoft sono bravi a fare qualcosa, ma non altrettanto bravi a competere in servizi complementari. Assolutamente da leggere.

The Value Chain Constraint https://stratechery.com/2019/the-value-chain-constraint/

Amazon e Facebook superano 500 miliardi $ di capitalizzazione, mentre Twitter crolla

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Una giornata da segnare sul calendario. Ieri Facebook ha presentato gli ennesimi risultati positivi (9 miliardi di ricavi nell’ultimo trimestre) e il titolo è su nuovi massimi, di poco sopra 500 miliardi $ di capitalizzazione. Amazon tocca 513 miliardi in attesa dei risultati del trimestre presentati in serata e così Jeff Bezos supera Bill Gates nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, con poco più di 90 miliardi $.

Vola tutto in borsa? No. Twitter continua a non crescere e a perdere ricavi pubblicitari e il titolo perde il 13% nelle contrattazioni. La capitalizzazione torna a scendere sotto i 13 miliardi. Snap (madre di Snapchat) rimbalza sui minimi e galleggia sui 16 miliardi di capitalizzazione.

Per avere una idea dei rapporti di forza, Google sta sopra 660 miliardi, Microsoft sui 570 miliardi e Apple oggi sfiora di nuovo gli 800 miliardi. I 5 cavalieri dell’apocalisse (Amazon, Apple, Google, … Continua a leggere

LinkedIn getta la spugna e si vende a Microsoft

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Microsoft ha annunciato oggi che entro l’anno completerà l’acquisizione di LinkedIn, pagandola in contanti 196 $ ad azione, per un controvalore di 26,2 miliardi di dollari (23,3 miliardi € al cambio di oggi).  Un bel premio rispetto ai 131 $ della chiusura di venerdì (+49,6%), ma il 5% in meno di quello che valeva LinkedIn soltanto a inizio febbraio scorso e il 23% in meno di quanto il mercato valutasse LinkedIn nel novembre 2015.

linkedin microsoft

Una sconfitta per LinkedIn

Il 5 febbraio 2016, dopo la presentazione della trimestrale di LinkedIn, scrissi un post dal titolo “La fine di Twitter e di LinkedIn così come li conosciamo“. Nel post scrivevo:

Quando il titolo va male e la società è vista in declino per lungo tempo, arrivano gli avvoltoi, che chiedono a chi gestisce la società di venderla al miglior offerente, per spuntare qualche soldo in più per un

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SwiftKey, la tastiera che ti fa rispamiare tempo

Lavora meglio

Colgo l’occasione dell’attualità, per suggerirti una delle app che ti cambiano la vita, in meglio: SwiftKey.

Microsoft oggi ha acquisito SwiftKey, una app che sostituisce la tua tastiera su Android e iPhone/iPad, aggiungendone una che puoi personalizzare e che impara le parole che utilizzi di più, proponendotele quando scrivi, così da scrivere più rapidamente da smartphone o tablet. Scorrere il dito senza staccarlo dallo schermo, unendo le lettera della parola da comporre, è un altro sistema che consente di scrivere più velocemente, soprattutto per chi è abituato a chat infinite o chi vuole scrivere email che vanno oltre poche parole.

Si possono impostare anche diverse lingue contemporaneamente, così da sfruttare l’algoritmo che predice la prossima parola che si sta componendo, anche se si scrive a destinatari che parlano lingue diverse. Io lo uso per l’italiano e l’inglese

L’app è e resterà gratuita gratuita. Provala e fammi sapere.… Continua a leggere