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La dieta informativa di Annalisa Monfreda

Annalisa Monfreda dirige Starbene e Donna Moderna, settimanali del gruppo Mondadori. Ho avuto il piacere di collaborare con lei fino a pochi mesi fa e la ritengo una delle giornaliste italiane più attente al cambiamento in corso nell’editoria e più aperta alla sperimentazione. Non è un caso se sia attiva sul social web da molto tempo, anticipando e superando molti suoi colleghi e colleghe.

Nella sua dieta trovi qualche novità e qualche conferma rispetto a quelle pubblicate negli ultimi giorni. Continue reading “La dieta informativa di Annalisa Monfreda”

La dieta informativa di Matteo Cassese

Hi! I'm a digital marketing consultant.

Matteo Cassese è un blogger italiano della prima ora, oggi consulente di successo internazionale da Berlino, dove vive da qualche anno. Matteo condivide online abitualmente le proprie esperienze professionale, tra successi e insuccessi, ed è un forte consumatore di informazione. Leggi la sua dieta come uno sguardo a quella che potrà essere la tua dieta informativa tra non molto. Sono moltissimi gli spunti che ti consiglio di sperimentare. Continue reading “La dieta informativa di Matteo Cassese”

Video e ricerca: Facebook in collisione con Google

facebook 10 years

Se ci fosse ancora qualche dubbio, Mark Zuckerberg stasera l’ha tolto: Facebook non intende lasciare alcuno spazio libero e il prossimo obiettivo è combattere Google sul proprio terreno.

Guarda caso, insieme a Gruppi, WhatsApp, Instagram, Messenger, sulla mappa di sviluppo di Facebook per i prossimi anni appaiono due altre icone: video e ricerca. Sul video le carte sono già sul tavolo: dopo aver incentivato in tutti i modi la pubblicazione di video sulla piattaforma, aver imposto nuove metriche di valutazione, il momento è ora quello del live. Per quanto presto YouTube possa lanciare una applicazione o un servizio per facilitare il video in diretta da mobile sulla propria piattaforma, sarà comunque tardi. Come sia possibile che YouTube abbia perso il treno dello streaming da mobile, lasciandolo prima a Meerkat e Periscopo e oggi a Facebook, è difficile comprenderlo.

La prossima minaccia andrebbe a colpire il cuore di Google: il motore di ricerca. Non sarà facile, non sarà immediato, ma Facebook ha deciso dove investire e chi colpire. Google, da parte sua, non è mai stato forte come ora sul piano finanziario: il titolo viaggia sui massimi storici a 514 miliardi di dollari di capitalizzazione in questo momento. Facebook capitalizza 310 miliardi di dollari. Il guanto di sfida è stato appena lanciato.

In ogni caso Google non è l’unico nel mirino. Tra gli annunci minori, Facebook ha appena lanciato la possibilità di salvare qualsiasi articolo su cui stiamo navigando nel web con un bottone apposito. Guarda caso è la stessa funzione che ha fatto la fortuna di Pocket.

Bloccare la pubblicità è autodifesa… e il futuro

Da molto tempo uso tecnologie che bloccano la pubblicità navigando, sia da desktop, sia da mobile. Su desktop uso uBlock Origin e su Android uso AdBlock Browser.

Lo faccio per varie ragioni: non voglio essere distratto, soprattutto dai video pubblicitari e dai banner invasivi, non voglio attendere per il caricamento della pagina e da mobile voglio anche risparmiare dati. La ragione principale è che non voglio che la pubblicità occupi spazio nella mia mente e che riduca la mia attenzione, bene prezioso e limitato. Lo stesso vale per altri tipi di pubblicità, come gli spot pubblicitari, banditi da casa mia, visto che non vedo tv lineare da anni ormai. Non sai come si sta meglio, se non hai mai provato per un periodo sufficiente lungo a disintossicarti.

Si tratta di un comportamento poco etico? Niente affatto, dal mio punto di vista. Già adottando una app come Pocket, mi sono abituato a salvare articoli da leggere offline, senza la grafica e la pubblicità della pagina originale. Per gli inserzionisti è un risparmio di risorse, perché se non sono interessato, la spesa sarebbe comunque inutile. Gli editori e chi produce contenuti perde? In realtà ci sarebbero n ragioni per condannare un modello di business che ti spia, ti profila senza che nessuno te lo dica prima e che non ti lascia apparentemente scelta.

Da qualche tempo alcuni editori, ultimo Wired USA, hanno deciso di bloccare l’accesso a chi blocca la pubblicità. Nessun problema per me. Semmai dovesse veramente succedere (scommetto che salvando l’indirizzo della pagina su Pocket l’articolo si vede comunque, senza pubblicità), la scelta sarà facile: fonte eliminata e via su altri lidi. Le fonti di qualità, internazionali, sono tali e tante, che una in meno non cambierà l’offerta complessiva? Il web morirà di adblock? Chi morirà sarà chi non troverà un modello che fidelizzi il lettore e lo spinga a pagare per la qualità. La sfida non si vince certamente costringendo il lettore e ingoiare qualcosa che non vuole, in maniera coercitiva. Non sono l’unico a pensarlo. Chi parla è un giornalista, Bob Sacks:

I don’t want to be tracked by companies that want not only a large slice of my wallet but also the uninvited intrusion into my mind and how I’m thinking and where I am at any given moment. I am also offended that these unsought intrusions that slow down my web experience with bloated and unwanted downloads.

Sullo stesso argomento ho scritto un pezzo uscito sul primo numero dell’anno su Class, in edicola ancora per pochi giorni. Lo riporto a seguire: Continue reading “Bloccare la pubblicità è autodifesa… e il futuro”

Gestire l’informazione è potere

Se accedere all’informazione utile è essenziale per chiunque lavori con i bit, saperla gestire, archiviare e recuperare al momento giusto è facile a dirsi, meno nella realtà quotidiana. Voglio quindi proporti qualche idea, sperimentata personalmente, da applicare subito e, perché no?, aiutarti a non soccombere nel flusso in cui siamo immersi costantemente. A seguire voglio condividere con te una riflessione sui social media per il business oggi, tra luci e molte nuove ombre su cui riflettere e agire.

Se Pocket è il centro su cui convergono le mie letture (personali e professionali, testi lunghi e siti da approfondire), da qualche tempo ho deciso di aggiungere Evernote e chiudere il flusso con l’archiviazione su questa piattaforma. Cominciamo dall’inizio e ti spiego la tecnica che utilizzo.

Continue reading “Gestire l’informazione è potere”