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Web & Tech

Otter: trascrivere appunti vocali gratis

Otter è un servizio che permette di regstrare appunti vocali e trasformarli automaticamente in appunti scritti, da esportare e riutilizzare ovunque lo si voglia.

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Vivi meglio

The Prof G Show, il nuovo podcast di Scott Galloway

Scott Galloway, che ho citato più e più volte in questo blog, ha lanciato un nuovo podcast. Lo stile è sempre lo stesso: provocatorio, esplicito, senza peli sulla lingua.

Listen to The Prof G Show with Scott Galloway
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Esperienze

La rivoluzione dei podcast, o forse no

Mi svesto dei panni di autore di un podcast, seppur piccolo e limitato, per mettermi nei panni di ascoltare di podcast e fare una critica: i podcast possono essere un buon complemento all’interno della propria dieta informativa, ma con moderazione.

C’è stato un periodo della mia vita in cui ero un fan assoluto dei podcast. Ne ascoltavo almeno una quarantina, li ascoltavo 2-3 ore al giorno e ogni momento in cui potevo infilarne l’ascolto di uno era buona cosa: in viaggio in treno, a passeggio, durante l’esercizio fisico, nel cucinare e nel consumare i pasti e ovviamente in auto (disclaimer: passo pochissimo tempo alla guida). Ero innamorato di podcast di vario genere: informazione, opinioni su temi diversi, interviste, radiodramma, commedia, memoir. Ne seguivo tanti e ne cercavo di nuovi. Poi ho smesso e non ho più ripreso come prima. Cosa è successo?

Il punto di svolta è stata la realizzazione che avere sempre qualcosa nelle orecchie era intrattenimeno, informazione, ma soprattutto distrazione. Distrazione da ciò che stavo facendo in quel momento. Lì ho capito il valore del concetto opposto, della mindfulness, ovvero concentrarsi su ciò che stai facendo. Vivere il momento. Che si tratti degli uccellini o del rumore delle auto mentre passeggi, del tagliare la verdura, dell’assaporare ciò che metti in bocca, che ti concentri alla guida su cosa hai davanti a te. Questi momenti sono stati sostituiti da un leggero sottofondo musicale strumentale o dal silenzio.

Non ritengo ora di essere meno informato di prima. In treno passo più tempo a leggere libri che a fare altro. Salvo poche eccezioni, tra chi mi circonda non è cambiato nulla: nella mia cerchia di contatti frequenti, un paio o poco più ascoltano podcast. Negli USA i podcast si moltiplicano, insieme alla pubblicità, alla ricchezza di contenuti e al business generato. L’attenzione continua a crescere. In Italia la tendenza è la stessa, ma con un ordine di grandezza inferiore, se non due. Sì, ci sono due soggetti che offrono audiolibri e podcast esclusivi in abbonamento in italiano, ma il fenomeno resta di nicchia. Lo dico con dispiacere, perché nel podcast, anche mio, ci ho creduto molto e mi sono ripromesso di tornare a investirci.

Oggi mi chiedo: ne vale veramente la pena? La risposta non è un sì convinto.

In Italia non c’è da essere bastian contrari rispetto al podcast, perché il fenomeno non c’è, di fatto, salvo poche nicchie ben difese da gente in gamba, che ne trae un beneficio diretto, in termini monetari e di reputazione. Negli USA c’è chi osa polemizzare contro i podcast, argomentando a faovre della musica e contro la bassa qualità audio di molti podcast di successo. Un dibattio che in Italia non esiste e temo non esisterà per altri anni. Cosa dovrebbe scatenare un cambiamento? Le auto connesse? VIP radiotelevisivi che passano alla produzione di podcast indipendenti? Chi glielo fa fare?

I podcast restano un ottimo modo, soprattutto per chi fa il pendolare, per migliorare l’apprendimento dell’inglese e ampliare la diversità dei contenuti consumati, ma per il resto se ne può tranquillamente fare a meno. Tendiamo, se non ci pensiamo, a consumare una quantità di media che non ci aiuta a vivere meglio, anzi, ma a distrarci da ciò che conta di più nella vita. Non è una novità.

Se non hai mai ascoltato podcast e hai tanto tempo in cui fai attività routinarie, provare potrebbe essere una buona idea. Se invece occupi ogni momento libero della giornata con le cuffiette in testa, forse ti farebbe bene staccare un po’.

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Esperienze

Come nasce un (magnifico) tema musicale: Wonderly per The daily

Song Exploder è uno dei miei podcast preferiti, soprattutto quando analizza una musica che conosco e che apprezzo. La puntata su come nasce il tema musicale di The daily, il podcast quotidiano del New York Times, è fantastica.

Il tema è fantastico.

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Formazione permanente

Piccolo è bello

Settimane fa segnalavo Company of one, di Paul Jarvis, che nel frattempo ho cominciato a leggere. Jocelyn K. Glei ha intervistato Paul Jarvis, nel suo podcast Hurry Slowly. Buona introduzione per invogliarti a leggere il testo.

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Media & Social media

Podcast, il fenomeno del… 2016

Avere un archivio di pensieri sotto forma di blog aiuta a contestualizzare alcune tendenze, come quella del podcast. Nel lontano 2006 avevo l’ardire di scrivere che i podcast erano il fenomeno del momento, semplicemente perché sui media americani se ne cominciava a parlare.

Avanti nel 2019, i podcast negli USA hanno costruito una piccola economia di qualche centinaio di milioni di dollari di ricavi, che sono noccioline rispetto agli investimenti totali sul digitale. Questo gruzzoletto ha permesso di attrarre investimenti in contenuti che cominciano a essere apprezzati dal vasto pubblico.

In Italia? Tolti una manciata di podcast indipendenti che hanno un seguito da programma televisivo in tarda nottata, non c’è nulla. Chi produce podcast sono fondamentalmente le radio nazionali. Il resto sono esperimenti senza ricavi o sussidiati minimamente da StoryTel e Audible, con monetizzazione di centesimi di euro per ogni streaming. Probabile che tra un po’ di tempo anche Spotify si unisca alla festa e forse l’attenzione crescerà, ma non aspettarti nulla per il 2019.

Detto questo, probabile che, prima o poi, mi metta a produrre altre 4 puntate di Equilibrio digitale. Non ho grandi incentivi, a meno che questo progetto non diventi un progetto più grande, con altri sviluppi che lo sostengano. Stay tuned…

Tra l’altro già nel 2004 partecipavo alla prima realizzazione di un podcast. Il tempo passa.

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Media & Social media

Riempire il silenzio col rumore digitale

A quanto pare non siamo più in grado di stare in silenzio con noi stessi. Ogni momento della giornata deve essere riempito con qualcosa che non ci fa pensare.

Per questo motivo ho interrotto l’ascolto di Podcast e audiolibri. Quando cammino all’aperto voglio pensare a cosa ho di fronte. Quando cucino a ciò che sto cucinando.

https://www.nngroup.com/articles/filling-silence-digital-noise/

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Esperienze

Organizziamo un podclub?

Navigando, mi sono imbattuto in questa idea per vedersi e discutere di contenuti tratti da podcast. Un podclub, insomma.

In sintesi, ogni partecipante propone una puntata di un podcast agli altri partecipanti. Tutti ascoltano le puntate suggerite, nell’arco di un mese, e poi ci si vede una sera per condividere opinioni in merito a quanto ascoltato. Divertente, no?

L’idea del podclub