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I trend della pubblicità online: mobile, video, social

Gli ultimi dati pubblicati da IAB/PwC per il mercato americano confermano le tendenze in atto da qualche tempo. Gli investimenti sul digitale aumentano. Ciò che li traina è la pubblicità mobile, soprattutto in formato video e su piattaforme social (=Facebook).

adv usa digital

I dati qui sopra si riferiscono al secondo trimestre 2017, rispetto al secondo trimestre degli anni precedenti. Continue reading “I trend della pubblicità online: mobile, video, social”

Il social web? Sempre meno social

Il social media marketing è sempre più pubblicità e meno social. Lo penso da tempo ormai e non sono il solo.

Da uno dei blog di Gartner, si commenta il tema così:

But the evolution of  social networks into merely another advertising channel (albeit an effective one) can be disheartening for those of us who “grew up” with the promise and initial reality of social as an authentic, unfiltered, conversational channel for marketing.  Throw in Facebook’s current obsession with bots – (“is there anything less social than communicating with a bot?” another Gartner analyst lamented recently) and one can see where this is going, at least from a marketing perspective.

Continua su Is Social Marketing Still….Social?

La pubblicità è il virus che uccide l’editoria digitale?

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L’editoria è in crisi. L’editoria digitale è in crisi.

L’ultima piattaforma a rivedere il suo modello di business è Medium. Ev Williams annuncia che Medium taglia un terzo dei posti di lavoro e chiude la sua piattaforma di native advertising (articoli sponsorizzati), alla ricerca di un diverso modello di business. Apriti cielo. In 24 ore si scatena un putiferio, tra chi dice “te l’avevo detto”, “finalmente, è ora di cambiare”, “non hai ancora capito”. Continue reading “La pubblicità è il virus che uccide l’editoria digitale?”

Gli editori italiani perdono pubblicità sul digitale

pubblicità online assointernet

I dati di maggio 2016 confermano (e aggravano) una tendenza ormai in atto da tempo: la pubblicità su internet non cresce più, anzi, scende. Possibile? Possibile perché il perimetro rilevato da FCP-Assointernet comprende le concessionarie di pubblicità dei portali italiani (Yahoo! incluso) e degli editori (tradizionali e solo online, almeno una buona parte), ma non comprende Google, Facebook, Twitter, Spotify.

Ciò che è accaduto nei primi 5 mesi dell’anno è un leggero arretramento complessivo e un piccolo drenaggio dal web al mobile.  Continuano a essere rilevati separatamente smart tv e tablet, ma sono bruscolini. 500.000 € la pubblicità sulle smart tv italiane in 5 mesi: cifre ridicole solo a dirle!

La verità, che nessuno conosce esattamente, è che Google e Facebook stanno progressivamente conquistando quote di mercato e nuovi investimenti. Capito perché tutti i giornali italiani e tutti i portali hanno raccolto meno di 15 milioni di € in 5 mesi sul mobile? Google AdWords (e AdSense) non ha rivali e Facebook Ads sta risucchiando i budget dei banner pubblicitari. Il resto è qualche editore che va meglio, a spese di qualche altro che va peggio, ma la torta degli editori è sempre più piccola, anche in valore assoluto.

Gli investimenti pubblicitari online in Italia a maggio 2016