Pandemia

Internet, media e tecnologia by Luca Conti @pandemia

Tag: pubblicità (page 2 of 3)

Previsioni sul futuro di Twitter e Linkedin

Due giorni fa Facebook ha rivelato, con la richiesta di quotazione in borsa, i suoi ricavi 2011 pari a 3,7 miliardi di dollari, di cui all’85% pubblicità. Come stanno altri due colossi del social web come Linkedin e Twitter? Emarketer ha pubblicato alcune stime di ricavi, a seguire

Twitter parte da poco più di 100 milioni di dollari e arriva nel 2014 a superare 500 milioni di dollari.

Linkedin cresce appena meno e al 2014 dovrebbe superare 400 milioni.

Considerando queste stime, ci sta quindi che Twitter sia valutata tra 8 e 10 miliardi di dollari allo stato attuale, scontando questa crescita e ci sta anche che Facebook valga 10 volte tanto.

Google all’attacco di Microsoft Office sui giornali

Google App

La pagina intera di pubblicità che appare oggi sul Sole 24 Ore (e immagino su altri quotidiani) parla da sola. Con l’uscita di Microsoft Office 2010, Google tenta la carta della dissuasione all’aggiornamento, spingendo per le sue Apps in chiave aziendale.

Interessante seguire l’evoluzione e vedere quale sarà l’impatto sul mercato.

Ipadvertising, iPad e la pubblicità

Se non hai ancora idea dell’uso di iPad, questa presentazione offre un sacco di chiarimenti utili. Da vedere.
View more presentations from emakina.

via Ipadvertising.

Uno spot in tv per 100 $

Con 100 $ negli USA, grazie a Google Tv Ads, è possibile acquistare uno spazio per uno spot pubblicitario su un canale nazionale! Certo, il passaggio è nelle ore piccole, ma non è da buttare, vedi l’esperienza di Slate.

Buy National TV Time Through Google for $100 Bucks « Link Drop Today.

Buone notizie per la pubblicità sul web… negli USA

La quota di mercato della pubblicità online è arrivata negli USA al 17%. In Italia siamo inchiodati ben sotto il 10% purtroppo, per le ragioni che sappiamo bene.

CHART OF THE DAY: Online Advertising Is Back, Baby!.

Il consumatore multicanale e Internet

Dalle 9,30 sarà trasmesso in diretta l’evento di presentazione della ricerca sul consumatore multicanale promossa dal Politecnico di Milano. I dati che verranno illustrati sono molto, molto interessanti. Ne ho avuto una anteprima ieri sera, dal quale ho tratto le due immagini che vedete sopra e sotto.

Dalla prima emerge un consumatore più attento e più informato.

Dalla seconda si evidenzia un consumo dei media in cui Internet e stampa sono più utilizzato dal consumatore attivo, rispetto a televisione e radio. Le riflessioni che ne scaturiscono sono numerose.

Il consumatore è più avanti dei centri media e degli investitori pubblicitari che non hanno capito come si sta muovendo l’attenzione dei loro clienti e faticano di conseguenza ad interagire con loro.

Molto c’è da fare ma è evidente che Internet dovrà per forza di cose crescere in investimenti in comunicazione e promozione, a meno che le aziende vogliano delegare ad altri l’influenza nel processo di vendita.

Dalle 9,30 c’è la diretta e a seguire verranno messi online tutti i dati della ricerca.

VEDI: La diretta dell’Osservatorio Multicanalità.

Premium Publisher Network è la risposta a Google

Prima o poi doveva succedere. E’ risaputo che gli editori italiani non
vedono di buon occhio la posizione dominante di Google nel mercato
della pubblicità italiano. L’altro ieri è stata annunciata la prima
risposta di RCS e Gruppo L’Espresso, ai quali è probabile si aggiungeranno altri editori nei prossimi mesi.

In
pratica i due soggetti hanno fondato un consorzio che offrirà sui
rispettivi siti spazi pubblicitari, anche testuali, in cui gli
inserzionisti pagheranno per ogni click ricevuto, come avviene per la stragrande maggioranza degli spazi venduti da Google.

Si
tratta evidentemente di un modo per cercare di rendersi indipendenti in
un segmento di mercato in forte crescita per il quale, fino ad oggi,
gli editori italiani hanno potuto contare solo su soggetti terzi, come
Google e in minima parte Yahoo!

Gli
aderenti al Consorzio metteranno a disposizione i propri bacini
pubblicitari online contribuendo a costituire un unico grande bacino in
forma aggregata di network, al quale gli investitori pubblicitari
potranno accedere con una specifica offerta a performance text link,
ossia dove gli inserzionisti pagano solo per i clic che i clienti fanno
sull’annuncio.

L’operazione verrà operativamente
lanciata entro la prima metà dell’anno. Per l’economia del web italiano
è una notizia molto importante, ma sembra che pochi hanno commentato Premium Publisher Network. Ne sentiremo senz’altro riparlare nei prossimi mesi.

LEGGI: Lancio di Premium Publisher Network.

Luci ed ombre della pubblicità online

Morgan Stanley ha recentemente pubblicato una presentazione con molti dati sul mercato pubblicitario e Internet, con buone e cattive notizie rispetto al particolare momento che stiamo vivendo.

Considerando che quasi tutti i servizi web attuali si fondano sulla pubblicità, anche da utente è bene conoscere alcune tendenze.

Ad Trends 110308
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L’informazione online, tra interesse, pubblicità e indagini

Il New York Times questa mattina è particolarmente ricco di informazioni su giornali online, attenzione e pubblicità.

Un primo dato interessante è la crescita di consumo di informazione, non solo online, con lo svilupparsi della crisi economica e l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali di novembre. Gli indici di consumo di pagine web dei grandi giornali si mescolano ad alcuni casi raccontati nell’articolo di continuo aggiornamento delle notizie, quasi compulsivo, di gente che guarda ore e ore di dibattiti tv, si porta il pc a letto per controllare le ultime prima di dormire e si sveglia nella notte per controllare gli indici di borsa (!!). Chissà quali sono le metriche italiane a tal proposito? Se hai link da seguire inseriscili nei commenti.
Un secondo dato interessante è il calo complessivo degli investimenti pubblicitari (dati del secondo trimestre e di luglio/agosto) sui giornali online americani, a dimostrazione di come la crisi abbia cominciato a colpire anche la pubblicità online. Non tutti sono colpiti allo stesso modo: i grandi, come il New York Times e CNN, sembrano continuare a crescere, con altre realtà più piccole che cominciano a vedere segni meno anche online. In Italia c’è stato un deciso rallentamento a luglio della pubblicità su Internet, anno su anno, ma siamo ancora in territorio positivo.
Terzo elemento, scontato per chi è già avanti, è il ricorso sempre più massiccio a link esterni nella produzione delle notizie dei grandi media online. Non è un fenomeno nuovo – per l’Italia siamo ancora all’anno zero (o uno forse) – ma fa specie leggere che molte risorse vengono impiegate per offrire spunti di navigazione esterni, pur di mantenere o accrescere la propria autorevolezza in rete. In Italia i giornali continuano a crescere online naturalmente, visto il ritardo nella diffusione della rete, ma prima o poi cominceranno a fare i conti anche con questo fenomeno, c’è da scommetterci.
Di giornalismo online almeno se ne discute, vista la nuova indagine promossa da Lsdi, con un evento a Roma domani. Eppur si muove, direbbe qualcuno.

Privacy, pubblicità e Internet

Il tema della pubblicità online e della tutela della privacy degli utenti è di nuovo caldissimo.

E’ bastato che Microsoft parlasse di nuove funzioni anti tracciamento, da inserire nel nuovo Internet Explorer 8, perché chi si occupa di pubblicità in rete alzasse gli scudi di difesa di un sistema che permette l’esistenza di Internet come la conosciamo oggi.

Ciò non significa però che tutto sia lecito e tutto sia monetizzabile, privacy inclusa.

Non è un caso quindi se anche Google, col nuovo browser Chrome, abbia previsto una modalità di navigazione ‘in incognito’ che consente ,con la chiusura della finestra del browser, di cancellare qualsiasi traccia della navigazione.

In questo scenario arriva in Italia FoolDNS, un progetto che punta a minacciare seriamente il tracciamento degli utenti (statistiche incluse) e tutta la pubblicità che appare sul web. Per raggiungere questo obiettivo, dettato da motivazioni etiche in gran parte condivisibili, si fa uso di un server DNS a disposizione degli utenti e capace di filtrare a priori qualsiasi contenuto pubblicitario.

Il servizio è attivo in fase sperimentale. Non è aperto ancora al pubblico, per ragioni di scalabilità, ma chi vuole testarlo può usufruire di uno dei 50 inviti che sono stati messi a disposizione dei lettori di Pandemia. Prego chi vuole partecipare al progetto, mantenendo un alto livello di riservatezza, di scrivermi una email. In privato provvederò ad inviare, con calma, tutte le informazioni.

Sarà interessante parlarne anche all’ADVCamp.

LEGGI: FoolDNS.

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