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Alexa non dimentica

Un motivo in più, se ce ne fosse bisogno di altri, per fare a meno di Amazon Alexa. No, grazie.

https://www.washingtonpost.com/technology/2019/05/06/alexa-has-been-eavesdropping-you-this-whole-time/

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Alexa, chiama l’infermiera

One of the emerging uses, Treloar said, is deploying a voice assistant as an alternative to the nurse’s call button, so that a patient can ask for help with specific problems and get more timely service.

“The virtual assistant can collect enough context about the patient’s need so it can be properly prioritized,” Treloar said, adding that such uses are likely to expand rapidly with the introduction of devices designed to comply with U.S. patient privacy laws.

Appena gli assistenti virtuali troveranno un modo per rispettare la normativa sulla privacy dei dati dei pazienti, gli smart speaker arriveranno in ospedale. Considerando il livello di burocrazia che c’è in Italia, non credo arriveranno troppo presto.

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Alias protegge la tua privacy per Google Home e Amazon Echo

Alias, come un parassita, impedisce ad Amazon Alexa o a Google di reagire alla parola di attivazione classica, coprendoli di rumore bianco, fino al momento in cui l’utente non dice la parola chiave alternativa. In pratica la privacy dell’utente è tutelata contro accidentali fughe di registrazioni. Geniale!

Non vedo l’ora venga prodotto e commercializzato!

Project Alias

via Fast Company

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Attento a quel che dici a casa, con Alexa

Sembra che i miei timori sulla possibilità che uno strumento come Amazon Echo venga hackerato per ascoltare, registrare, trascrivere quanto ascoltato e inviarlo a una terza parte non sia proprio fantascienza. Vedi video sotto.

Attento a quel che dici in presenza di Alexa? Per ora ne faccio a meno.

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Esperienze

Alexa sì o Alexa no?

Alexa

Dalla previsione di Gartner, secondo la quale al 2020 il 30% della navigazione online sarà vocale, ho pensato fosse necessario avere in casa Amazon Echo per poter capire e seguire lo sviluppo di Alexa e degli assistenti virtuali in casa. Da allora Amazon Echo è finalmente arrivato in Italia, è in promozione a 35 €, ma non mi sono ancora convinto di metterlo nel carrello. Anzi, nel carrello c’è, ma non l’ho ancora comprato. Perché?

Sì, sul piano del conoscere le tendenze per anticiparle, avere uno smart speaker in casa è fondamentale, ma ho molti ma che mi frenano. Voglio veramente un dispositivo in casa sempre in ascolto? Ho veramente bisogno di chiarire qualsiasi dubbio con una domanda ad Alexa? Sono così pigro da dover chiedere ad Alexa (in futuro) di accendere o spegnere la luce? Ho bisogno che Alexa mi faccia raccontare le ultime notizie al mattino mentre faccio colazione, se ho deliberatamente perso l’abitudine di accendere tv o radio? Ho bisogno di farmi mettere su musica da Alexa o di lanciarmi un podcast, se oggi ascolto ciò che voglio con due tocchi sul telefono e non ho alcuna voglia di avere sempre la mente impegnata con un tappeto audio sullo sfondo quando sto facendo altro?

La risposta a tutte queste domande è un secco e maiuscolo NO. Alexa quindi rimane nel negozio e, non so per quanto, continuerò a resistere alle sirene. Come l’anno scorso negli USA, aspettati una campagna massiccia, già in corso, per convincerti a comprare Amazon Echo o Google Home, con spot in televisione, pagine sui giornali e sconti incredibili. La posta in palio, per Google e Amazon, è mettere un piede in casa tua e abituarti a usare uno strumento con il quale ti abituerai a comprare e a scegliere (tra proposte limitate) cosa ascoltare, cosa leggere, cosa comprare.

Non ultima c’è anche una questione etica, ben raccontata dall’Atlantic che gli ha dedicato una storia di copertina, da cui è tratta limmagine di questo post. Un pezzo tutto da leggere.