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Capitalismo della sorveglianza, not in my name

Formazione permanente

Il primo effetto della lettura del grande The age of surveillance capitalism, prevedibile per come sono fatto, è il desiderio di smettere di usare qualsiasi servizio di Google e di Facebook, per cominciare, e trovare alternative a tutti gli altri servizi promossi da società che fanno leva sulla raccolta di dati personali degli utenti per fare soldi.

Il libro ha una prima parte molto dettagliata in cui illustra come è nato il capitalismo della sorveglianza, che fa leva sulla raccolta di dati degli utenti, oggi per vendere pubblicità, domani per prevederne e influenzarne il comportamento a fini commerciali e politici. Google è il soggetto che per primo si è fondato su questo principio guida, con tutte le derive antidemocratiche e non etiche che ormai conosciamo bene. Il libro le mette in fila e le analizza una per una, dando una prospettiva diversa a quanto successo negli ultimi 15-20 anni. Come … Continua a leggere

Il bello di scomparire

Formazione permanente

In essence, Busch argues that growing up is part and parcel with the independence groomed through secret adventures, hideaways in the forest or on urban rooftops, and imaginary confidants that adults can’t see. Reading How to Disappear, I wondered if we aren’t, as a society, continuously in the process of learning object permanence. If we really believe that things continue to exist when they’re not visible, then why must they always be geotagged, photographed, shared, аnd optimally filtered?

How to disappear: Notes on Invisibility in a Time of Transparency è un libro che tocca temi quanto di più attuali, considerando il momento storico che stiamo vivendo: privacy, sorveglianza, tecnologia, social media e molto altro. Lettura consigliata per acquisire consapevolezza sull’uso della tecnologia.

La recensione di The Paris Review è un buon punto di partenza.… Continua a leggere

Sheryl Sandberg, l’untrice del capitalismo della sorveglianza

Web & Tech

Surveillance capitalism is no more limited to advertising than mass production was limited to the fabrication of the Ford Model T. It quickly became the default model for capital accumulation in Silicon Valley, embraced by nearly every startup and app. And it was a Google executive – Sheryl Sandberg – who played the role of Typhoid Mary, bringing surveillance capitalism from Google to Facebook, when she signed on as Mark Zuckerberg’s number two in 2008.

Nuova intervista a Shoshana Zuboff per ricordarmi che devo assolutamente far avanzare in priorità il suo tomo sul capitalismo della sorveglianza, quanto di più attuale.

via Sentiers media, newsletter altamente raccomandata… Continua a leggere

Il capitalismo della sorveglianza

Formazione permanente

The bullying style of TOS agreements also characterizes the practice, common to Google and other technology companies, of threatening users with a loss of “functionality” should they try to opt out of data sharing protocols or otherwise attempt to escape surveillance. Anyone who tries to remove a pre-installed Google app from an Android phone, for instance, will likely be confronted by a vague but menacing warning: “If you disable this app, other apps may no longer function as intended.” This is a coy, high-tech form of blackmail: “Give us your data, or the phone dies.”

Alle migliaia di libri che non riuscirò a leggere in una vita, si aggiunge ora The age of surveillance capitalism. Tema ghiottissimo. Tutta colpa della recensione del LARB.… Continua a leggere