Articoli con tag USA
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Bello, bello, veramente bello. Il web qui negli USA conta sempre di più e la politica se ne è accorta da tempo. Non è casuale se oggi MySpace annunci di aver raggiunto un accordo con l’organizzazione no profit che si preoccupa di organizzare i dibattiti presidenziali, garantendone trasparenza ed imparzialità.
L’accordo si traduce in un sito molto efficace quanto facile da usare sui principali temi della campagna e su come i due candidati sono schierati, un po’ come il voisietequi di OpenPolis.
Dal 26 Settembre si aprono i dibattiti e Myspace li trasmetterà con uno streaming di qualità in diretta, per rendere poi disponibili tutti i contributi video sotto forma di videoclip nei giorni successivi.
La partecipazione del pubblico è garantita dalla possibilità di fare domande che verranno poi poste ai candidati nel secondo dei dibattiti in programma.
I sondaggi annunciano una sfida all’ultimo voto e non è detto che …
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Il contagio in atto tra politica e web negli USA è qualcosa di molto concreto. Citando il New York Times:
bloggers to deliver minute-by-minute coverage of each day’s events to a
niche online audience
Il web e in particolare i blog rispondono alla necessità di colpire tante nicchie che la televisione non raggiunge con la stessa profondità. In una elezione che si vince all’ultimo voto, le nicchie contano non poco quindi.
Interessante notare inoltre come un canale a tutta politica, come C-SPAN, abbia dato ampio spazio alla copertura web delle due convention americane democratica e repubblicana, con aggregazione di contenuti dai blog, per testata e stato, e da Twitter, segno di come la conversazione online sia importante per documentare le reazioni e allo stesso tempo di come i blog siano ancora centrali, ma non più unico strumento per il monitoraggio delle …
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Ad aggiunta del post precedente sullo scandalo Edwards, il passaparola dei blog e il silenzio dei grandi media, ora c’è il colpo di scena. John Edwards ha rilasciato una intervista in cui ammette parte delle colpe: sì alla relazione extraconiugale, no alla paternità clandestina.
I giornali in questo caso riprendono tutto e pubblicano in prima pagina. Fino a ieri la storia non c’era, oggi è prima pagina. La discussione impazza e non certo a favore di Edwards, come documenta memeorandum.
Da notare poi che a sostegno del marito la signora Elizabeth scrive sul suo blog affermando che sapeva tutto e che aveva mantenuto il segreto per non rovinare il marito per le Presidenziali, accusando i media di lesa privacy. Ci vuole un bel coraggio…
Senza la pressione dei blog, anche giornalistici, Edwards non avrebbe fatto neanche mezza ammissione. In frangenti come questi si vede a mio avviso come i giornali …
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Nelle due settimane di buio mediatico che mi sono imposto in vacanza mi sono perso lo scandalo John Edwards. Ieri trovo un link dai miei contatti su FriendFeed e scopro che John Edwards, il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti sul viale del tramonto, avrebbe avuto una relazione extraconiugale con figlio a carico proprio negli stessi giorni in cui andava in tv con la moglie malata di cancro a fianco. Bell’ipocrisia!
Un perfetto caso di infedeltà su cuii i media americani si saranno gettati a capo fitto, ho subito pensato: niente di più sbagliato! Con grande sorpresa i grandi giornali sono stati quasi tutti zitti e qui viene il bello. Perché ci si è domandati sui blog di media e politica? Perché la notizia è stata lanciata da un tabloid di quelli scandalistici, il National Enquirer, o c’è dell’altro? E’ un complotto dei grandi media, tutti schierati a favore …
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Il comportamento che sta avendo Associated Press negli USA nei confronti della rete e in particolare dei blogger ha dell’assurdo, per usare un eufemismo.
Dopo l’attacco ad un blogger reo di aver citato pezzi di articoli di AP oltre l’uso considerato lecito dall’agenzia, oggi la stessa agenzia ha pubblicato un form con il quale chi vuole citare anche solo cinque parole di una notizia, oltre il titolo e il sommario, può mettersi in regola e pagare.
Si va da 12,50 dollari per una citazione che va dalle 5 alle 25 parole fino a 100,00 dollari se si vogliono citare oltre 250 parole. Per chi opera nel settore dell’educazione e del no profit i prezzi sono ridotti della metà.
Con questo sistema diventa illegale citare una frase, presa da una notizia firmata AP, anche solo per commentarla, segnalarla, linkarla. L’unico sistema lecito per riprendere, segnalare, commentare una notizia AP è …
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Un mix di fattori, tra i quali Internet non è da trascurare, sta trasformando giorno dopo giorno la nostra società e la nostra economia. Certo, alla provincia dell’Impero (metafora per l’Italia nel mondo globalizzato) tutto si percepisce in modo molto fumoso, ma il cambiamento è in atto e nessuno lo potrà fermare.
Un articolo recentemente pubblicato sul Wall Street Journal lo spiega molto bene: la nuova frontiera dell’America oggi è l’impresa personale, potenziata dalla pervasività della tecnologia e di Internet. A sostegno di questa tesi vengono portati casi concreti, dati statistici, indagini demoscopiche sui giovani americani. Negli USA oggi il posto fisso è visto come il male; in Italia probabilmente siamo ancora lontani da questa percezione, ma ci arriveremo anche noi, piano piano.
Su questo articolo si è innescato un dibattito interessante per cui la nuova frontiera non sarebbe neanche più l’innovazione, ma il controllo sulla propria vita …
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Anche quest’anno il Project for Excellence in Journalism ha pubblicato il rapporto sullo stato dell’industria dei media americani per il 2008. Una fotografia dettagliatissima su televisione (declinata in generalista, via cavo e locale), radio, giornali, Internet, periodici ed etnici, insieme a considerazioni di carattere generale. Merita una lettura approfondita: un investimento di tempo senza dubbio fruttuoso.
In casi come questi Technorati risulta utilissimo per scovare nuovi blog tematici. Inserisci il link del rapporto sul motore di ricerca e trovi tutti i blog, la maggior parte specializzati, che hanno citato il rapporto. Tra questi alcuni dei migliori blog internazionali sui media, per rimpinguare l’aggregatore di feed RSS.
LEGGI: The State of the News Media 2008.
[via SF Gate]…
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Ultima settimana di aggiornamenti sporadici causa impegni di lavoro pressanti. Riprenderò a scrivere quando in Italia sarà già martedì 4, direttamente dal Venetian Resort di Las Vegas, sede del MIX08, conferenza internazionale promossa da Microsoft.
A risentirci dagli States.
LEGGI: MIX08.…
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Le Presidenziali USA 2008 sono un tema che ci accompagnerà per tutto l’anno. Il web è sempre più centrale nella politica USA e i cittadini sono i primi che possono avvantaggiarsene per informarsi di più sui candidati con strumenti sofisticati quanto semplici da usare e alla portata di chiunque.
Oggi mi sono giusto imbattuto in due servizi estremamente efficaci nel loro lavoro: tracciare i finanziamenti delle società petrolifere ai candidati e aggregare i contenuti prodotti dai candidati in rete.
Follow the Oil money è una applicazione che permette di sapere per ogni candidato alle elezioni presidenziali USA del 2008, ma anche del 2004 e del 2000, quali società petrolifere lo hanno finanziato e con quali somme. Un modo per rendere esplicito, anche graficamente, il rapporto tra lobby del petrolio e politica.
PolFeeds semplifica invece l’accesso ai contenuti prodotti e pubblicati da ogni candidato in un unico feed RSS o, a …





