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Pulizie digitali: addio Goodreads e LibraryThing

Preso da un impeto di pulizia digitale, ho cancellato due profili social ancora in vita.

Goodreads è da tempo nella lista nera, esattamente dal marzo 2019, momento in cui ho deciso che non avrei più alimentato le informazioni sulle mie letture, possedute da Amazon. Ho lasciato il profilo attivo e non presidiato. In un paio di occasioni ho esportati i dati per reimportarli in altri servizi concorrenti. Per anni ho impiegato molto tempo ad ammirare le mie statistiche di lettura, a caricare dati sui libri letti. In qualche caso anche ad aggiornare giorno per giorno l’andamento della lettura di un libro. C’è chi si diverte o si motiva così. Io non ne ho bisogno. Non ho bisogno di avere suggerimenti dalla community, perché ne ho abbastanza da tutti gli altri canali che uso.

Per quest’ultimo motivo ho chiuso anche il profilo su LibraryThing. Mi piaceva l’idea di conoscere l’associazione tra i libri preferiti ed altri piaciuti ad altri lettori con gusti simili, ma anche qui: non ne ho bisogno. Non ho bisogno di passare ulteriore tempo davanti a uno schermo a decidere cosa leggere, visto che ho una lista di lettura, autori preferiti e canali di approvvigionamento che sono più che sufficienti.

Lo stesso in realtà vale per tutti i giovani concorrenti dei servizi di cui sopra, che ho provato e non amato. Non mi diverto più a condividere su piattaforme terze. Trovo non conveniente lo scambio tra servizio gratuito e miei dati personali, oltre al tempo che questi servizi richiedono per essere gestiti. Per le letture preferisco un foglio di calcolo dove inserire i dati, che restano a me.

Ho intenzione di continuare questa opera di pulizia digitale, per due motivi:

  1. I dati ospitati da server occupano spazio disco e, moltiplicati per milioni di persone, consumano energia in data center sparsi per il mondo, senza che ce ne sia bisogno. Il fatto che io non spenda niente per occupare quello spazio non è una buona ragione per continuare a sprecare energia. Non invertirò il cambiamento climatico già in atto, ma mi sento meglio al pensiero di essere un cittadino digitale responsabile.
  2. Sposo fino in fondo il concetto di oblio digitale. Dopo aver dato disposizioni anticipate di trattamento per il fine vita, secondo quanto prevede la legge, credo sia utile anche pensare a dare disposizioni perché tutti i miei profili e dati digitali scompaiano con la mia morte. Niente è per sempre. Non vedo quindi perché i miei dati online dovrebbero sopravvivermi. Per questo semplifico il lavoro a chi resta, cominciando da subito a cancellare tutti i dati prodotti che non reputo più utili a nessuno. Per l’archivio storico c’è Archive.org e basta quello. Per fare questo sarebbe prima di tutto recuperare tutti i profili e password, per permettere a chi resta di accedere facilmente e poi dettare le volontà in un testamento digitale, da diffondere ad alcune persone che mi conoscono online, così che possano intervenire a tempo debito. Come per il testamento biologico, non c’è fretta, ma prima lo si fa, meglio è.

Il concetto di pulizia digitale ha proseliti, considerando come c’è chi ha proclamato una giornata di sensibilizzazione per il 19 Marzo.

Sei pronto a fare pulizia?

Published in Web & Tech

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