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… e se la Cina governasse le piattaforme social?

A proposito di futuri possibili, non mi sembra così inverosimile immaginare un futuro, tra 10 anni, in cui Bytedance (TikTok) e altre società cinesi sono le piattaforme dominanti del web e del social web, più di Meta, Netflix e altri colossi popolari nel mondo occidentale (e in Italia).

Dalla padella alla brace

A mio avviso c’è da preoccuparsi, oggi, perché passiamo da un mondo in cui chi le regole dell’algoritmo sono definite in base al maggiore profitto generato a un mondo in cui l’algoritmo non è influenzato dall’interesse economico, ma dall’interesse politico del PCC (Partito Comunista Cinese). Se l’algoritmo che favorisce un contenuto rispetto a un altro, su Facebook, su Instagram, su Twitter, su Google, è una scatola nera, il cui contenuto non è conosciuto né conoscibile, per le piattaforme cinesi a tutto ciò si aggiunge un’agenda politica ben precisa: annientare il dissenso, ridurre la visibilità di contenuti problematici secondo il partito, favorire l’ascesa della Cina su scala globale.

Questo scenario non è un futuro tanto remoto, visto che è in parte già il presente.

Bytedance (e altri gruppi cinesi attivi online) censura determinate parole chiave già oggi. Per alcune il filtro è attivo solo all’interno della Cina, ma è un attimo che venga esteso a tutto il mondo o a singoli paesi per cui la Cina decide di intervenire influenzando il dibattito pubblico, in un modo o in un altro.

Se Meta e il Big Tech americano può essere contrastato dall’antitrust, americano ed europeo, o dal potere esecutivo e legislativo, ponendo limiti di vario genere, Bytedance & Co. rispondono essenzialmente al PCC. Di fronte all’oscurità di alcuni passaggi e alle richieste di trasparenza della vigilanza sui mercati finanziari, soprattutto negli USA (SEC), la risposta delle aziende è di togliersi dai listini azionari americani e restare quotati sulla borse cinesi, riducendo ulteriormente la trasparenza nelle decisioni e negli indirizzi.

Da consumatori/navigatori abbiamo sempre snobbato i paesi dove vengono sviluppate le app che usiamo di più e dove vanno a finire i dati personali che le stesse app estraggono. Forse è il caso di svegliarci un po’, prima che sia troppo tardi e l’influenza degli strumenti che usiamo sarà tale che finiremo per esserne circuiti senza rendercene conto più di tanto.

Published in Media & Social media

2 Comments

  1. Anonimo Anonimo

    E’ una grande bugia che ci raccontiamo noi europei

    come hanno fatto gli USA: dipingere gli indiani come cattivi e di fatto li hanno sterminati. E poi con tutti i popoli: dipingere l’altro come cattivo come primo passo per eliminarlo

    No, perché i rapporti della Cina con gli altri stati (c’è un’altra metà del mondo non solo il nostro ombelico) è di scambio ALLA PARI non di rovesciamento di regimi. Se uno stato ha risorse la Cina paga, in un mercato, e lasciando libertà politica, non pretende come gli USA (e Russia, due facce dello stesso occidentalismo, per fortuna non l’unico possibile) di rovesciare il regime per prendere il controllo totale delle risorse e facendolo figurare come ‘esportazione di democrazia’.

    E di fatti la Germania ha mantenuto la via della seta e rapporti della Cina, come rapporti commerciali concordati, mentre l’Italia indottrinata dagli USA ha raccontato la favola dell’invasione, tagliandosi fuori grosse opportunità commerciali. Gli Iphone sono fatti in Cina e venduti in occidente a un prezzo infinitamente superiore: gli americani sanno cosa vuol dire abbattere il costo del lavoro e i lavoratori costretti in lager.

    il truffaldino sentimento anti-cinese è spiegato bene nel confronto tra Letterman e Trump: Letterman mostra al pubblico le camicie commercializzate da Trump e Made in China. Lo stesso vale con quasi tutte le aziende americane. Anticinesi, dopo aver fatto profitti stratosferici schiavizzando due popolazioni (quella statunitense e quella cinese) La botte piena e moglie ubriaca.

    la Cina rispetta le norme sulla privacy in Europa, ma non accetta una discriminazione e discriminazione commerciale: la grave violenza commessa dagli USA. Il mercato non è libero ma monopolizzato, monopolizzato da un falso moralismo.

    Purtroppo il pensiero europeo oggi non è laico, è diventato nei decenni un fondamentalismo che ha caratteri religiosi, e abituando il naso alla puzza non si accorge più della puzza.

    MB

  2. Concordo al 100% con quanto scritto da MB qui sopra. Io continuo ad essere più preoccupato dall’ingordigia capitalista americana, che sta facendo implodere la società occidentale, che dal Partito Comunista Cinese. Non bisogna credere ciecamente alla storia che ci sventolano i media sotto il naso dell’uomo nero (o rosso, o giallo) di cui aver paura. E poi mettiamoci l’animo in pace, la Cina sorpasserà l’America come superpotenza mondiale. Le riforme introdotte da Xiaoping l’hanno resa competitiva a livello mondiale, mentre il capitalismo estremo sta uccidendo l’occidente, accartocciato sul dio profitto, senza più valori e principi come li avevano i nostri nonni.

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