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PANDEMIA Posts

L’arte moderna del MOMA in una nuova scheda del browser

Da un articolo del magazine del MOMA (mannaggia, non ha il feed RSS, o non l’ho trovato io?, linkato dalla newsletter di Kristoffer, finisco su una magnifica estensione del MOMA, New Tab with Moma e il resto è storia.

Ogni volta che apri una nuova scheda nel browser (Chrome o qualsiasi altro clone; io ti consiglio Iridium), l’estensione ti mostra un’opera del MOMA a tutto schermo, incluso link di approfondimento al sito.

Conosco bene il MOMA, avendolo visitato ogni volta che sono andato a New York, e ci sono varie aritsti che adoro, come Henri Rousseau, che giusto appunto mi è apparso poco fa.

Disclaimer: Se ti piace l’arte, questa estensione potrebbe rallentare il tuo lavoro. Attenzione! Io ti ho avvisato.

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La narrativa dei cambiamenti climatici

Mondadori ha da poco pubblicato un nuovo romanzo svedese dal titolo La foresta brucia sotto i nostri passi di Jens Liljestrand.

Il titolo mi ha incuriosito e avevo intuito bene: si tratta di quello che gli inglesi chiamano cli-fi (climate fiction), ovvero narrativa che ha sullo sfondo il tema dei cambiamenti climatici. Il filone conta ormai numerosi titoli, ma in Italia gli editori/librai non li promuovono convintamente. Un peccato, perché in inglese c’è chi ne parla, li promuove e li recensisce.

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Da Come far saltare un oleodotto, saggio di Andreas Malm sull’urgenza di contrastare le infrastrutture di energia fossili responsabili delle emissioni di gas clima alteranti, ho visto citato Tempo variabile di Jenny Offill, altro titolo appartenente al genere cli-fi.

In un altro post ho visto citato La collina delle farfalle di Barbara Kingsolver, che l’editore italiano giusto incidentalmente associa ai cambiamenti climatici nella sua quarta di copertina.

Insieme c’è anche Il sussurro del mondo di Richard Powers.

Non so da dove cominciare, ma ho voglia di leggerli tutti, in questa calda estate.

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Te l’avevo detto…

Per anni ho inseguito ogni novità approdasse sul web e l’epoca era quella del social web. Per fortuna e per intuito ho finito per iscrivermi e puntare sul successo di Twitter, Facebook, Flickr, Skype, YouTube, Feedly, GoodReads, Evernote ma anche del.icio.us, tumblr, dopplr, friendfeed e altri servizi scomparsi. Venivo a conoscerli appena usciti – Skype dopo una settimana dal lancio, quando non lo conosceva letteralmente nessuno – li usavo e in qualche modo li promuovevo facendoli conoscere. Mi divertivo, avevo un servizio e ne traevo un beneficio anche in quanto divulgatore. Ottimo.

A un certo punto ho cambiato atteggiamento. C’è un nuovo fantastico servizio gratuito che mi risolve un problema? Fantastico, ottimo, ma prima di usarlo e dedicargli ore del mio tempo creando contenuti e trasferendo (a mano) dati personali ho deciso di attendere un po’. Soprattutto se il servizio andava a competere con qualche servizio più potente e affermato. Per un motivo molto semplice: la probabilità che quel servizio sarebbe morto o sarebbe diventato obsoleto per mancanza di risorse era un rischio troppo alto.

Allo stesso modo ho mantenuto un atteggiamento simile sulle nuove funzioni dei servizi che usavo o di nuovi servizi. Penso a Clubhouse, servizio audio di cui si sono innamorati presto diversi tra gli amici che stimo di più. Non potendolo usare, essendo solo per iOS per molto tempo, ho avuto vita facile nell’ignorarlo. Quando è stata rilasciata la versione per Android ho continuato a ignorarlo per un semplice motivo: per convincermi a usare un nuovo servizio, investendo tempo ed energia, devi avermi dimostrato con i fatti che ho bisogno di te. Clubhouse evidentemente non era qualcosa di cui sentivo il bisogno e non avrei scommesso un centesimo di euro sulla sua capacità di affermarsi, nonostante per un certo periodo fosse sulla cresta dell’onda mediatica.

Oggi leggo, notizia di un mese fa, che la barca di Clubhouse affonda. A questo si aggiunge anche un suo parziale competitor, Twitter Spaces, anch’esso in fase di rimessa.

Cosa imparare da questa vicenda? Mai farsi prendere dall’hype per un nuovo servizio, non fosse altro perché dietro ci sono spesso gli stessi venture capital e altri soggetto interessati della Silicon Valley, che manipolano l’opinione pubblica del mondo tech. Non vale la pena dedicare energia e attenzione a fenomeni non consolidati, che hanno un’altra probabilità di fallire. Se in generale è un bene sperimentare, farlo inseguendo la presunta ultima moda è in realtà comodo e in quanto comodo, inutile. La concorrenza di Big Tech ormai è tale che è quasi impossibile che un nuovo soggetto riesca a insinuarsi e a sopravvivere da indipendente. Molto più facile che venga acquisito e il servizio chiuso o che venga clonato e contrastato pesantemente. In ogni caso, in pochi casi ne vale la pena. Se poi si tratta di un tentativo di concorrenza di Big Tech su qualcosa di moda, vedi Facebook o Twitter con le newsletter, be’, meglio essere ancora più prudenti, perché trasferirsi armi e bagagli su queste piattaforme rischia di essere peggio che scommettere su una startup, come la storia recente insegna. Appena la moda scema, i cloni vengono chiusi senza tanta fanfara.

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La cinquina LGBT+ per #KoboProud: 2/ Brevemente risplendiamo sulla terra

Little Dog è un giovane nato negli USA da una madre vietnamita con problemi di integrazione e di salute mentale. La vicenda personale e familiare è raccontata con lirismo e disincanto, alternando il racconto di situazioni ingenuamente comiche ad altre tragicamente drammatiche. Il libro, attraverso la voce del protagonista, comprende osservazioni sulla scrittura e sul potere delle parole – Ocean Vuong è un poeta prima che un romanziere – e commenti spesso caustici sulla società americana.

Il libro racconta l’omosessualità del protagonista con sentimenti vivi e pulsanti. Non mancano inoltre scene di sesso raccontate in modo esplicito e pienamente realistico. Tra gli elementi originali del testo c’è la descrizione di cosa significa essere gay oggi negli Stati Uniti, non dal punto di vista di un maschio bianco, ma di un asiatico americano, due volte appartenente a una minoranza.

Ho scelto questo libro perché è un’opera prima di un autore asiatico americano che racconta in forma di autofiction una storia d’amore e di sofferenza

Perché il linguaggio creativo non può essere un linguaggio rigenerativo? Hai steso tutti con quella poesia, diciamo di solito. Le tue parole sono capaci di uccidere. Hai scritto quel romanzo con il fuoco in corpo. Sto scrivendo un paragrafo martellante, sto massacrando la lingua. Quel corso di scrittura era mio. L’ho chiuso, dopo di me tabula rasa. Li ho schiacciati. Abbiamo asfaltato la concorrenza. Sto facendo a cazzotti con la musa ispiratrice. Lo stato in cui vivono le persone è un campo da battaglia. Il pubblico è un target, un obiettivo. “Buon per te, ragazzo” mi ha detto una volta un uomo a una festa “stai facendo strage con la tua poesia. Li stai facendo tutti secchi.”

“No, signora,” ho fatto notare a quella donna nel mio inglese da certificazione ufficiale. “È mia mamma. Sono uscito dal buco del suo culo e le voglio moltissimo bene. Ho sette anni. L’anno prossimo ne avrò otto. Sto bene. Io me la cavo, e lei? Buon Natale Felice Anno Nuovo.” Quel diluvio di parole coincideva esattamente con l’ottanta percento del linguaggio che possedevo all’epoca e ho tremato di pura gioia mentre le parole mi volavano fuori dal corpo. Come tante madri vietnamite, eri convinta che parlare dei genitali femminili fosse un tabù, soprattutto con i figli maschi, quindi ogni volta che ti riferivi alla mia nascita dicevi che ero uscito fuori dal tuo ano. Mi davi uno schiaffetto giocoso sulla testa ed esclamavi, “Questo testone enorme mi ha quasi lacerato il buco del culo!”

Autore: M

Protagonista: M

Orientamento sessuale: Gay

Nazione: USA

Questo titolo è parte della cinquina di titoli da me selezionati per festeggiare il mese del Pride:

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La cinquina LGBT+ per #KoboProud: 1/ Tempi eccitanti

Tempi eccitanti di Naoise Dolan è uno dei romanzi più freschi e frizzanti che abbia letto negli ultimi anni. Ava è irlandese e si trova a Hong Kong per insegnare inglese a bambini cinesi. Presto si trova a creare relazioni nella comunità degli expat, si trova un fidanzato e va a convivere nel suo appartamento. Un rapporto travagliato, in cui l’amore prende forme diverse da quelle di una relazione romantica ottocentesca. A un certo punto sulla scena appare Eloise e tutto cambia. Ava si innamora di una donna, cosa che non aveva mai creduto possibile. Ava è chiamata quindi a scegliere cosa fare della sua giovane vita.

Un romanzo in cui la bisessualità emerge naturalmente, senza giudizio e senza sensi di colpa. Le relazioni sono vissute con spontaneità, seppur nelle difficoltà del vivere in un società fluida, in cui la precarietà è per molti la regola, soprattutto se giovani e squattrinati.

Ho scelto questo libro perché è un’opera prima, tradotta in tutto il mondo, con dialoghi molto veritieri ed emozioni descritte con un tratto lieve e consapevole. A tratti risulta così vero da sembrare un memoir più che narrativa. A questo si aggiunge un tono autoironico, divertito e divertente, in cui il sorriso accompagna gran parte della lettura.

Voleva sapere se il mio accento era considerato snob, nel posto da cui venivo. Non ho mai incontrato una persona inglese a cui questo non importasse. Non lo chiedono quasi mai direttamente, e neanche lui lo ha fatto, ha solo indagato su che “tipo” di accento dublinese avessi, ma gli inglesi trovavano sempre il modo di trasmettere la propria curiosità al riguardo. Gli ho detto che era un normale accento di Dublino. Mi ha domandato cosa intendessi dire. Non conoscevo abbastanza gli accenti inglesi per fare un paragone.

Tempi eccitanti

Autore: F

Protagonista: F

Orientamento sessuale: Bisex

Nazione: Irlanda

Questo titolo è parte della cinquina di titoli da me selezionati per festeggiare il mese del Pride:

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Pride Book Club: 30 Giugno alle 18:30

Sei invitato a una speciale sessione del book club (gruppo di lettura) dedicato a discutere libri a tematica LGBT+. Lo spunto viene dalla cinquina di titoli scelti per il mese del Pride per Kobo.

Parleremo dei 5 libri – puoi leggerne uno o quelli che vuoi – e di altri libri sugli stessi temi che hai letto in passato, più altri libri che suggerirò per ulteriori letture sul tema. Se vuoi condividere i tuoi libri preferiti o avere qualche suggerimento, questo è il posto giusto.

La partecipazione è libera e l’unica cosa da fare è registrarti per avere il reminder dell’incontro, fissato per Giovedì 30 Giugno alle 18:30 su Zoom.

Registrati per il Pride Book Club

Grazie a Kobo per il sostegno all’iniziativa.

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