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PANDEMIA Posts

Le distorsioni dell’economia digitale: i servizi terzi di consegna a domicilio

Più l’economia digitale diventa di massa, più influenza le nostre abitudini quotidiane, più c’è spazio per distorsioni, che non perseguono né l’interesse di chi le usa, né di quello di chi dovrebbero supportare economicamente. L’ultimo esempio in ordine di tempo è dato dalle app che consentono di ordinare online da un ristorante e ricevere a casa il cibo. Tutto ciò che è comodo e conveniente ha un prezzo da pagare, che qualcuno paga, direttamente o indirettamente. L’utente finale medio guarda alla comodità e non si fa troppe domande, purtroppo.

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Impariamo insieme

Ognuno di noi ha un modo diverso di alimentare la propria sete di conoscenza. C’è chi preferisce leggere libri, chi articoli accademici, chi Twitter, chi video online, chi lezioni MOOC. Oggi ho scoperto che c’è chi usa i podcast e la ricerca su Listen notes per lo stesso scopo. Altri ancora amano un mix di quanto sopra, aggiunto a un confronto con conoscenti appassionati o esperti dello stesso argomento oggetto della conversazione.

Nascosti tra i lettori di Pandemia, tra quelli che seguono di rimbalzo su Twitter, tra quelli che leggono la newsletter o che mi seguono su LinkedIn, sono certo che ci siano persone appassionate a uno o più dei temi che appassionano anche me. Un confronto con te e con alcune di queste persone, ne sono certo, potrebbe attivare percorsi inesplorati e farci accendere reciprocamente delle lampadine.

Perché, mi sono detto, non provare a organizzare una o più conversazioni e proporle a chi è più interessato? L’obiettivo è uno scambio di esperienze, quindi il tutto è per definizione non scalabile: non possiamo vederci in 20, a meno che il tutto prenda la forma di un workshop permanente in più sessioni. Il filtro è dato dal tema, dall’interesse di chi vorrebbe partecipare e del percorso svolto dagli stessi partecipanti e altri fattori su cui non ho ancora riflettuto.

Il punto da cui cominciare è il più semplice: un metatema, come quello di come impariamo, di quali metodi e strumenti utilizziamo. Credo interessi tutti coloro che hanno un lavoro intellettuale che si basa sul leggere, scrivere, ragionare e produrre contenuti che danno vita a nuove idee, per se e per gli altri. Perché funzioni, la conversazione deve essere il più possibile orientata in partenza, pur lasciando liberi i partecipanti di divagare, pur rimanendo in tema. Potrebbe essere utile un momento preparatorio, con uno scambio di materiali prima e dopo, così da arrivare al momento di confronto, sicuri di usare al meglio il tempo dedicato alla conversazione.

I temi a cui sto pensando sono quelli su cui ho scritto più recentemente: personal knowledge management, come ottenere il massimo dalla lettura e come prendere ed elaborare note, scrivere per pensare e per imparare.

Se gli argomenti ti appassionano, se hai già avviato un tuo percorso personale, se ti fa piacere metterlo a confronto con altri lettori, fatti notare e scrivimi una email (info a lucaconti punto it). Ti terrò informato personalmente sugli sviluppi dell’idea. Grazie.

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I miei vicini

I miei vicini non temono niente. Non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso, non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità.

Non leggono, non pagano tasse, non fanno diete, non hanno preferenze, non cambiano idea, non si rifanno il letto, non fumano, non stilano liste, non contano fino a dieci prima di parlare, non si fanno sostituire.

Non sono leccaculo né ambiziosi, rancorosi, carini, meschini, generosi, gelosi, trascurati, puliti, sublimi, divertenti, drogati, spilorci, sorridenti, furbi, violenti, innamorati, brontoloni, ipocriti, dolci, duri, molli, cattivi, bugiardi, ladri, giocatori d’azzardo, coraggiosi, fannulloni, credenti, viziosi, ottimisti.

I miei vicini sono morti.

L’unica differenza che c’è fra loro è il legno della bara: quercia, pino o mogano.

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

Con questo incipit Cambiare l’acqua ai fiori è subito salito in testa alla mia coda di lettura.

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Tamponi e contact tracing

I grafici aiutano a capire. Tomas Pueyo mostra come abbiamo fallito (in italiano) nel non riuscire a fare abbastanza tamponi per molto tempo e l’inefficacia dell’app per il tracciamento dei contatti, a meno che non si cambi il sistema di come funziona, o si usi un sistema a QR code alternativo.

L’Italia è tra i paesi che ha fatto troppi pochi tamponi per troppo tempo.

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Congregation – Low

Un film o una serie tv di qualità si distingue per la capacità di recuperare dal (recente) passato brani musicali passati inosservati (o quasi), per metterli al servizio di una scena. A volte semplicemente del finale e dei credit. Spesso è proprio questo il momento giusto per apprezzare il brano e innamorarsene. Congregation dei Low rientra in questa categoria.

In questo caso si tratta della serie Devs, che consiglierei per la fotografia e la scenografia, oltre alla colonna sonora e al soggetto.

Sulla realizzazione possiamo discuterne, ma il concept in se non è niente male.

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