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Tag: app

BirdNET e riconosci gli uccelli dal canto

https://i2.wp.com/birdnet.cornell.edu/files/2019/03/device-2018-11-10-100121.png?ssl=1

BirdNET è l’app più straordinaria, nella sua semplicità, tra quelle scoperte negli ultimi anni. C’è solo per Android, lo dico subito. Il concetto è semplice: registri il suono d’ambiente con il canto di un uccellino, lo fai analizzare e l’app ti dice che uccello è.

Vivo in città, ma con abbastanza alberi intorno a me da avere uccelli diversi che cantano in orario diversi. Anche alle 5 di mattina in primavera! Ho avuto la conferma di essere circondati da uccelli che conoscevo e da altri che non conoscevo. A tempo perso, questi sono gli uccelli identificati: merlo, rondone, verdone comune, passera d’Italia, tortora dal collare orientale (!). Ultima, poco fa, con un canto che ora riconoscerò senza bisogno dell’app, una capinera.

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Ridurre la dipendenza da Google, un servizio per volta

Non è vero che non si può fare a meno dei servizi dei monopolisti della rete, come è vero che si può vivere senza dipendere dalla grande distribuzione organizzata. Certo, vale il concetto della riduzione nell’uso della plastica: le scelte etiche richiedono una rinuncia alla comodità e spesso anche di pagare un sovrapprezzo. Nel caso della rete il costo compensa il mancato sfruttamento dei dati personali e l’assenza di pubblicità, personalizzata o meno che sia. Nel caso del piccolo commercio, i maggiori costi sono dovuti al mancato sfruttamento dei lavoratori o delle aziende da parte dei pesci più grandi della distribuzione (vedi Il Grande carrello, da poco pubblicato da Laterza).

Venerdì scorso ho migrato i contatti, l’archivio di email e la gestione della mia casella di posta principale: info@lucaconti.it. Via da GSuite, verso Fastmail, sollecitato da Emanuele e Nicola. Il tutto è stato più facile del previsto. … Continua a leggere

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Facebook conosce i tuoi dati sensibili inseriti in app terze

Questa storia delle app che condividono informazioni personali come ovulazione, peso, ciclo mestruale, dati finanziari a Facebook, senza il consenso esplicito da parte dell’utente, è inquietante.

Millions of smartphone users confess their most intimate secrets to apps, including when they want to work on their belly fat or the price of the house they checked out last weekend. Other apps know users’ body weight, blood pressure, menstrual cycles or pregnancy status.

Una ragione in più per venire fuori da F., se ci fosse ancora bisogno di trovare una motivazione…

L’articolo è del Wall Street journal, ma per bypassare il paywall, ho usato Outline.

https://outline.com/ZUGZzzContinua a leggere

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Stoop, l’app per le newsletter

Stoop è diventata subito la mia nuova app preferita. L’uovo di colombo: una app che ti permette di ricevere le tue newsletter preferite (e scoprirne altre) in uno spazio separato dalla tua casella di posta. Diventato refrattario all’uso dell’email, per anni di overdose, Stoop mi riconcilia con le newsletter preferite, che diventano complementari a Feedly per i feed RSS.

Stoop genera una casella che diventa l’indirizzo email dove ti arrivano fisicamente le newsletter che leggi dentro l’app. A me sembra semplicemente geniale.

Stoop

via la newsletter (!) di Ann HandleyContinua a leggere

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La rider economy

But what really put me off working in Peckham was the feeling that I was seeing the future, a future in which people sit alone in tall apartment blocks, eating homogenous food prepared by workers in black boxes scattered through public spaces made ghostly by disuse.

Non ho mai fatto uso di app per la consegna del cibo a domicilio, perché nella mia città il servizio è molto ristretto, ma soprattutto perché non voglio partecipare allo sfruttamento di lavoratori dipendenti trattati come autonomi. Pagati una miseria perché? Perché siamo pigri e non vogliamo fare una telefonata a cui risponde un essere umano e perché non vogliamo fare lo sforzo di andare a prendere il cibo. A proposito di comodità

London Review of Books è un’altra buona fonte che pubblica online alcuni articoli gratis per ogni nuovo numero. C’è sempre qualcosa di interessante da leggere.… Continua a leggere

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Hibye, il social network di prossimità per attività faccia a faccia

Interessante il concept di Hibye, nuova app social pensata per mettere in contatto persone vicine a te con interessi o esigenze comuni. Un modo per unire il virtuale al reale. Hibye sintetizza il modo in cui è possibile attivare o respingere una richiesta di contatto, premendo sul bottone Hi o su quello Bye. Il video a seguire lo racconta in meno di due minuti.

Segue la presentazione che ho ricevuto per email, con i link per il download dell’app:

Hibye è un social davvero rivoluzionario: consente infatti la comunicazione “orizzontale” tra utenti in tempo reale, in tutta sicurezza (l’app è geolocalizzata, posso decidere se essere connesso oppure no, ho la possibilità di bloccare immediatamente eventuali utenti scortesi o indesiderati).

Hibye permette di parlare dal vivo con le persone per risolvere non solo le piccole esigenze della quotidianità (condividere un taxi o un caffè) ma anche sviluppare il proprio

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