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Tag: capitalismo

L’insostenibile leggerezza degli NFT

Credit: Kadir Celep

Si fa tanto parlare di NFT che mi è venuta voglia di dedicargli un post. Lo spunto definitivo viene da un articolo pubblicato da Real Life Magazine, rivista online ricca di spunti originali. Ne ho preso alcuni estratti da commentare insieme.

NFT: l’ultima mania del capitalismo finanziario

NFTs are the perfect expression of art-world-as-financial-bubble. As with all bubbles, the details may be obfuscating, but the basic phenomenon is very simple: The more people who can be brought to agree that some arbitrary object is valuable, the more valuable it becomes. In other words, crypto-currencies like Bitcoin and crypto-related investments like NFTs are a pyramid scheme disguised by the Nolan effect. The “valuelessness” of the object and the absurdity of the markets that appear to trade it only seems obvious in hindsight, as has been the case since the early-capitalist Dutch tulip craze.

Da utente della rete … Continua a leggere

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Sorveglianza sanitaria sì, ma in mani pubbliche

Anche i colossi del Web si stanno muovendo fornendo i dati della mobilità degli utenti per contrastare il Coronavirus, iniziando dalla divisione Data for Good di Facebook.
“Se esiste una divisione che si chiama Data for Good, dati per il bene della società, vuol dire che tutto il resto viene usato con un obbiettivo diverso. Credo che tutti i dati riguardanti i cittadini dovrebbero esser usati sempre per il bene comune e per proteggere gli interessi di tutti. Il bisogno legittimo della raccolta di dati per il fatto che si pensi che lo stato attuale delle cose sia normale, fa parte di quella mentalità chiamata “inevitabilismo” che sta facendo più danni della stessa Silicon Valley. La sorveglianza di massa operata di giganti della tecnologia non è l’unica opzione possibile. Il digitale è un bene straordinario e le istituzioni pubbliche devono riappropriarsene. L’Unione Europea ha fatto un passo in avanti con

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Capitalismo della sorveglianza, not in my name

Il primo effetto della lettura del grande The age of surveillance capitalism, prevedibile per come sono fatto, è il desiderio di smettere di usare qualsiasi servizio di Google e di Facebook, per cominciare, e trovare alternative a tutti gli altri servizi promossi da società che fanno leva sulla raccolta di dati personali degli utenti per fare soldi.

Il libro ha una prima parte molto dettagliata in cui illustra come è nato il capitalismo della sorveglianza, che fa leva sulla raccolta di dati degli utenti, oggi per vendere pubblicità, domani per prevederne e influenzarne il comportamento a fini commerciali e politici. Google è il soggetto che per primo si è fondato su questo principio guida, con tutte le derive antidemocratiche e non etiche che ormai conosciamo bene. Il libro le mette in fila e le analizza una per una, dando una prospettiva diversa a quanto successo negli ultimi 15-20 anni. Come … Continua a leggere

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L’obiettivo di Google, Facebook e Amazon non è cambiare il mondo, ma fare più soldi

Semmai qualcuno credesse ancora all’idealismo dei giganti del tech, questo è un memo per ricordare che l’obiettivo resta uno soltanto, al di là della retorica di facciata:

The working atmosphere at Facebook—where the product one labors on is also where one socializes with colleagues, friends, and family—is designed to enforce fealty to the mission and, like the product itself, to facilitate the goal of absolute togetherness. In January, CNBC ran an article about what it called Facebook’s “‘cult-like’ workplace.” “There’s a real culture of ‘Even if you are f—ing miserable, you need to act like you love this place,’” one former employee, who left in October, told the network. “It is not OK to act like this is not the best place to work.” Some of those who want to have critical discussions have purchased burner phones, so their comments wouldn’t get back to their managers. Most of the

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Sheryl Sandberg, l’untrice del capitalismo della sorveglianza

Surveillance capitalism is no more limited to advertising than mass production was limited to the fabrication of the Ford Model T. It quickly became the default model for capital accumulation in Silicon Valley, embraced by nearly every startup and app. And it was a Google executive – Sheryl Sandberg – who played the role of Typhoid Mary, bringing surveillance capitalism from Google to Facebook, when she signed on as Mark Zuckerberg’s number two in 2008.

Nuova intervista a Shoshana Zuboff per ricordarmi che devo assolutamente far avanzare in priorità il suo tomo sul capitalismo della sorveglianza, quanto di più attuale.

via Sentiers media, newsletter altamente raccomandata… Continua a leggere

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