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Tag: leweb3

Le Web 3, perché non è stato tempo perso

Girando qua e là in cerca di feedback su Le Web 3 mi sono imbattutto in commenti e affermazioni che meritano una replica. Viste da casa, in poltrona, seguendo la diretta live dei lavori e leggendo il live blogging e quanto ne segue nei giorni successivi, le conferenze web appaiono strutturalmente diverse da come sono invece nella realtà. Allo stesso modo le motivazioni che spingono una azienda a spendere 1500 euro + IVA per partecipare ad un evento tale non sono quelle di qualcuno che decide di passare un paio d’ore ad assistere ad una conferenza a qualche chilometro da casa, gratis. Segue un lungo approfondimento sulle dinamiche di tali eventi, per chi vuole andare al di là dell’apparenza.

Il biglietto d’ingresso

Non c’è affatto da scandalizzarsi se una conferenza che raccoglie più di 1000 persone, con speaker e moderatori da tutto il mondo in gran parte facilmente avvicinabili, arrivi … Continua a leggere

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Le Web 3 chiude causa maltempo

Il titolo è volutamente provocatorio ma non sono il solo ad aver sofferto delle cattive condizioni che hanno caratterizzato Le Web 3 quest’anno. Probabilmente oggi è andata meglio, c’erano Marissa Mayer di Google e Robin Good, forse la temperatura si è un po’ alazata grazie al soleggiamento su Parigi, probabile.

Resta il fatto che ieri si è raggiunto uno dei punti minimi delle numerose conferenze internazionali alle quali abbia mai partecipato. Il riscaldamento era praticamente spento – i clienti precedenti della location, essendo un obitorio, non si sono mai lamentati – e questo ha causato il diffondersi di malattie da raffreddamento, una delle quali ha colpito anche il sottoscritto, allettato per 24 ore e con qualche acciacco da curare in Italia, sperando per il meglio.

Sul wifi non funzionante non aggiungo nulla, perché nelle prime file con freddo glaciale offrivano una connessione via cavo che faceva il suo lavoro. Il … Continua a leggere

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Live da Le Web 3

Buongiorno da Parigi. Le Web 3 quinta edizione ha preso il via in una bella location, molto fredda (dove sta il riscaldamento!?!?!?!), ma ricca di umanità da tutto il mondo. Neanche a dirlo, molti dei top blogger europei ed americani sono qui, insieme a vari giornalisti del settore.

L’evento può essere seguito in diretta video. Ripeto qui il segnale, basta premere play. L’evento sarà attivo fino a circa le 18 di oggi e dalle 9 alle 18 di domani.

Cercherò di pubblicare qualche notizia, se ce ne saranno, su Social Media Corner.

Buon divertimento.

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Le Web 3, Blogger for a better world

Blogger for a better world è l’idea con la quale si conclude Le Web 3. Ormai sono rimaste in sala meno di 100 persone e, salvo qualcuno ancora con il portatile acceso, il resto se ne sta andando e un gruppetto sta discutendo animatamente con Loic Le Meur e David Sifry sul tag per Technorati per aggregare i post dei blog che aderiranno a questo nuovo movimento.

Tra questi Lele Dainesi – ha registrato una quantità industriale di podcast che pubblicherà da qui alle prossime settimane – Nicola Matttina, Diego Bianchi, Tiziano Fogliata e pochi altri superstiti.

La finisco qui, visto che gli italiani mi stanno ‘rompendo i maroni’. Diego Bianchi riprende, come ha fatto tutti i due giorni.

Alla prossima, anche se non sappiamo ancora qual’è il tag…..

Questo articolo è stato reso possibile da:

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Le Web 3, La censura in Cina? Non è un diritto primario

Appunti presi nel panel dedicato alla Cina. Un sacco di spunti di discussione interessanti. Soprattutto colpisce il modo in cui un imprenditore cinese del web, molto introdotto nel business internazionale, possa giustificare la mancanza di diritti civili in Cina.

Bo Y. Shao: In Cina il sistema di messaggistica principali ha 30 milioni di utenti sempre connessi.
Internet può cambiare come la Cina evolve. La Cina è meno comunista della Francia. Se un blog acquisisce decine di migliaia di visitatori e parla di Tienammen, viene chiuso, altrimenti no. La stabilità è incredibilmente importante. I bisogno primari sono cibo, acqua pulita, non la libertà di pensiero. (In Francia, dice Loic, la libertà sta al primo posto)

Pierre Haski, giornalista francese: il mio blog, da corrispondente in Francia fu bloccato perché parlai di Taiwan. La Cina dieci anni fa poteva fare come la Corea del Nord e invece ha fatto il contrario. Oggi

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