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Tag: Linkedin

Tendenze del mercato USA della pubblicità

Se gli Stati uniti fanno tendenza, gli editori italiani dovrebbero tremare. Nonostante i numeri già imponenti, il digitale supererà il 50% degli investimenti pubblicitari nel 2019.

Nel digitale tiene il duopolio Google F. , emerge prepotente Amazon e calano Microsoft (+LinkedIn) e Verizon media (AOL + yahoo). Chi perde negli altri mezzi? Stampa a – 18%.

https://www.emarketer.com/content/us-digital-ad-spending-will-surpass-traditional-in-2019Continua a leggere

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I miei social network – Ed. 2019

Nel fare pulizia nell’archivio di questo blog, mi imbatto in un innocente post con i miei social network, edizione 2017. Oltre alla tenerezza di vedere che all’epoca consideravo Skype un social network, degli altri 10 che usavo, oggi ne restano vivi 5: LinkedIn, Last.fm, Twitter, Couchsurfing e Flickr.

Se dovessi scrivere lo stesso post oggi, cosa considerei?

Twitter: resta attivo, ma in modo molto marginale rispetto al passato. Non lo consulto più per informarmi, se non saltuariamente. Non pubblico più contenuti originali, se non per rispondere a qualche commento. Twitter non mi dà più le soddisfazioni di un tempo perché la conversazione langue. Se non parli di politica o di temi frivoli o di televisione, la tua visibilità è bassissima. Dei 51.000 follower che mantengo, quelli attivi sono una esigua minoranza. Un tweet raramente arriva a 1.000 visualizzazione e quelli che cliccano i link proposti sono un mero … Continua a leggere

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LinkedIn getta la spugna e si vende a Microsoft

Microsoft ha annunciato oggi che entro l’anno completerà l’acquisizione di LinkedIn, pagandola in contanti 196 $ ad azione, per un controvalore di 26,2 miliardi di dollari (23,3 miliardi € al cambio di oggi).  Un bel premio rispetto ai 131 $ della chiusura di venerdì (+49,6%), ma il 5% in meno di quello che valeva LinkedIn soltanto a inizio febbraio scorso e il 23% in meno di quanto il mercato valutasse LinkedIn nel novembre 2015.

linkedin microsoft

Una sconfitta per LinkedIn

Il 5 febbraio 2016, dopo la presentazione della trimestrale di LinkedIn, scrissi un post dal titolo “La fine di Twitter e di LinkedIn così come li conosciamo“. Nel post scrivevo:

Quando il titolo va male e la società è vista in declino per lungo tempo, arrivano gli avvoltoi, che chiedono a chi gestisce la società di venderla al miglior offerente, per spuntare qualche soldo in più per un

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La fine di Twitter e di LinkedIn, così come li conosciamo

Da tempi non sospetti sostengo che Twitter e LinkedIn, se non saranno capaci di mantenere le promesse fatte agli azionisti al mpmento della quotazione, diverranno prede di altre società internet con le spalle più larghe.

Il meccanismo alla base del tutto è semplice. Quando una società ad alto tasso di crescita si quota, gli investitori le danno un valore elevato, non basato sui ricavi e sui profitti attuali, ma scommettendo sulla crescita degli utenti e dei ricavi (e utili) futuri per utente. Facebook si è quotato con il mercato che ha subito inglobato il valore presunto della società nei successivi tre anni. Dopo un anno, con l’avvento del mobile, il titolo è crollato per le difficoltà della transizione che non era ben vista. Oggi Facebook capitalizza ben oltre il valore della quotazione e ha superato 320 miliardi di dollari perché ha dimostrato di essere stata capace di crescere gli utenti … Continua a leggere

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Facebook è il leader incontrastato e il resto è noia

Stimolato dalla presentazione di Lelio Simi e Giampiero Riva, sono finito su un articolo che commenta una elaborazione di dati Audiweb relativi ai navigatori dei principali attori del social web. L’immagine di cui sotto vuole fare notizia, ma non rivela la verità di cosa bolle nella pentola del social web italiano: Facebook domina e il resto è noia.

Sì, non è una novità che Facebook sia il dominatore incontrastato del social web, ma quanto dominatore? Prendi la tabellina excel dello stesso articolo e il divario è notevole ma non spaventoso: Facebook ha 23 milioni di utenti, in calo, Google+ circa la metà, Twitter più di un terzo e il resto segue. Dalla tabellina che ho riportato qui, sembra invece che Instagram stia recuperando, con il suo bel +61% di tempo passato sul sito, confrontando però mele con pere, gennaio 2014 con luglio 2014: i mesi si dovrebbero confrontare … Continua a leggere

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