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PANDEMIA Posts

La crescita dello streaming nel tempo della televisione

L’immagine è estratta dalla lettera trimestrale agli azionisti di Netflix (PDF) per commentare i dati dell’ultimo trimestre 2022.

Il colore grigio scuro è la quota di tempo passata a vedere la televisione attraverso lo streaming online. Il rosso, riportato anche con un numero percentuale, è la quota generale di Netflix.

Chissà, a questo punto, quale sarà la quota dello streaming e di Netflix in Italia? Immagino più vicina al Brasile/Messico che a US/UK. Chi trova qualche dato, batta un colpo.

Tra l’altro di streaming si occupa anche The Economist con la storia di copertina sul futuro di Disney, a cavallo del centenario. Da leggere.

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Psicofarmaci anche ai cani

L’articolo apparso sul Financial Times di oggi sembra non essere online, quindi lo copio qui sopra in formato immagine.

Una storia di amicizia col proprio cane. Niente di veramente straordinario per me, se non fosse per un paragrafo, in cui l’autore scrive di somministrare al suo cane ribelle e problematico dei farmaci per l’umore. Sì, psicofarmaci per un cane. Il fatto che l’autore viva negli USA e che consideri normale una cosa del genere – del resto sono farmaci autorizzati, prescritti e venduti – fa pensare.

Cosa non si è disposti a fare per il proprio animale domestico! In che stato alleviamo e cresciamo i nostri animali domestici per dovergli somministrare dei farmaci, perfino per l’umore.

Quando abbiamo superato la soglia della decenza? A mio avviso molto tempo fa.

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Sai che l’alcol è associato al rischio di cancro?

Ho intercettato un articolo/video della televisione canadese CBC sul tema dell’etichetta per l’alcol in relazione al rischio di cancro. Il dibattito è in corso e se ne parla in televisione.

L’articolo con il video:

https://www.cbc.ca/news/health/alcohol-cancer-risk-warning-1.6715769

Il video in 10 minuti riassume la questione e il dibattito. Non sapevo che lo studio della ricerca disponibile oggi ha portato a indicare in 2 dosi di alcol a settimana come la soglia minima che fa scattare un aumento del rischio di cancro. La vecchia linea guida di 15 dosi a settimana per gli uomini e 10 a settimana per le donne non è più validata. Come non è più validato il concetto che un consumo limitato di vino rosso possa essere protettivo verso il cuore. Se questo è lo stato della ricerca internazionale, abbiamo un problema serio perché i nostri nutrizionisti e medici sono ancora fermi alle ricerche meno recenti e continuano a dare un falso senso di sicurezza sul consumo di alcol, ovviamente ben voluto dall’industria.

Facendo qualche veloce ricerca, sembra che in Italia il dibattito non sia ancora veramente partito e che in Europa il primo paese a fare da apripista è l’Irlanda. In realtà, come si vede dall’articolo, varie categorie hanno cominciato a combattere anche solo l’idea di mettere una etichetta perché ovviamente ciò comporterebbe una scelta consapevole del consumatore che finirebbe per ridurre il consumo di vino, birra e altri alcolici.

Da parte mia ho già ridotto il minimo consumo di alcol che avevo, notando che bere contribuisce a peggiorare il mio sonno e l’energia della mia giornata successiva. Posso tranquillamente fare a meno di bere, senza considerare di rinunciare a qualcosa, soprattutto se quel qualcosa fa male.

Di fatto l’etichetta è favorire una scelta consapevole, informare e non proibire. Un’industria non in mala fede dovrebbe avere a cuore i propri clienti, ma purtroppo non è così.

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Felicità nel 2023

Il primo numero dell’anno ha la storia di copertina dedicata alla felicità, argomento sempre in gran voga, ormai da anni.

La versione online è raccolta in uno speciale composto di vari articoli.

https://time.com/collection/happiness-revival-guide/

Uno di questi sfata 6 falsi miti sulla felicità. Niente di nuovo per chi è un minimo consapevole e si fa qualche domanda. Non ti sorprenderà che comprare non fa la felicità. Giusto perché un ripassino è sempre utile, per la prossima volta in cui sarai tentato di sostituire qualcosa che ancora funziona benissimo e che la spinta sociale o la televisione ti inviteranno a comprare qualcosa di cui non hai veramente bisogno:

But exactly how we spend our money can also impact happiness, says Michael Norton, a professor at Harvard Business School and co-author of the book Happy Money. Research suggests that buying stuff—designer clothing, shiny new cars, the latest gadgets—doesn’t make us happy. Rather, as people become more materialistic, their well-being plummets.

People who spend money on experiences instead of material things, however, tend to enjoy greater happiness. That’s likely because fun activities facilitate social connection and can be appreciated for what they are, not compared to someone else’s experiences (which isn’t the case with consumer goods). Experiences don’t need to be big vacations, either: “Going out for lunch with a friend instead of buying yourself some [trivial] thing” counts too, Norton says.

Spending money on others rather than on yourself can also improve happiness, Norton’s research indicates. “Giving really does pay off more than spending on yourself,” he says. “And it’s not like you have to do a billion-dollar foundation.” Only have $5 to give? “That day is going to be a happier day.”

Cosa non ti fa felice
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Quale genere?

La nostra cultura sta cambiando ma scommetto che non ti è mai capitato o ti è capitato molto raramente di vederti offerta la possibilità di classificarti con un genere diverso da maschio o femmina, vero? Sì, esiste la possibilità di includere altri generi, perché non tutti si riconoscono banalmente in maschio o femmina.

Chi raccoglie dati online, almeno nel mondo anglosassone, ha cominciato a tenerne conto, con interpretazioni molto diverse tra loro, come traccia questo sito:

https://genders.wtf/

Alcuni esempi? Alcuni hanno un risvolto comico.

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Parole e fraintendimento

Alzi la mano a chi non è mai capitato di essere mal interpretato in una conversazione in chat.

Spesso mi/ci capita di fraintendere ciò che ci viene scritto, per lo stato d’animo che abbiamo in quel momento o per altre varie interferenze. L’equivoco è dietro l’angolo.

Cosa fare? Cercare di applicare il principio della buona fede, per esempio. O fare come in questa poesia.

via

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