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PANDEMIA Posts

La politica internazionale in primo piano oggi, in una mappa mentale

Il prezzo del metano è nelle nostre conversazioni quotidiane. Meno la possibile guerra tra Russia e Ucraina, interesse di chi segue la politica estera e pochi altri. Il tema dell’inflazione già ci interessa di più. Omicron ci interessa, ma quanti si preoccupano di Omicron in Cina?

Tutto questo e le relazioni tra tutti questi elementi sono sintetizzati in maniera molto intelligente e comprensibile da Adam Tooze nella sua newsletter. Mi è venuta voglia di abbonarmi, se non fosse che il tempo per seguire la geopolitica non è per me prioritario, per quanto il tema mi sia sempre interessato. Per ora resisto.

Adam Tooze mi ha fatto scaricare The Nature of Money, consigliato nella sua ultima newsletter, scoperta poi per merito di The Crypto Syllabus.

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Ventuno Gennaio

3 anni fa

Un grafico e un link sull’Italia senza carbone. Periodo in cui usavo il blog come Twitter.

Niente altro da segnalare, probabilmente perché con gli anni ho cancellato vari post diventati inutili. Amen.


Il contatore segna 3278 post pubblicati, che con questo diventeranno 3279.

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Venti Gennaio

6 post in 6 anni, dal 2003 al 2019.

19 anni fa

Il WWF (US) operava già nel product placement.

16 anni fa

Leggevo i giornali e stavo per cominciare a scriverci, da qui l’entusiasmo per un nuovo blog del Sole 24 Ore. Ora non leggo quasi più niente scritto sui giornali, se non per il COVID-19. Men che meno blog.

15 anni fa

Scrivevo dal RomeCamp. Una delle prime occasioni di networking e formazione informale. Bei tempi, andati.

12 anni fa

Fine del rapporto di lavoro con il mio cliente internazionale più stimolante della mia carriera. Grazie a quella esperienza ancora oggi posso permettermi di lavorare meno per i soldi che ho saputo risparmiare. Posso dire che ho fatto scelte oculate?

10 anni

Che snob i geek. Per fortuna, ma dovrei dire per scelta consapevole, ho smesso di frequentare, anche saltuariamente, il 99% della gente che seguivo online (e per eventi) allora. Ne sento la mancanza? Neanche un po’.

5 anni fa

La verità sullo smartphone. Tra alti e bassi, salvo stati d’animo temporanei che mi annebbiano la mente, posso dire di farne un uso molto parco. Non è così per la stragrande maggioranza delle persone che conosco, né per l’uomo della strada che incontro occasionalmente al cinema. Ahinoi anche per gente adulta e matura, che è completamente assuefatta tanto da non riuscire a stare senza neanche durante la visione di un film di un’ora e mezza. Anzi, se glielo fai notare si arrabbiano e a volte ti insultano pure.

3 anni fa

Leggevo un libro già datato sul mondo internet che ben evidenziava e condannava la retorica del lavoro e della startup, a cui sacrificare la propria vita, prima di qualsiasi altra cosa. Per scelta consapevole mi sono progressivamente allontanato da quel mondo e da quelle persone. Non le cerco e non ne sento la mancanza, anzi. Meno esempi negativi con cui confrontarmi.

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Diaciannove Gennaio

9 post (2 cancellati) in 5 anni.

18 anni fa

Leggevo Repubblica e Gianni Clerici. Altri tempi.

12 anni fa

Raccontavo entusiasta l’esperienza del Kindle in vacanza all’estero. Dopo il computer portatile è certamente il mio dispositivo preferito, di gran lunga superiore allo smartphone.

7 anni fa

Un sito per cancellare i tuoi profili online.

3 anni fa

5G, niente di urgente. Verissimo.

Rider economy, che nel frattempo è arrivata anche qui da me.

L’ultima ragazza. Libro iniziato e messo da parte, anche se la storia è toccante. Vedere il film è stato sufficiente. La vita è breve. Ogni tanto, ancora oggi, vedo un film e scopro poi che è tratto da un libro e mi viene voglia di leggerlo: difficilmente riesco. Diverso è se lo so prima: nel 2021 ho letto L’evento e Il potere del cane, prima di vedere i rispettivi film, perché me ne sono reso conto prima. Ne vale sempre la pena. Il libro è al 99% sempre più profondo del film che ne viene tratto.


Ormai questo esercizio mi diverte al punto da essere diventato parte della mia routine del mattino. Non posso cominciare la giornata se non l’ho completato.

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Diciotto Gennaio

17 post in 5 anni.

17 anni fa

Mi lamentavo con Trenitalia. Allora ero un pendolare e non avevo ancora aperto lucaconti.it.

16 anni fa

Anticipavo tutti e prevedevo Casaleggio in politica.

11 anni fa

Segnalavo il programma di un evento nel quale avrei poi conosciuto Mark Zuckerberg.

Discettavo anche di prestito digitale di libri. Gli editori sono stati capaci di frenare l’innovazione della lettura digitale. Complici lettori disattenti e poco lettori.

5 anni fa

Informazione breve e sempre più visuale.

3 anni fa

Fiorire di post brevi, come tweet. In quel periodo, a ripensarci, provavo a usare il blog come microblog, per disintossicarmi da Twitter. Il risultato? Tanti contributi brevi pressoché inutili.

Segnalavo il libro chiave sul capitalismo della sorveglianza che poi sono riuscito a leggere, in inglese!

Promo per Letterboxd.

Il cancro come un dono.

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Diciassette Gennaio

11 post in 7 anni, oggi

16 anni fa

Scoprivo il videoblog di Matteo Renzi, che già era avanti sulla comunicazione politica.

13 anni fa

Lancio della nuova versione di Tumblr, nel frattempo caduta in disgrazia. Se l’è comprata WordPress, ma ha perso lo smalto tanto tempo fa.

11 anni fa

Intervistato su Repubblica da Vera Schiavazzi sul male dell’essere sempre online. Giornalista ahime scomparsa qualche anno fa.

10 anni fa

Andavo al Guggenheim di New York a vedere una bellissima retrospettiva su Maurizio Cattelan e segnalavo il progetto di cura di contenuti su Storify ad opera del museo. Peccato che Storify nel frattempo abbia chiuso i battenti e i link non portino più da nessuna parte. Cancello il post. Semmai ci fosse bisogno di ricordarlo, investendo su piattaforme terze, social, non abbiamo alcun controllo sulla memoria di ciò che pubblichiamo. Il tutto non sarà tramandato ai posteri, se non in minima parte grazie a progetti come Archive.org. Ormai viviamo per l’effimero e neanche ci turba: aborro l’idea di produrre contenuti che spariscono dopo 24 ore o di inseguire l’attenzione del pubblico solo o soltanto con questo formato, perché è quello che funziona meglio, generando un comportamento compulsivo di controllo continuo. Ho fatto bene a lasciare il circo del social media marketing. A vederlo oggi da fuori mi sembra qualcosa di assurdo. Felice della mia scelta.

3 anni fa

Lettere ed email.

Siamo persone complesse, cosa che i profili social non fanno che banalizzare e semplificare.

Addio Pintereset, addio Tumblr. Cancellavo i profili e i contenuti relativi. Senza rimpianto. Inutile avere presenze digitali abbandonate. Scelta che rifarei mille volte. Quanto mi fanno pena i profili o, peggio, i blog e i siti personali abbandonati.

Sostenibilità e relazioni.

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