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Rapporto Italia sulla lettura – Istat 2017: un pianto

Gli italiani che hanno letto almeno un libro in un anno, non scolastico o professionale, sono il 41%. La percentuale nei maschi scende al 34,5%. Nella fascia maschi 35-44 anni scende al 33,3%! In Sicilia si scende addirittura al 25%. Circa la metà dei lettori legge meno di 3 libri l’anno. Chi legge almeno un libro al mese è il 12,7% degli italiani. Con 109 libri all’attivo quest’anno, direi di essere assolutamente fuori scala.

Triste inoltre notare come nel 2017 solo il 38% dei libri pubblicati ha una versione digitale. Nel 2017! Poi qualcuno si chiede ancora perché l’ebook non è mai decollato? Perché gli editori lo hanno sempre boicottato, per paura di Amazon, e perché i lettori italiani sono deboli: se leggi 1-3 libri l’anno, che ti compri a fare un ebook reader? Anche perché poi i lettori forti, in gran numero, sono conservatori e amano la carta. Peggio per loro.

Peggio per noi, come sistema Italia, che non ci sia alcun incentivo a promuovere la lettura o se qualche incentivo c’è, è poca cosa rispetto alle risorse che sarebbe necessario investire. Neanche a dirlo, le regioni dove si legge di più sono le più benestanti. Ci sarà una correlazione?

Non è un bel modo di chiudere l’anno, ma se ti vuoi fare una idea autonomamente, ecco il rapporto ISTAT sulla lettura 2017.

Buona lettura!

via Il Libraio

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Media & Social media

Social media trend 2017: Twitter è un covo di influencer

digital trends 2017

Per i trend 2017 relativi ai social media consiglio la lettura degli Ogilvy Trends 2017. Il marchio è una garanzia, ma ciò che apprezzo di più è la serietà. La presentazione comincia con la verifica del trend 2016 e continua con riflessioni intelligenti e suggerimenti di azione. Tra i trend analizzati ne prendo due e li commento.

Trend 2017: Video first world

Ai miei clienti lo dico già da tempo. La produzione di video va incrementata, su tutte le piattaforme. Ogilvy dice qualcosa di simile, quando afferma che il video dovrebbe essere il pilastro centrale di qualsiasi strategia di content marketing e di web marketing, soprattutto sul social web. Ai miei studenti a Milano-Bicocca ho fatto un ragionamento simile, a partire da Facebook. Ciò vale ancor di più nel 2017, quando avremo Facebook, YouTube, Instagram e Twitter con una funzione di produzione di video in diretta (live streaming), a cui si aggiunge Snapchat con il video in verticale.

Twitter e il covo di influencer

Twitter resta la piattaforma social, fuori da questo blog, dove sono più attivo e produco più contenuti. Ogilvy traccia una previsione sul futuro di questa piattaforma. Il vero valore sono gli utenti connessi e in particolare gli influencer attivi. Il consiglio alle aziende è di allearsi con questi per amplificare il messaggio, oggi che costruirsi un pubblico partendo da zero è diventato più difficile e costoso. Un ragionamento direi logico, oltre che intelligente, anche se nel dirlo riconosco il mio conflitto di interesse.

Sotto la slide con il suggerimento di Ogilvy: riconsiderare la strategia verso i propri influencer.

influencer strategy

Ogilvy Digital Trends 2017

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Web & Tech

Trend 2017, tra intelligenza artificiale, bot e fragilità digitale

Trend 2017

Intelligenza artificiale, droni, wearable, realtà mista, aziende agricole intelligenti, bot, la paura di essere offline, bot, biointerfacce, reddito di cittadinanza, consolidamento dei media, riconoscimento facciale, fragilità digitale. Questi sono solo alcuni dei trend 2017 classificati, ordinati e commentati dal Future Today Institute. Una ottima lettura per la fine dell’anno e per cominciare il 2017 con alcuni buoni propositi su temi da seguire e approfondire o su cui studiare azioni per il business.

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Amazon Fashion, l’abbigliamento firmato Amazon in arrivo nel 2017

I bene informati, che deducono i prossimi passi delle grandi aziende scovando gli annunci di lavoro per posizioni con competenze specifiche, hanno scoperto che Amazon si sta attrezzando per aprire un suo marchio di moda. Perché lasciare a Zara e compagnia i grandi margini dell’abbigliamento, in cui prodotti a costi ridicoli vengono venduti a moltiplicatori che dovrebbero far vergognare chi li vende? La moda è un settore molto competitivo, ma Amazon ha dimostrato di imparare dall’analisi dei dati raccolti dai milioni di articoli venduti sulla propria piattaforma.

Amazon Fashion dal 2017