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Categoria: Vivi meglio

App, servizi, consigli e pratiche per vivere meglio con il digitale

I miei vicini

I miei vicini non temono niente. Non hanno preoccupazioni, non si innamorano, non si mangiano le unghie, non credono al caso, non fanno promesse né rumore, non hanno l’assistenza sanitaria, non piangono, non cercano le chiavi né gli occhiali né il telecomando né i figli né la felicità.

Non leggono, non pagano tasse, non fanno diete, non hanno preferenze, non cambiano idea, non si rifanno il letto, non fumano, non stilano liste, non contano fino a dieci prima di parlare, non si fanno sostituire.

Non sono leccaculo né ambiziosi, rancorosi, carini, meschini, generosi, gelosi, trascurati, puliti, sublimi, divertenti, drogati, spilorci, sorridenti, furbi, violenti, innamorati, brontoloni, ipocriti, dolci, duri, molli, cattivi, bugiardi, ladri, giocatori d’azzardo, coraggiosi, fannulloni, credenti, viziosi, ottimisti.

I miei vicini sono morti.

L’unica differenza che c’è fra loro è il legno della bara: quercia, pino o mogano.

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

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Otto regole per vivere bene

The School of life è il mio punto di riferimento per l’autoanalisi. Gli spunti che trovi, in formati diversi, molti di questi di libero accesso (YouTube, blog), sono sempre molto azzeccati e utili. Soprattutto quando non ti senti al massimo della condizione mentale.… Continua a leggere

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COVID-19: quando cercare aiuto

Una infografica vale più di mille parole. Probabilmente non ho cercato bene, ma in italiano non ho visto alcuna infografica così semplice ed efficace su quando cercare aiuto rispetto al COVID-19.… Continua a leggere

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Diecimila morti fanno cinque volte il pubblico di un grande cinematografo

Ascoltavo l’audiolibro de La Peste di Albert Camus e mi ha colpito questo passaggio:

Cercava di radunarsi in mente quello che sapeva della malattia. Delle cifre gli ondeggiavano nella memoria, e si diceva che la trentina di grandi pestilenze conosciute dalla storia aveva fatto quasi cento milioni di morti. Ma che cosa sono cento milioni di morti? Quando si fa la guerra, appena appena si sa che cosa sia un morto. E siccome un uomo morto non ha peso che quando lo si è veduto, cento milioni di cadaveri sparsi traverso la storia non sono che una nebbia nella fantasia. Il dottore ricordava la peste di Costantinopoli che, secondo Procopio, aveva fatto diecimila vittime in un giorno. Diecimila morti fanno cinque volte il pubblico di un grande cinematografo. Ecco, bisognerebbe far questo: radunare le persone all’uscita di cinque cinematografi, condurle in una piazza della città e farle morire in mucchio

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Mangiare al ristorante in coppia

Per quale motivo le persone in coppia venivano messe una di fronte all’altra, adibite in un tête-à-tête perenne, come se fosse scontato volere sempre quel tipo di comunicazione frontale, a lume di candela anche a ferragosto? Nessuno aveva mai abbastanza fegato da intimare al cameriere: “Scusi, mangiamo insieme al ristorante da trent’anni, non abbiamo più niente da dirci, non ci sopportiamo più, ci potrebbe mettere al tavolo con altri?”

Gli estivi di Luca Ricci

Luca Ricci torna, dopo Gli autunnali, con un libro altrettanto provocante e caustico: Gli estivi. Io ti ho avvertito.… Continua a leggere

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