Categorie
Varie

L’impreparazione italiana al Coronavirus

L’impreparazione italiana per affrontare una pandemia emerge anche da uno studio dello scorso ottobre realizzato dal Center for Health Security della John Hopkins University, in collaborazione con The Economist. L’Italia è collocata solo al 31° posto, con un punteggio globale di 56.2 su una scala di 100. La posizione scende ulteriormente nelle prestazioni per la risposta rapida e le politiche di mitigazione di un’epidemia. Particolarmente critica è stata giudicata la “Comunicazione con gli operatori sanitari durante un’emergenza”. Nonostante sia stato creata creata la Cross (Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario), non sembra previsto un sistema specifico di comunicazione tra il personale sanitario. Il nostro Paese ha ricevuto uno zero per l’indicatore “Risposta operativa alle emergenze”: «Il centro operativo primario per le emergenze in Italia – si legge nel report – non è indirizzato alle pandemie». Secondo lo studio il Dipartimento della Protezione civile non avrebbe una preparazione specifica

La Stampa

La Stampa, documenti alla mano, racconta come l’Italia si sia trovata impreparata alla nuova pandemia, nonostante le raccomandazioni dell’OMS. Non è un problrma di questo governo, ma dei governi degli ultimi 10 anni (o forse 14). Il fatto che altri paesi siano stati colti impreparati non ci solleva per nulla.

Categorie
Varie

La Francia conta soltanto i morti in ospedale, da Coronavirus

In Francia i dati giornalieri sull’infezione da Coronavirus vengono diffusi alle 19,15 dal Prof. Salomon. Questa settimana si è lasciato sfuggire che i morti sono in ospedale e non totali…

It was therefore disturbing to note that earlier this week, Prof Salomon’s reference to ‘total number of deaths in France’ suddenly changed to ‘total number of deaths in hospitals’. 

An owl-eared journalist picked this up in the questions. He asked about the deaths in old peoples’ homes, retirement homes, nursing homes and individual homes. Prof. Salomon, utterly imperturbed, carefully explained that France only recorded deaths in hospitals because it was too complicated to record the others scientifically. Those deaths would eventually be integrated to the official statistics at a later date by the national statistical agency. He admitted, however, that hospital deaths ‘only represent a small part of deaths’. And he added that the ‘two principal places of death are the hospital and nursing homes.’

Categorie
Varie

Il piacere dell’abbandonare i libri che non piacciono

Dalla lettura di Come un romanzo, di Daniel Pennac, la mia vita di lettore è cambiata. Ho capito che leggere deve sempre essere un piacere, altrimenti ti passa la voglia. Ho capito che abbandonare un libro che non piace è un diritto e non c’è niente di sbagliato nel farlo.

Nelle ultime settimane ho ripreso ad applicare questo diritto di lettore, in maniera più estrema rispetto al passato. Ho abbandonato più libri di quanti ne abbia finiti, nell’ultimo mese, ma è stato fantastico. Fantastico perché ho letto tanto, senza contare quanti libri letti o quante pagine lette, e tra i libri apprezzati ho trovare delle perle poco note al grande pubblico, come Io odio Internet di Kolbek. Capolavoro, che dovresti leggere anche solo perché usi internet nel 2019. Fidati.

Ho capito se, letto il 10-30% di un libro, non c’è empatia verso i personaggi (gli inglesi usano l’espressione investment) è inutile continuare ed è meglio cambiare libro. Altrimenti finirai per trascinartelo contro voglia e leggerai meno. Considerando che leggere un romanzo non è compito di scuola (e anche se lo fosse, sarebbe sbagliato costringere a leggere qualcosa), meglio passare ad altro. Tra gli abbandonati senza rimpianti ci sono stati:

  • Cari mora di Thomas Harris: sono un grande fan del primo Harris, prima che il successo di Hannibal gli desse alla testa. Il nuovo libro è assolutamente perdibile. Abbandonato dopo un terzo, perché se non ti sei già appassionato ai personaggi, non ti appassioni più e perché continuare quindi?
  • Il nipote di Wittgenstein e Camminare di Thomas Bernhard: seppur siano libri brevi, li considero illeggibili. Probabile prenda anche gli altri di Bernhard e li metta tutti come letti. In entrambi lo stile è ripetitivo a dir poco.Se questa è la cifra che rende originale Bernhard, per me lo rende illeggibile. Giocare con le parole, per ripetere lo stesso concetto, negando la stessa frase o usando un tempo diverso, diventa masturbatorio. Senza offesa per quelli a cui piace.
  • Chi manda le onde di Fabio Genovesi: lo avevo già abbandonato una volta, ma l’ho voluto riprendere in mano dopo che due cari amici me lo hanno caldeggiato come uno dei loro preferiti di sempre. Con un’amica l’ho sintetizzato come “riso amare sulle tristezze italiche”. Se questo sport ti diverte, il libro ti piacerà un sacco. Non essendo il mio sport preferito, anzi, al 16% ho deciso di mollarlo. C’è da dire anche che la storia di una mamma e di una figlia non è esattamente la storia con cui io posso sviluppare più facilmente empatia. Ci sta. Genovesi poi usa uno stile brillante per raccontare il quotidiano, per sdrammatizzare temi seri. A me non sembra né impegnato, né divertente, ma sono io.
  • Turista per caso di Anne Tyler: mi ricordavo di aver visto il film, un secolo fa, e avevo sentito parlare bene del libro. Sono arrivato a un quarto e, mancando empatia nel personaggio (difficile da amare), ho deciso che non avevo voglia di continuare. Ho altri 6000 libri da leggere e 300 prioritari già selezionati. Posso divertirmi con altro.

Proprio perché ho abbandonato tutti questi romanzi, con ancor più soddisfazione ho apprezzato altri due libri, letti negli scorsi due weekend: Sunburn di Laura Lippman e Persone normali di Sally Rooney. Due libri letti entrambi in due giorni ognuno.

Torno a leggere e a vedere se trovo il libro giusto per questo weekend. Ne ho cominciati altri due, ma ho l’impressione che siano da abbandonare…

Buona lettura e… buon abbandono.

P.S.

Abbandonare un libro, quando se ne leggono pochi e ognuno è stato acquistato, magari a prezzo pieno, tira un po’, lo capisco. Il senso di “l’ho comprato e ora lo devo leggere” è comprensibile, ma dannoso. Torniamo al concetto di dovere contro piacere. Per far venire meno questo fenomeno, la soluzione è la bibblioteca. Ne prendi in prestito due o tre che ti ispirano e abbandoni quello che non ti piace, continuando a leggere, senza sensi di colpa.

Categorie
Varie

Raccontare il cambiamento climatico

Recensione e critica di due libri che, ognuno a modo suo, cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del cambiamento climatico.

https://newrepublic.com/article/153505/case-climate-alarmism-nathaniel-rich-david-wallace-wells-review

Categorie
Varie

Il (non)senso della vita

Riflessione di Woody Allen sul senso della vita, citato in Standpoints da Svend Brinkmann:

I firmly believe – and I don’t say this as a criticism – that life is meaningless. I’m not saying that one should opt to kill oneself. But the truth of the matter is, when you think of it, every 100 years, there’s a big flush, and everybody in the world is gone. And there’s a new group of people. And that gets flushed, and there’s a new group of people. And this goes on and on interminably – and I don’t want to upset you – toward no particular end, no rhyme or reason. And the universe, as you know from the best of physicists, is coming apart, and eventually there will be nothing, absolutely nothing. All the great works of Shakespeare, and Beethoven, and Da Vinci, all that will be gone. Now, not for a long time, but shorter than you think, really, because the Sun is going to burn out much earlier than the universe vanishes

Categorie
Varie

Disco vegetariano invece di burger vegetariano?

Dopo il bando del nome latte per le bevande vegetali, il prossimo obiettivo del Parlamento europeo sembra bloccare il Burger vegetariano. Non c’è bisogno di commentare.

In a move that some MEPs suspect bears the fingerprints of the meat industry, the parliament’s agriculture committee this week approved a ban on producers of vegetarian food using nomenclature usually deployed to describe meat.

The protected designations would include steak, sausage, escalope, burger and hamburger, under a revised regulation that passed with 80% approval. The measures will now be voted on by the full parliament after May’s European elections, before being put to member states and the European commission.

https://www.theguardian.com/food/2019/apr/04/eu-to-ban-non-meat-product-labels-veggie-burgers-and-vegan-steaks

Categorie
Varie

Emissioni di anidride carbonica in aumento nel 2018

Alla faccia dei trattati e delle singole iniziative di riduzione, di stati e aziende, le emissioni di CO² continuano a salire.

Non è una bella notizia

Categorie
Varie

Jair Bolsonaro, il Brasile che non vorresti

Che tristezza il Brasile di oggi. Più violento, più autoritario, meno libero, meno ambientalista, meno attento ai poveri e meno rispettoso delle persone di colore. Peggio, molto peggio, del governo che ci troviamo oggi in Italia. Leggere per credere.

The authoritarian leaders taking power around the world share a vocabulary of intolerance, insult, and menace. Jair Bolsonaro, who was elected President of Brazil on promises to end crime, right the economy, and “make Brazil great,” has spent his career gleefully offending women, black people, environmentalists, and gays.

https://www.newyorker.com/magazine/2019/04/01/jair-bolsonaros-southern-strategy