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Categoria: Media & Social media

L’attenzione, i media e la guerra in Ucraina

Quanto è deprimente un mondo in cui l’attenzione dei cittadini viene rivolta a cose futili?

L’immagine di cui sopra è rappresentativa di come funziona il circo dell’informazione e di come ormai siamo abituati ad annoiarci nel seguire una storia per più di qualche giorno o di qualche settimana. Anche la guerra che non finisce subito, dopo due mesi non ci interessa più.

Sì, Google Trends non è necessariamente rappresentativo della realtà: l’Ucraina è ancora in prima pagina sui giornali e sui telegiornali, anche se forse non come prima notizia, e quindi non c’è bisogno di cercare notizie che ti arrivano comunque. Certamente però è il segnale che siamo meno curiosi nell’approfondire la notizia.

Neanche a dirlo poi, le notizie che riguardano internet e il mondo social interessano di più online, perché hanno un bacino d’utenza vasto e per altre ragioni.

Nonostante questo trovo comunque triste che si arrivi a … Continua a leggere

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… e se la Cina governasse le piattaforme social?

A proposito di futuri possibili, non mi sembra così inverosimile immaginare un futuro, tra 10 anni, in cui Bytedance (TikTok) e altre società cinesi sono le piattaforme dominanti del web e del social web, più di Meta, Netflix e altri colossi popolari nel mondo occidentale (e in Italia).

Dalla padella alla brace

A mio avviso c’è da preoccuparsi, oggi, perché passiamo da un mondo in cui chi le regole dell’algoritmo sono definite in base al maggiore profitto generato a un mondo in cui l’algoritmo non è influenzato dall’interesse economico, ma dall’interesse politico del PCC (Partito Comunista Cinese). Se l’algoritmo che favorisce un contenuto rispetto a un altro, su Facebook, su Instagram, su Twitter, su Google, è una scatola nera, il cui contenuto non è conosciuto né conoscibile, per le piattaforme cinesi a tutto ciò si aggiunge un’agenda politica ben precisa: annientare il dissenso, ridurre la visibilità di contenuti problematici … Continua a leggere

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Repubblica scende a 71.000 copie cartacee individuali, nei giorni feriali a Marzo 2022

I dati ADS di Marzo 2022, ripresi da Prima comunicazione, affermano che Repubblica ha perso un terzo delle copie, arrivando a vendere circa 87.000 copie cartacee al giorno, vendute individualmente. Il dato è ben peggiore.

Considerando come gli inserti settimanali del weekend, allegati al giornale con sovrapprezzo – Il Venerdì, D e L’Espresso – vendano più della media giornaliera del quotidiano nel mese, ho fatto un rapido calcolo: ho calcolato le copie allegati ai settimanali nei 4 weekend del mese e le ho sottratte al computo totale del mese, per calcolare poi la media dei giorni rimanenti (19), dal lunedì al giovedì.

Il risultato è che Repubblica ha venduto 71.000 copie individuali cartacee. Stiamo parlando del secondo quotidiano nazionale, uno con la redazione più grande e con maggiori risorse da investire in giornalismo di qualità. Questo è il risultato. Il Corriere della sera, per molti anni secondo a Repubblica, naviga … Continua a leggere

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Twitter e la camera dell’eco

Da grande fan e utilizzatore di Twitter, sono arrivato a smettere completamente di usarlo, se non per pubblicare in automatico i link a questo blog, senza per questo partecipare alle conversazioni generate, se non in maniera sporadica. Il tutto è successo ormai 3 anni fa circa? Non ricordo neanche quando, a dire il vero.

Ho smesso di usare Twitter perché, come per il resto del social web, mi sono reso conto che la mia attenzione veniva risucchiata al punto da non permettermi di concentrarmi su attività più importanti per me. L’attenzione è preziosa, come il tempo. Se sei distratto, non recuperi l’attenzione in un attimo. Se hai bisogno della dopamina generata dalle interazioni frutto dei tuoi contenuti, è inevitabile che ti metterai a pubblicare contenuti in ogni momento della giornata e in ogni occasione, pur di avere il thrill di qualcuno che risponda a ciò che scrivi. Così è andata … Continua a leggere

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Spegnete i vostri televisori, spegneteli ora, spegneteli immediatamente, spegneteli e lasciateli spenti

Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati e per questo poveri noi che Edward George Ruddy è morto. Perché questa Società è ora nelle mani della CCA, la Communications Corporation of America; c’è un nuovo presidente in carica, chiamato Frank Hackett, al ventesimo piano nell’ufficio del signor Ruddy e quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cazzate verranno spacciate per verità, qui. Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è

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Severance: guida all’approfondimento

Severance (Scissione in italiano) è una nuova serie TV prodotta da AppleTv+, per cui si è appena conclusa la prima stagione. Una seconda stagione ha avuto il via libera e probabilmente ce ne saranno altre.

Scissione - Trailer e video - Apple TV+ Press (IT)

Per scelta ho deciso di preferire i film alle serie TV e non ne guardavo una da quasi un anno. Ho rotto il digiuno perché una persona del cui giudizio mi fido molto, Massimo, ha perorato la causa di Severance. Grazie Massimo!

Severance è una serie che merita per vari motivi: tratta un tema assolutamente attuale, la divisione tra lavoro e resto della vita, in un modo molto brillante. Un po’ thriller psicologico, un po’ fantascienza, un po’ satira del mondo del lavoro aziendale (corporate), un po’ mistero. Il tutto con una cura dei dettagli a livello maniacale. Il production design (scenografia, ma è molto di più) è superlativo. La recitazione è ottima. La Continua a leggere

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