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Contro la tirannia della convenienza

La convenienza ha spesso un costo, a cui non dedichiamo la necessaria attenzione.

Facebook permette di stare in contatto con gli amici e con i propri interessi senza fatica. Il prezzo è la scelta dei contenuti lasciata a un algoritmo e il rinchiudersi in un giardino recintato che non è internet.

Amazon è il negozio che ha tutto dentro e dove comprare con un click. Il prezzo è la riduzione della concorrenza e lo sfruttamento dei lavoratori con pratiche non sempre condivisibili.

Uno smart speaker in casa risolve tanti problemi. Il prezzo è una scelta limitata a poche opzioni e un sistema che raccoglie dati su di te e sulle tue abitudini.

Il GPS sempre attivo chi permette di usufruire di App geolocalizzate. Il prezzo è che tanti altri soggetti registrano e archiviano ogni nostro spostamento.

Dovremmo interrogarci di più sul prezzo che paghiamo per la convenienza di molti servizi, soprattutto digitali e valutare se vale la pena farne a meno o ridurne l’uso.

let’s reflect on the tyranny of convenience, try more often to resist its stupefying power, and see what happens. We must never forget the joy of doing something slow and something difficult, the satisfaction of not doing what is easiest. The constellation of inconvenient choices may be all that stands between us and a life of total, efficient conformity.

Tim Wu sul New York times

https://www.nytimes.com/2018/02/16/opinion/sunday/tyranny-convenience.html?emc=edit_th_180218&nl=todaysheadlines&nlid=42109107