Flash News
  • Siamo persone complesse Maybe if we all gave each other the space to be complex people — not reduced to public perception, our professional bios, our LinkedIn profiles,…
  • Lettere ed email Azzeccata riflessione sull'uso dell'email oggi. Revving the Treadmill of Life https://www.jamierubin.net/2019/01/16/revving-the-treadmill-of-life/
  • Burning, ti brucia dentro L'osanna della critica internazionale a Burning è strameritato. Un film eccezionale. Venduto in 100 paesi a Cannes, chissà se e quando uscirà in Italia. Se…
  • Il bias politico dei… Magari c'è qualcuno che ha fatto uno studio simile per l'Italia? via
  • Nuovo Twitter desktop? Sembra che Twitter stia sperimentando una grafica semplificata, a due colonne. Quanto è diffuso l'esperimento? Apprezzabile.
Facebook Twitter Linkedin

Previsioni 2019

L’anno non poteva cominciare senza le previsioni di Scott Galloway. Una tra tutte mi sembra interessante:

Big health

  • Amazon begins a march toward becoming the most valuable healthcare company in the world.
  • They know your body mass index, how well you eat, if you’re in a monogamous relationship, and if you have kids — all the data to offer insurance, healthcare, and testing services.
  • The Seattle giant has the best data set on the two-thirds of US households with Prime, and may target the healthiest with an Amazon Prime health offering at substantially lower cost than existing insurance.
  • Upon introduction of the service, or maybe even in the press release describing the initiative, Amazon records the greatest single-day appreciation (in value) of any company in history.
  • Apple’s healthcare forays underwhelm.

2019 Predictions https://www.l2inc.com/daily-insights/no-mercy-no-malice/2019-predictions

Previsioni azzardate per il 2018 da Scott Galloway

Le previsioni di Scott Galloway per il 2018 sono piuttosto azzardate. Tra le aziende in evidenza, neanche a dirlo, i quattro cavalieri dell’apocalisse. Chi vince ancora una volta sembra essere Amazon. Chi perde, Facebook.

Più che previsioni, le considererei provocazioni. Vale la pena comunque ragionarci su. Certamente non vorrei essere né un editore, né un’azienda che vive di pubblicità online.

https://www.l2inc.com/daily-insights/no-mercy-no-malice/predictions-for-2018

5 ragioni per cui il libro digitale non è decollato in Italia nel 2015

Un anno fa avevo cominciato a scrivere un post per condividere l’idea per cui la crescita degli ebook si sarebbe arrestata in Italia. Il post è rimasto in bozza fino a ora. Le cinque ragioni sono quelle a seguire, commentate oggi alla luce dei dati AIE 2015 segnalati su questo blog pochi giorni fa.

 

Gli editori non ci credono e non convertono il catalogo

Mi sbagliavo, visto che AIE segnala il 91% di novità in formato digitale. Non è dato però sapere quanto ricco sia oggi il catalogo complessivo. Forse non mi sono sbagliato del tutto.

Il boom degli ebook reader è finito

Qui ci sono vari indicatori a testimoniare che chi ne ha uno lo usa, chi non l’ha comprato, difficilmente oggi ne cerca uno.

I grandi lettori digitali hanno il reader pieno

Il tasso di crescita, pressoché stazionario, rende questa supposizione quantomeno verosimile.

Il libro è superfluo in tempo di crisi

La spesa complessiva in libri si è stabilizzata, ma non sono sicuro che il fondo sia stato toccato. La crisi non è alle nostre spalle, perché è strutturale. Le riforme effettuate non daranno frutti nel breve termine. Gli Italiani non hanno mostrato di contraddire la mia affermazione.

Nessuna promozione pubblica per la lettura digitale

Il digitale poteva essere un modo per promuovere la lettura su un pubblico più giovane e più tecnologico. Quali politiche effettuate? Nessuna, tanto che, apparentemente, il numero di lettori digitali è leggermente sceso. La miopia di chi ci governa non ha bisogno di alcun commento.

Per il 2016 non vedo segnali di cambiamento o di inversione di tendenza. Chi apprezza il digitale continuerà a utilizzarlo. Chi legge veramente e non ha ancora fatto il salto, non credo lo farà nei prossimi mesi. Operazioni come Kindle Unlimited non hanno allargato la platea e il pubblico di massa non ha smesso di leggere i libri dei grandi editori per passare agli autori autopubblicati (vero oggetto dell’offerta senza limiti, soprattutto fuori dagli USA).

Amazon, unico vero soggetto con le spalle larghe interessato a promuovere la lettura digitale, si sta concentrando su altri settori, per estendere la sua potenza commerciale. Ciò su cui investe oggi Amazon, più di prima, è la produzione e l’acquisizione di contenuti video. Non mi stupirei se nel giro di 12-24 mesi l’offerta video di Amazon Prime arrivasse anche in Italia.