Amazon e Facebook superano 500 miliardi $ di capitalizzazione, mentre Twitter crolla

Una giornata da segnare sul calendario. Ieri Facebook ha presentato gli ennesimi risultati positivi (9 miliardi di ricavi nell’ultimo trimestre) e il titolo è su nuovi massimi, di poco sopra 500 miliardi $ di capitalizzazione. Amazon tocca 513 miliardi in attesa dei risultati del trimestre presentati in serata e così Jeff Bezos supera Bill Gates nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, con poco più di 90 miliardi $.

Vola tutto in borsa? No. Twitter continua a non crescere e a perdere ricavi pubblicitari e il titolo perde il 13% nelle contrattazioni. La capitalizzazione torna a scendere sotto i 13 miliardi. Snap (madre di Snapchat) rimbalza sui minimi e galleggia sui 16 miliardi di capitalizzazione.

Per avere una idea dei rapporti di forza, Google sta sopra 660 miliardi, Microsoft sui 570 miliardi e Apple oggi sfiora di nuovo gli 800 miliardi. I 5 cavalieri dell’apocalisse (Amazon, Apple, Google, Facebook e Microsoft) superano oggi insieme 3000 miliardi $ di capitalizzazione totale. A fine 2016 i top 10 della manifattura in Italia, Francia, Regno Unito e Germania, messi insieme, capitalizzavano circa 1590 miliardi di euro. I top 10 italiani si fermavano a 71 miliardi €.

Così gira il mondo.

Platform Capitalism: l’economia del futuro? #libro

Platform Capitalism (Impakter)
The digital economy is becoming a hegemonic model: cities are to become smart, businesses must be disruptive, workers are to become flexible, and governments must be lean and intelligent. In this environment those who work hard can take advantage of the changes and win out. Or so we are told.
Platform capitalism spiega in poco più di 100 pagine il fenomeno delle piattaforme digtali che stanno egemonizzando vari mercati, grazie all’effetto network in ambito digitale. Una analisi seria e condivisibile, senza necessariamente essere anticapitalisti, anzi. Il fenomeno interessa anche l’hardware, come il caso citato di GE. Non c’è solo AirBnB o Uber (e Facebook e Google)
platform capitalism
Ti ripropongo a seguire qualche passaggio che ho sottolineato durante la lettura.

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Abbiamo bisogno di più alternative a Facebook

It’s time to spend less time on Facebook and actually learn something (MIT Technology Review)
But having many more niche alternatives to Facebook could be exactly what we need. Even if none stole a significant chunk of Facebook’s users, it might be enough to remind people that even as Facebook becomes more powerful than ever—rolling up massive profits and preparing to beam down Internet access to offline corners of the globe—other options are possible, and vital.

Ottimo articolo che argomenta come dovremmo passare meno tempo su Facebook, a favore di altre piattaforme. Per quanto Zuckerberg voglia migliorare lo strumento e metterlo al servizio della comunità, ci vuole più pluralismo. Aggiungo poi che Zuckerberg non è proprio un campione di civismo, quanto di imprenditorialità. Nell’articolo si confuta come la spinta al video su Facebook sia funzionale ad attirare più investimenti pubblicitari e non altro. Gli esempi in tal senso sarebbero numerosi.

Credere che il mondo diventi migliore semplicemente spendendo più tempo su Facebook è… ridicolo.