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  • Alexa sì o Alexa… Dalla previsione di Gartner, secondo la quale al 2020 il 30% della navigazione online sarà vocale, ho pensato fosse necessario avere in casa Amazon Echo…
  • Scrivi per te Un esercizio a cui non dedico abbastanza tempo è scrivere, per me. Scrivere per se stessi è un esercizio utile a chiarirsi le idee. Un…
  • Viaggiare per aprire gli… First man mi ha ispirato. Ho visto già due volte il film, che una colonna sonora straordinaria, e mi sono ripromesso di leggere il libro…
  • This is marketing Un nuovo libro di Seth Godin è sempre un'occasione per riflettere, mettersi in discussione e cogliere nuovi spunti. L'inizio è nello stile di Seth Godin.…
  • Stop and go Negli ultimi quattro mesi ho collezionato zero post, ma per altre metriche sono andato piuttosto bene: 96 libri letti: sono indietro rispetto al mio obiettivo…
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Alexa sì o Alexa no?

Alexa

Dalla previsione di Gartner, secondo la quale al 2020 il 30% della navigazione online sarà vocale, ho pensato fosse necessario avere in casa Amazon Echo per poter capire e seguire lo sviluppo di Alexa e degli assistenti virtuali in casa. Da allora Amazon Echo è finalmente arrivato in Italia, è in promozione a 35 €, ma non mi sono ancora convinto di metterlo nel carrello. Anzi, nel carrello c’è, ma non l’ho ancora comprato. Perché?

Sì, sul piano del conoscere le tendenze per anticiparle, avere uno smart speaker in casa è fondamentale, ma ho molti ma che mi frenano. Voglio veramente un dispositivo in casa sempre in ascolto? Ho veramente bisogno di chiarire qualsiasi dubbio con una domanda ad Alexa? Sono così pigro da dover chiedere ad Alexa (in futuro) di accendere o spegnere la luce? Ho bisogno che Alexa mi faccia raccontare le ultime notizie al mattino mentre faccio colazione, se ho deliberatamente perso l’abitudine di accendere tv o radio? Ho bisogno di farmi mettere su musica da Alexa o di lanciarmi un podcast, se oggi ascolto ciò che voglio con due tocchi sul telefono e non ho alcuna voglia di avere sempre la mente impegnata con un tappeto audio sullo sfondo quando sto facendo altro?

La risposta a tutte queste domande è un secco e maiuscolo NO. Alexa quindi rimane nel negozio e, non so per quanto, continuerò a resistere alle sirene. Come l’anno scorso negli USA, aspettati una campagna massiccia, già in corso, per convincerti a comprare Amazon Echo o Google Home, con spot in televisione, pagine sui giornali e sconti incredibili. La posta in palio, per Google e Amazon, è mettere un piede in casa tua e abituarti a usare uno strumento con il quale ti abituerai a comprare e a scegliere (tra proposte limitate) cosa ascoltare, cosa leggere, cosa comprare.

Non ultima c’è anche una questione etica, ben raccontata dall’Atlantic che gli ha dedicato una storia di copertina, da cui è tratta limmagine di questo post. Un pezzo tutto da leggere.

Scrivi per te

Un esercizio a cui non dedico abbastanza tempo è scrivere, per me. Scrivere per se stessi è un esercizio utile a chiarirsi le idee. Un po’ come studiare qualcosa, non limitarsi a imparare ma cimentarsi nell’insegnare quello stesso concetto a qualcuno. Scrivere equivale a ragionare su un concetto, su un’idea, e metterlo in parole. Un blog è la palestra ideale in questo senso, ma non è da disprezzare un diario personale, anche cartaceo.

Non mi ricordo da quale libro, ma per un po’ di tempo mi sono sforzato di cominciare la giornata, dopo una buona colazione, per scrivere a penna tre paginette di diario su un quadernetto. Scrivere come in un flusso di coscienza, mettendo su carta ciò che avevo in testa in quel momento: riflessioni sul giorno prima, sulla giornata che si apre, sullo stato delle relazioni personali, sul proprio stato d’animo.

L’articolo dal quale ho preso spunto per questo post associa lo scrivere per noi stessi alle strategie di investimento finanziario. Lo stesso concetto però si applica a qualsiasi ambito in cui è utile chiarire le proprie idee, proprio scrivendo. Sul piano personale equivale a una psicoanalisi in piccolo, semplice, sempre disponibile e gratuita. Quel che serve è la motivazione per cominciare, la voglia di sperimentare, la forza di volontà per continuare. Garantisco che ne vale la pena. Prova e fammi sapere.

Viaggiare per aprire gli occhi

First man mi ha ispirato. Ho visto già due volte il film, che una colonna sonora straordinaria, e mi sono ripromesso di leggere il libro da cui è tratto.

Nella prefazione, l’autore riprende un testo scritto da Neil Armstrong per Life. Ne riprendo un brano qua:


Forse andare sulla Luna e tornare non è di per sé tanto importante. Ma è un passo grande abbastanza da offrire a tutti una nuova dimensione di pensiero, una specie di illuminazione.
Dopotutto, anche la Terra è un’astronave. Un tipo molto singolare di astronave, il cui equipaggio sta fuori e non dentro. Ma è decisamente piccola e viaggia attorno al Sole. Viaggia anche attorno al centro di una galassia che a sua volta segue un’orbita sconosciuta, verso una direzione sconosciuta e a una velocità imprecisata, ma interessata da cambiamenti di posizione e condizioni ambientali. […]

Dalla nostra posizione, è difficile osservare dove la Terra sia e dove stia andando, o quale potrebbe esserne il corso futuro. Forse, allontanandoci un poco, in senso letterale e anche figurato, potremo spingere alcune persone a indietreggiare e riconsiderare il proprio scopo nell’universo, a immaginarsi come l’equipaggio dell’astronave Terra che sta attraversando l’universo. Quando sei al comando di un’astronave, devi fare molta attenzione a come sfrutti le risorse, a come usi il personale e a come tratti il tuo mezzo di trasporto.
Speriamo che i viaggi che faremo nei prossimi due decenni servano ad aprirci un po’ gli occhi. Quando si osserva la Terra dalla distanza lunare, la sua atmosfera non si vede. È talmente sottile, è una parte della Terra così minuscola, da non essere rilevabile. Questo dovrebbe far riflettere tutti. L’atmosfera terrestre è una risorsa piccola e preziosa. Dobbiamo imparare a conservarla e a usarla con saggezza. Quaggiù, in mezzo alla folla, siamo consapevoli dell’atmosfera e ci sembra sufficiente, quindi non ce ne preoccupiamo più di tanto. Ma osservandola da una posizione privilegiata, forse è più facile capire perché invece dovremmo preoccuparci.

Photo by NASA on Unsplash

This is marketing

Un nuovo libro di Seth Godin è sempre un’occasione per riflettere, mettersi in discussione e cogliere nuovi spunti. L’inizio è nello stile di Seth Godin. I fan non rimarranno delusi, ne sono certo.


[Internet] It’s the largest medium, but it’s also the smallest one. There’s no mass, and you can’t steal attention for a penny the way your grandparents’ companies did. To be really clear: the internet feels like a vast, free media playground, a place where all your ideas deserve to be seen by just about everyone. In fact, it’s a billion tiny whispers, an endless series of selfish conversations that rarely include you or the work you do.

This is marketing

Stop and go

Negli ultimi quattro mesi ho collezionato zero post, ma per altre metriche sono andato piuttosto bene:

  • 96 libri letti: sono indietro rispetto al mio obiettivo di 10 libri letti al mese, ma sto recuperando. Sono ion linea con l’obiettivo di leggere almeno un 50% di fiction. Sono assolutamente fuori in termini di equilibrio tra generi e ho letto poco in inglese (26);
  • 107 film: nonostante abbia viaggiato molto e quando viaggio non vado spesso al cinema, sono riuscito a mantenere una media di almeno 10 film al mese. Di questi, 100 sono in sala. Ho visto anche un film in Turchia (in inglese). Il digiuno di tv è continuato, con poche eccezioni: Westworld S2 e House of cards S6 (non ne vale la pena);
  • Il bilancio totale da luglio a ottobre ha visto: Londra, Glasgow, Faro, Marsiglia, Barcellona, Colonia, Dublino, Parigi, New York, Ankara e Londra. Nuovi amici, nuove esperienze, nuovo cibo, nuovi musei. 68 giorni totali in viaggio, più o meno;
  • Il conto corrente ha visto un leggere incremento rispetto al trimestre precedente, a dimostrazione che non è necessario pensare solo e soltanto al lavoro;
  • Nello stesso periodo credo di aver preso un paio di compresse di paracetamolo e poco altro. Salute più che buona.

Neanche a dirlo, sono già proiettato sul 2019, anche se mancano ancora 47 giorni alla fine dell’anno. Al momento è già fissato un ritorno a San Francisco e un molto probabile ritorno in Grecia. In cantiere due nuovi libri in uscita per Hoepli, entro il primo semestre.

Tempo lavorativo ne ho in quantità, per nuovi clienti, formazione o consulenza. Nel caso, sai dove trovarmi.


Photo by Linda Perez Johannessen on Unsplash