Pandemia

Olio di palma: fa male alla salute? È cancerogeno? Meglio senza olio di palma? Tutte le risposte

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L’esperienza in Malesia* mi ha sensibilizzato sul tema olio di palma e da vegetariano che ci tiene alla propria salute, ho voluto andare alle fonti e verificare cosa c’è di vero, sul piano scientifico, per capire se “senza olio di palma” è veramente un vantaggio per la salute. Per far questo ho attinto anche a ricerche internazionali e nazionali, compreso l’Istituto Mario Negri e l’Istituto Superiore di Sanità che ha redatto un parere per il Ministero della Salute. Al termine una mia opinione, argomentata, sulla psicosi da olio di palma che si è diffusa in Italia e in nessuna altra parte del mondo. Sul vero tema, olio di palma e sostenibilità, ho già scritto.

Prima di tutto sarebbe interessante interrogarci sul perché gli Italiani siano gli unici in Europa (e nel mondo, oggi) a preoccuparsi della relazione tra olio di palma e salute. Non siamo certamente il paese più sensibile ai temi di salute e alimentazione, considerando anche soltanto che abbiamo i bambini più obesi in Europa, che non hanno quindi uno stile di vita sano.

La ricerca di olio di palma in italiano, confrontata con la stessa espressione in inglese e in francese, mostra come il vero interesse sul tema sia in Italia, in Francia e in Nigeria. In Nigeria sull’olio per cucinare (red oil) e sulla produzione, in Francia in relazione alla tassa proposta (e bocciata) sulla Nutella e in Italia per l’ondata di prodotti senza olio di palma che hanno invaso il mercato. A vedere il trend, è evidente come il tutto sia montato poco prima e sia stato amplificato dalla trasmissione Report, per poi riprendere nei mesi scorsi, con la pubblicità dei prodotti senza olio di palma. Continue reading

Olio di palma e sostenibilità: si può tutelare l’orango consentendo a Malesia e Indonesia di svilupparsi?

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L’olio di palma e soprattutto il “senza olio di palma” sono oggi sulla cresta dell’onda. Se i messaggi pubblicitari di molte aziende alimentari si concentrano quasi soltanto sull’assenza di questo prodotto, i consumatori sono in gran parte disorientati e disinformati. Qualcuno, ma neanche tanti, associa l’olio di palma all’orango allontanato dal suo habitat, costituito dalle foreste tropicali del Borneo, per far posto a piantagioni di palma per produrre su larga scala il frutto dal quale ottenere l’olio di palma.

La sostenibilità è la vera questione legata all’olio di palma e in questo post voglio cercare di fare chiarezza sull’argomento, sulla base delle informazioni che ho raccolto prima, durante e dopo un viaggio in Malesia, a vedere come la palma viene coltivata – nel caso specifico la filiera è la stessa da cui si approvvigiona Ferrero* e che è certificata come sostenibile – e a parlare con alcuni esperti del settore, all’interno del MPOB (Malaysian Palm Oil Board) e del RSPO (Roundtable for Sustainable Palm Oil), organismo che illustrerò nel dettaglio a seguire. Anche in questo caso, come per il post precedente sulla filiera, cercherò di essere il più possibile esaustivo, ma sintetico.

  • L’olio di palma e la domanda di grassi mondiale
  • La deforestazione ai tropici e l’orango
  • Malesia e Indonesia, due storie diverse
  • Il lavoro delle ONG: Greenpeace e WWF
  • L’attivazione dell’industria e l’avvento del RSPO
  • I limiti della certificazione sostenibile
  • Boicottare o non boicottare? Continue reading

I trend della trasformazione digitale abilitano un nuovo servizio clienti

Il G-Summit 2016 di Milano, organizzato da Genesys*, lo ha confermato: l’esperienza di noi clienti, nella relazione con le aziende, è destinata ad avvantaggiarsi di molti trend della trasformazione digitale in cui siamo immersi. Dal video al social web, dalla realtà virtuale al lavoro in remoto, senza dimenticare Blockchain e IoT (Internet of Things, internet degli oggetti), non c’è tecnologia che non possa essere integrata nel servizio clienti di una azienda, con due obiettivi: migliorare la soddisfazione dei clienti e generare più ricavi, con nuovi clienti e maggiori servizi/prodotti venduti. Genesys e le aziende partner presenti a G-Summit 2016 di Milano il 27 ottobre 2016 lo hanno mostrato concretamente, con dimostrazioni, dati e scenari.

trend digitali

Vado a presentare i trend più interessanti, dedicando a ognuno un approfondimento. Continue reading

L’attenzione, il bene più prezioso

L’attenzione, insieme al tempo, è il bene più prezioso che abbiamo. Tanto prezioso che spesso lo svendiamo o, ancora peggio, lo regaliamo! Sembra una follia, ma è la realtà quotidiana per milioni di persone che passano ore, per lo più davanti alla televisione o sui social network, consumando contenuti gratuiti in cambio di pubblicità. Lo scambio è vantaggioso? Ti sei mai posto questa domanda?

Sul tema sai come la penso. Leggere I mercanti dell’attenzione di Tim Wu mi ha confermato come questo tema sia oggi centrale. Dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, Tim Wu traccia l’evoluzione della pubblicità dalla carta stampata fino al digitale, passando per radio e televisione. Metà del libro è dedicata all’avvento dei canali televisivi tematici (via cavo negli USA), fino all’arrivo di Netflix e dello streaming online.

L’attenzione ricercata sul web è raccontata con la storia di AOL prima e del social web poi, con l’avvento di blog, Facebook, Twitter, Instagram e di chi, usandoli, è diventato un mercante di attenzione (il suo pubblico in cambio di pubblicità a pagamento).

Spero che venga presto pubblicato in Italia e, se hai un minimo di confidenza con l’inglese, te ne raccomando fin da ora la lettura.

Il meccanismo con cui i social network ci rendono dipendenti è spiegato in maniera molto molto chiara.

the most effective way of maintaining a behavior is not with a consistent, predictable reward, but rather with what is termed “variable reinforcement”—that is, rewards that vary in their frequency or magnitude.

Gli aneddoti divertenti non mancano, come quello dell’ascesa dei talk show del pomeriggio e di Oprah Winfrey:

On one episode exploring the question “Does sexual size matter?,” Oprah memorably pronounced, “If you had your choice, you’d like to have a big one if you could. Bring a big one home to Mama!” Scandalous it may have been, but hers was soon the leading talk show in Chicago.

Ancora una volta, la parola d’ordine è una: consapevolezza.

If we desire a future that avoids the enslavement of the propaganda state as well as the narcosis of the consumer and celebrity culture, we must first acknowledge the preciousness of our attention and resolve not to part with it as cheaply or unthinkingly as we so often have. And then we must act, individually and collectively, to make our attention our own again, and so reclaim ownership of the very experience of living.

Da The attention merchants di Tim Wu

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Olio di palma: dal frutto all’olio, un viaggio alla scoperta della filiera di produzione

Dal 19 al 23 Settembre 2016 sono stato in Malesia, a Kuala Lumpur e nelle regioni limitrofe, in un viaggio alla scoperta di come viene prodotto l’olio di palma, tanto discusso in questi giorni in Italia. Quali gli standard produttivi? Chi ci lavora? Esiste una filiera sostenibile? Chi la garantisce? Come si arriva dalla coltivazione della palma all’olio utilizzato dall’industria alimentare (e non solo) in tutto il mondo? A queste e altre domande voglio rispondere in questo post, raccontando la mia esperienza*, con le informazioni che ho raccolto in queste settimane. Preparati perché sarà un viaggio ricco di immagini e di umanità.

Il post è lungo e articolato. Ho cercato di riassumere i concetti più importanti di ogni fase di produzione, senza scendere in tecnicismi, mostrando tante immagini e qualche video, strutturando l’articolo nei seguenti punti:

  1. Il frutto della palma
  2. La piantagione di palme
  3. La raccolta dei frutti
  4. La spremitura nel molino
  5. Le condizioni dei lavoratori
  6. L’impianto di raffinazione
  7. Vari usi dell’olio di palma
  8. Stoccaggio e carico dell’olio verso L’Europa
  9. La filiera sostenibile: in cosa consiste
  10. Considerazioni finali

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