Pandemia

In cella d’isolamento: vivi l’esperienza con la realtà virtuale

cella isolamento

Vivere in una cella d’isolamento deve essere una esperienza devastante. Il Guardian ha creato una app che permette a chiunque abbia uno smartphone di provare sulla propria pelle la stessa esperienza con la realtà virtuale. Il video sotto promuove l’app disponibile per iPhone e Android.

Questo è il giornalismo che mi piace.

 

The Guardian 6×9

Skimm, il segreto della vendita sta nel linguaggio

Skimm è un esempio da seguire per il modo intelligente di comunicare con un pubblico giovane. Nata come newsletter per ricevere le notizie più importanti delle ultime 24, un po’ come Good Morning Italia ma per un pubblico femminile giovane, Skimm è cresciuta, sviluppando app e altri servizi a pagamento.

skimm

Nell’ultima email ricevuta, oltre a festeggiare il traguardo di 3,5 milioni di iscritti, si promuove un nuovo servizio per abbonamento. Riprendo parte del testo sotto, costituito da domande e risposte, per la brillantezza del contenuto. Parla col linguaggio delle giovani lettrici, diverte cercando di vendere un servizio.

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Fineco, la gamification arriva in banca

Piano piano, argomenti di cui si parla da tempo su questi spazi, diventano di massa. Ricordi il termine gamification, con il quale si intende l’introduzione di elementi di gioco all’interno di servizi, per incrementarne e incentivarne l’uso?

badge fineco

Ebbene, Fineco ha appena avviato un sistema di badge (quelli che vedi sopra), attribuiti al profilo dell’utente/cliente che conosce e utilizza tutti i servizi del proprio conto corrente.

Sotto invece l’email inviata ai clienti dove viene promosso il nuovo profilo utente.

fineco gamification

104 insegnamenti sul futuro della rete

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I monopoli in rete e soprattutto la crescita infinita, trimestre dopo trimestre, richiesta a tutte le aziende, incluse quelle online, rischiano di rompere il giocattolo dello sviluppo economico. Esagerato?

Ho letto Throwing Rocks at the Google Bus: How Growth Became the Enemy of Prosperity e ho estratto molti insegnamenti, per riflettere sul perché Google, Amazon, Facebook e Apple (e Microsoft) sono sempre più grandi e perché non è detto che questo sia un bene.

Seguono 104 note che mi piacerebbe molto discutere prima o poi in qualche sede, perché ne varrebbe veramente la pena. Ti invito a leggere il libro, prossimamente spero tradotto in italiano. Per stimolare la tua curiosità.

Buona lettura!

To use the metaphor of our era, we are running an extractive, growth-driven economic operating system that has reached the limits of its ability to serve anyone, rich or poor, human or corporate. Moreover, we’re running it on supercomputers and digital networks that accelerate and amplify all its effects. Growth is the single, uncontested, core command of the digital economy.


We optimized our platforms not for people or even value but for growth. So instead of getting more free time, we ended up getting less. Instead of getting more varieties of human expression and interaction, we pushed for more market-friendly predictability and automation.


That’s the game most of us now call the digital economy. It is accepted unquestioningly, because it stokes the flames of growth—however artificially. Companies with new technologies are free to disrupt almost any industry they choose—journalism, television, music, manufacturing—so long as they don’t disrupt the financial operating system churning beneath it all.


Winning the digital growth game is less a new sort of prosperity than it is a new way to execute business as usual: old wine in a new bottle.

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5 consigli per chi scrive, giornalisti e non

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5 consigli, che faccio miei, pensati per chi scrive, selezionati tra i miei appunti, dall’ebook “Se scrivi fatti leggere” di Domitilla Ferrari. 2 euro ben spesi.

Se lavoriamo nella comunicazione dobbiamo cominciare a capire che il tempo dedicato allo studio di ‛quello che cambia’ è la porzione di tempo investito che ha maggior valore per noi. È faticoso. Non siamo abituati a studiare sempre e a cambiare continuamente. Ma se la nostra professione è nel range di ciò che definiamo cultura, non solo è un imperativo. È un dovere che abbiamo verso i nostri lettori, perché l’unico modo che abbiamo di restare rilevanti è fornire loro sintesi della complessità, nuove costruzioni di senso, comprensioni ampie.

Far risparmiare tempo di lettura, e attenzione. Che sono la vera moneta del XXI secolo».

Più tempo gli altri mi dedicano leggendo, commentando o condividendo ciò che scrivo, più aumenterà la mia popolarità e con essa la fiducia che altri avranno delle notizie che veicolo scrivendone anche solo in 140 caratteri.

per stare in Rete (da individui e da aziende, oltre che da professionisti della comunicazione) bisogna ragionare da editori».

Bisogna ragionare come distributori di notizie, dati, informazioni, immagini e testi, che siano nostri o prodotti da altri non importa, noi tutti siamo come media un veicolo che garantisce ai contenuti di diffondersi e per il fatto di essere diffusi prendere vita (Natalia Karbasova, «What will happen to the media 2015?»), perché per essere letti i testi non devono trovare un posto in cui stare, ma lettori.

Se scrivi fatti leggere

 

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