Chiudo tutto e mi ritiro (per 24 ore)

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Esperienze

Leggo, per caso, un post di questo blog del gennaio del 2016 e provo tenerezza:

Per 24 ore proverò a tenere spento il computer. Niente internet, niente email, niente download, niente mp3, niente aggregatore, niente messaggi, niente blog.

Poi penso che oggi, nel 2019, c’è chi si entusiasma all’idea di un Digital detox di 24 ore e il sentimento si trasforma in tristezza.

http://www.pandemia.info/2006/01/13/domani-chiuso-per-disintossicazione/

Rilevante, irrilevante

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Esperienze

«Che cosa sai di questa faccenda?» chiese il Re ad Alice.

«Niente» rispose Alice.

«Niente di niente?» insistette il Re.

«Niente di niente» disse Alice.

«Questo è molto rilevante» disse il Re rivolto ai giurati, i quali stavano appunto per annotarlo sulle lavagne quando si intromise il Coniglio Bianco: «irrilevante, intendeva dire Sua Maestà, è ovvio» disse in tono rispettosissimo ma accigliandosi e facendo strane smorfie al Re.

«Irrilevante, intendevo, è ovvio» si affrettò a dire il Re, ripetendo fra sé sottovoce: «rilevante, irrilevante, irrilevante, rilevante» quasi cercasse di decidere quale suonava meglio.

LEWIS CARROLL, Alice nel paese delle meraviglie, cap. 12

Trovato in testa al romanzo La linea della bellezza di Alan Hollinghurst.

Come non fare niente

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Vivi meglio

Stare senza far nulla, nell’era in cui appena ci annoiamo abbiamo un riflesso pavloviano e prendiamo lo smartphone in mano, è un’impresa. In questo senso il libro di Jenny Odell How to do nothing è manna dal cielo. L’inizio promette molto bene:


Nothing is harder to do than nothing. In a world where our value is determined by our productivity, many of us find our every last minute captured, optimized, or appropriated as a financial resource by the technologies we use daily. We submit our free time to numerical evaluation, interact with algorithmic versions of each other, and build and maintain personal brands. For some, there may be a kind of engineer’s satisfaction in the streamlining and networking of our entire lived experience. And yet a certain nervous feeling, of being overstimulated and unable to sustain a train of thought, lingers. Though it can be hard to grasp before it disappears behind the screen of distraction, this feeling is in fact urgent. We still recognize that much of what gives one’s life meaning stems from accidents, interruptions, and serendipitous encounters: the “off time” that a mechanistic view of experience seeks to eliminat

Bisogno e desiderio

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Esperienze

Transiti è un romanzo delizioso. Come anche Resoconto, sempre di Rachel Cusk.

Era giunto alla conclusione, ha proseguito, che fino a un certo momento la sua vita era stata motivata piú dal bisogno che dal desiderio, e quando aveva cominciato a chiedersi perché, tutto si era incrinato per poi crollare. Ma la questione del desiderio era ancora piú complicata: molti erano pronti a giurare di aver bisogno di una certa cosa perché gli piaceva, o che una certa cosa a loro non solo serviva ma anche piaceva. Lui, per esempio, si sentiva cosí in colpa dopo aver lasciato Susie che a volte aveva la sensazione di voler tornare da lei. Abituato a stare con lei: dopo la separazione non riusciva a scuotersi di dosso un bisogno impossibile da soddisfare, perché il ciclo della ripetizione si era spezzato. Tuttavia a poco a poco aveva capito che ciò che lui chiamava bisogno era in realtà qualcosa d’altro, una questione di sazietà piuttosto, il desiderio di avere una riserva illimitata di una certa cosa. E per sua stessa natura quella cosa doveva essere abbastanza a buon mercato, come i sandwich al formaggio, di cui c’era una disponibilità enorme e facilmente accessibile. Desiderare qualcosa di meglio esigeva autocontrollo, l’accettazione di non poterlo avere per sempre e, in tal caso, di non potersene mai veramente saziare. Ti lasciava solo con te stesso, quel desiderio, e quando lui ripensava alla propria vita la vedeva come una serie di tentativi per perdere se stesso fondendosi con qualcos’altro, qualcosa di esterno che poteva essere internalizzato, al punto che per lunghi periodi dimenticava che lui e Susie erano individui separati.