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La tua foto sta facendo la differenza o di come Google stimola i contenuti generati dagli utenti

google foto Un paio di estati fa, ho sperimentato il caricamento di immagini su luoghi segnalati nelle mappe di Google. Viaggiando per settimane all’estero, usando Google Maps per spostarmi a piedi e per valutare distanze da hotel, musei e altre attrazioni, ho avuto modo di inserire immagini dove non ce n’erano. Per stimolare gli utenti a contribuire al valore del servizio, il team di Google Maps fa leva sull’email marketing.

L’immagine di questo articolo è esattamente il contenuto di un messaggio di posta elettronica ricevuto nei giorni scorsi. Fin dal titolo “La tua foto sta facendo la differenza”, Google Maps vuole segnalarmi che la mia immagine di una fantastica sauna nel cuore di Helsinki, è stata vista ben 100.000 volte! Accarezzato l’ego dell’utente, la call to action è di visualizzare le mie foto, per poi invitarmi a caricarne di nuove. L’utente ha visibilità per i suoi contributi e Google Maps ha materiale fotografico originale e aggiornato per arricchire l’applicazione e farla usare di più.

Lo scambio è visibilità in cambio di contenuti gratuiti. Per Google Maps è indubbiamente un ottimo affare. L’obiettivo è contrastare Tripadvisor e attrarre l’attenzione di chi viaggia e cerca qualsiasi cosa sul territorio: musei, monumenti, ristoranti, bar e altro. Tripadvisor utilizza un sistema simile, di appagamento dell’ego tramite traguardi segnalati per email. Per l’utente medio l’affare non è particolarmente conveniente, ma l’appagamento dell’ego genera comunque soddisfazione. Da utente la mia scelta è chiara: non pubblico foto su Google Maps o su Tripadvisor da anni ormai.

Per chi si occupa di web marketing c’è da imparare una lezione importante: per coinvolgere gli utenti, qualsiasi sia lo scopo finale, non è necessario pagarli, ma è indispensabile offrire qualcosa che ha un valore, anche non monetario.

Sollecitare la partecipazione senza offrire nulla in cambio è garanzia di fallimento.