Nota del 2025: Dalla Paura dell’Accumulo alla Pace con l’Oblio
Rileggere questo manifesto del 2013 è come ritrovare gli appunti di un giovane ingegnere esistenziale che aveva appena diagnosticato una malattia fondamentale del nostro tempo: l’accumulo digitale come fonte di “costo mentale”. Le intuizioni erano già tutte lì: il rifiuto della memoria infinita, il valore del tempo finito, la liberazione nel tasto “cancella”.
Cosa è cambiato da allora? La mia lotta si è spostata dall’esterno all’interno. Allora, ero in guerra con i “garage pieni di cianfrusaglia digitale”, con gli strumenti e con la quantità. Credevo ancora, in parte, in una soluzione tecnologica.
Oggi ho capito che il vero decluttering non è svuotare un hard disk, ma liberare la mente dalla credenza che debba contenere tutto. Ho fatto pace con l’infinito, accettando che il mio sistema di conoscenza sarà sempre imperfetto e incompleto. E ho smesso di temere la perdita dei dati, perché ho capito che il vero archivio, quello che conta, è una mente allenata a pensare, non a memorizzare. Questo post era il sintomo. La cura è stata capire che la vera felicità non sta nell’archiviare la vita, ma nel viverla.
Internet, si dice spesso, non dimentica. Chi lo afferma la prende come una virtù positiva. Nel caso di un politico che cambia idea ogni quarto d’ora questo può essere indubbiamente un vantaggio. In molti altri casi non lo è. Si parla del diritto all’oblio digitale non per nulla. E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore, pur avendo migliaia di contenuti pubblicati online, da me o su di me, per cui non ho nulla da temere.
Un prezioso articolo di Jemima Kiss riprende questo tema con un’altra prospettiva, ovvero quella dei contenuti che produciamo sui social network e di altri contenuti che accumuliamo nei nostri dischi e spazi web. Contenuti di cui siamo gelosi e che, nella maggior parte dei casi, non vorremmo mai e poi mai perdere. Non ci preoccupiamo però che questi contenuti, come del resto gli oggetti che riempono le nostre case e garage o soffitte, sono oggetti che non occupano uno spazio fisico, ma che occupano spazio mentale nelle nostre teste: per paura di perderli, o perché paradossalmente non li troviamo, o perché cerchiamo di documentare ogni attimo della nostra vita producendoli.
Non mi credi? Prova a riflettere un attimo su: quanti file hai sul tuo computer? Quanti documenti salvati che non hai mai letto? Quante foto e video archiviati per i posteri, per nulla memorabili? Quanti contenuti hai pubblicato online e su quanti profili o spazi web? Quanti file e quanto spazio occupano nei tuoi hard disk virtuali come Dropbox o Box? Quanto tempo passiamo a preoccuparci di salvarli, replicarli e non perderli? Solo a ragionare su questi contenuti e sulla loro quantità e spesso futilità, potremmo passare ore e ore.
Mi interrogo da tempo su questo tema e l’articolo dell’Observer mi ha solo acceso qualche lampadina in più. Spero ne accenda qualcuna anche a te. Per ridurre il volume di tale contenuti (decluttering in inglese) la prima cosa da fare è ridurne la produzione, esattamente come si ragiona per il tema dei rifiuti. Per quanto riguarda le email applico il metodo per cui, se l’email che ho ricevuto non ha ragione di essere archiviata, pur avendo 15 Gb di spazio disponibile, la cancello subito. Periodicamente (non come vorrei), vado a vedere alcuni profili social e cancello alcuni contenuti, soprattutto quelli che lasciano il tempo che trovano: su Facebook non c’è più quasi una foto, su Instagram ho in corso un processo di riduzione e su Flickr non ho operato tagli, ma ho messo come privati diversi album. Un processo analogo l’ho messo in atto su questo blog, cancellando post e post che non hanno né valore storico, né link funzionanti, né traffico: perché dovrebbero continuare a stare online?
Prossimo passo, quando la tecnologia ci assisterà, sarà automatizzare questa riduzione con filtri evoluti, così da lasciare ai posteri solo quello che merita e non un garage pieno di cianfrusaglia digitale. Lo stesso vale per gli hard disk casalinghi: musica collezionata in tempi andati può sparire (alcuni brani mai ascoltati), idem per video a bassa risoluzione di film o programmi tv che non saranno mai in cima alla lista di quelli da vedere e, lo dovremmo avere bene chiaro a mente, il nostro tempo è limitato, pur parlando in termini di decine di anni!
Premi sul tasto cancella e vivi felice.
Ciao Luca,
come sempre un post degno di nota.
Complimenti