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Tag: lavoro

Lavoro distribuito, mondo della scuola e strumenti

In queste settimane diverse organizzazioni si trovano a dover lavorare attraverso internet e non più tutti insieme (appassionatamente) dall’ufficio. Anche il mondo della scuola si è trovato abbastanza impreparato, a quel che sento, nell’adottare strumenti di lavoro distribuito (distributed working, che suona meglio di remote working, che implica erroneamente un centro e una periferia).

La cosa che mi fa rabbia è l’adozione acritica delle piattaforme di Microsoft e di Google, semplicemente perché sono state offerte gratuitamente. Un adulto dovrebbe sapere che nulla è gratis e che se Microsoft e Google regalano strumenti al mondo della scuola è perché ne hanno un vantaggio in termini di promozione del marchio su un pubblico che un giorno si troverà a scegliere e pagare per software e servizi con cui lavorare. La scuola dovrebbe essere la prima organizzazione ad adottare strumenti open source, che spesso sono gratuiti. Perché non … Continua a leggere

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Company of one: qualche spunto e molte ovvietà

Company of one è stata una mezza delusione. Mezza perché qualche spunto l’ho trovato, insieme a varie banalità, seppur vere:

In short, customer happiness is the new marketing.

Battute a parte, Company of one è un libro diverso da quello che mi aspettavo. Non si rivolge ai freelance, ma a chi vuole creare un’azienda, fatta da una persona. La differenza è sottile, ma è spiegata in testa al libro. Detto questo, qualche spunto lo possono trovare anche i freelance o chi vuole aprire una sua azienda.

The final reason teaching works for a company of one is that, except for certain proprietary information—like your unexecuted ideas, business strategies, or patentable technologies—most ideas or processes don’t need to be kept under lock and key. Being transparent in almost all areas, while running your company aboveboard, can only help build trust with your customers.

Customer education—providing an audience with the knowledge, skills,

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Vivere per lavorare non è una bella cosa

Vivi per lavorare o lavori per vivere? Andrew Taggart sintetizza perfettamente perché il lavoro come misura di tutte le cose è un concetto dannoso, per non dire altro. Io non sono il mio lavoro. Posso amarlo, ma la mia vita e la mia identità comprende molto altro.

C’è stato un periodo della mia vita in cui io ero il mio lavoro. Da tempo non è più così e non ho assolutamente alcuna intenzione di tornare indietro. Se la prima domanda che mi fa uno sconosciuto, appena incontrato in un contesto sociale, è “che lavoro fai?“, questo non parte per niente bene.

And how, in this world of total work, would people think and sound and act? Everywhere they looked, they would see the pre-employed, employed, post-employed, underemployed and unemployed, and there would be no one uncounted in this census. Everywhere they would laud and love work, wishing

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Nuove professioni: consulente carcerario

Nel curriculum è bene ci sia scritto che sei già stato in programma prigione.

Part fixer, part adviser and part therapist, they range from soothing exaggerated fears about sexual assault and answering basic questions about hygiene (i.e., “How do I use the bathroom in federal prison?”) to managing portions of a business when one is behind bars.

https://www.washingtonpost.com/technology/2019/03/20/meet-convicted-felon-helping-people-charged-college-admissions-scandal-prepare-prison/Continua a leggere

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La scelta etica

Lo ammetto, sono sorpreso. Dopo aver reso pubblico il desiderio di allontanarmi dai social media, prima personalmente, poi professionalmente, per una scelta etica, ho ricevuto più attestazioni di stima di quante me ne sarei aspettate. Salvo una esigua minoranza di messaggi da parte di persone che mi hanno raccontato la propria simile esperienza di allontamento, tutti gli altri o quasi hanno commentato plaudendo al mio (presunto) coraggio.… Continua a leggere

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Social media, lavoro, educazione e produttività

quitting social media to strengthen work prowess is not a sufficient reason to resist the stranglehold Big Tech has on our lives, for social media is itself the net result of a culture that measures personal worth via the ability to produce.

Interessante riflessione su social media, educazione, lavoro, produttività e modello di società.

https://lareviewofbooks.org/article/classroom-management-simon-sinek-classdojo-and-the-nostalgia-industry/Continua a leggere

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