Media & Social media

La rinascita del libro di carta? Non è come pensi

libri

I commentatori dell’andamento del mercato librario, nazionale e internazionale, si compiacciono spesso del presunto calo del fatturato dell’ebook (USA e UK) o della sua non crescita (previsione Italia 2017 +5% A/A). Spesso gli stessi valutano con soddisfazione la ripresa del libro di carta, quasi come una vittoria della pervasività del digitale nella nostra vita. È veramente così?

Possibile che il libro sia l’unico mercato dei media a non seguire le stesse dinamiche di trasformazione digitale? A vedere il fenomeno da una distanza sufficientemente ampia, senza conflitti d’interesse a offuscare la vista, la risposta è no.

Il Financial Times (copia dell’articolo a pagamento gratis, a proposito di paywall), da par suo, offre una prospettiva diversa

We are, in other words, witnessing not a bibliophile revolution against Amazon’s digital hegemony but Mr Bezos changing his tactics. Amazon sold 35m more print books in the US last year than in 2015, according to one analyst, taking even greater market share from its old competitor Barnes & Noble. The 2m rise in sales at independent US book shops was a sideshow.

Gli editori sono liberi di imporre il prezzo che vogliono per il digitale. Per la carta Amazon fa lo sconto che vuole, col risultato che la carta arriva a costare meno dell’edizione ebook. I lettori veri, che non sono scemi, comprano il libro di carta che costa meno. Vittoria degli editori contro l’avanzata del digitale, su cui avevano meno controllo? Mica tanto.

It makes perfect sense for Amazon. The company invested in launching and developing the Kindle and now dominates the ebook market: B&N has retrenched with the Nook and iPhones are used for other activities than reading ebooks. To the degree that cheap ebooks were needed to promote Kindles, the urgency has passed and some profit-taking is rational.

Amazon ha di fatto acquisito il monopolio nell’ebook e negli USA ha una quota prossima al 50% della vendita di libri di carta. Amazon continua a vendere, carta o digitale che sia. Kindle ha rappresentato, per una fase, un modo per acquisire e fidelizzare clienti. Oggi il testimone è passato ad Amazon Prime Video, su cui Amazon oggi investe somme ingenti, per acquisire un catalogo sempre più ricco di film e serie tv. Manchester by the sea, pluricandidato agli Oscar 2017, è stato comprato da Amazon Studios, presto su Amazon Prime Video.

The equilibrium also helps publishers, which profit from ebooks because they can digitise print titles and sell them at higher margins. Since Amazon eased discounts on their ebooks, the pressure has risen: one executive estimates that financing more marketing and discounting themselves could cost US publishers $100m a year.

Gli editori (e i media) non si stanno accorgendo che, sotto traccia, il settore dell’editoria digitale viene conquistato, giorno dopo giorno, dal self publishing. Bruscolini? Niente affatto. Chi ne beneficia? In gran parte indovina chi? Amazon con Kindle Digital Publishing.

E in Italia?

In Italia abbiamo un terzo in meno dei lettori americani e il problema non è l’avanzata del libro digitale, che avrebbe potuto portare nuovi lettori, ma l’arretramento del livello di lettura generale, soprattutto tra i più giovani. Un dato preoccupante di cui si parla certo, ma non abbastanza.

Chi ha l’interesse oggi di promuovere il libro digitale, considerando come Amazon abbia acquisito una posizione quasi dominante e che gli editori si ritengono soddisfatti da una bassa penetrazione del libro digitale? Nessuno. Kobo è l’unico soggetto che fa un po’ di concorrenza, ma l’Italia non è certo considerato un mercato in espansione.

Morale della favola? Il mercato della lettura cala, il mercato dei libri galleggia e la concorrenza dell’intrattenimento digitale avanza (Facebook, smartphone, app, Netflix, Snapchat, fibra). Chi si rallegra di tutto ciò, se lavora nel mondo dell’editoria, non ha un gran futuro di fronte a se.