Esperienze

Il social web è un nuovo grande centro commerciale

Il commercio sta piano piano diventando l’elemento centrale del social web. Pubblicità al servizio del commercio e affiliazione per la vendita diretta di prodotti sono i due modelli di business che sostengono la gratuità di Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat e tutti i servizi social in cui la partecipazione è gratuita. Eppure non è stato sempre così. Per un lungo periodo sul social web non si vendeva nulla.

Meno di 10 anni fa Facebook lanciava Facebook Beacon, un servizio per cui l’acquisto di determinati prodotti e servizi generava automaticamente un post sulla bacheca dell’utente con la segnalazione dell’acquisto. Questo è stato il primo tentativo di social commerce di Facebook, in breve ritirato dal mercato per l’opposizione forte degli utenti. Stiamo parlando del novembre del 2017.

Con strumenti diversi, oggi siamo arrivati a un social web in cui, senza automatismi, gli utenti pubblicano consigli per gli acquisti o seguono profili di altri utenti (key opinion leader) che li invitano all’acquisto o seguono direttamente brand che propongo l’acquisto di beni o servizi, con contenuti spesso sponsorizzati. Non c’è soggetto quindi che non sia risparmiato dalla corsa al consumo.

spark

L’ultimo in ordine di tempo è Amazon, che con Spark vorrebbe che gli utenti stessi consigliassero (senza prendere neanche una commissione, per quel che vedo) spontaneamente ad amici e ad altri utenti i propri prodotti preferiti, da comprare con un tocco su Amazon stesso. Se funziona, è prevedibile che tutti (instagram, Snapchat, Facebook, Twitter) correranno ad aggiungere una funzione simile, per non perdere il treno. In una analisi di L2 si prevede una corsa verso la commercializzazione di Instagram e Snapchat, sull’onda di Amazon Spark.

La stessa L2 pubblica una intervista a una key opinion leader cinese (influencer, come la vogliamo chiamare), in cui racconta come il suo scopo nella vita sia quello di suggerire ai propri follower cosa comprare. In questa corsa alla vendita, Becky Li fa così furore che un brand di borse le ha offerto di creare una collezione col suo nome, ovviamente da promuovere sul suo profilo Wechat. Collezione di 1200 borse esaurita in 48 ore.

Altro che primavera araba! Il social web sta sostituendo la passeggiata al centro commerciale la domenica pomeriggio, con l’aggravante che qui gli amici ti sollecitano direttamente l’acquisto di prodotti. Il tabù della vendita diretta in uno spazio di conversazione tra amici è ormai venuto meno e tra un paio d’anni (o meno) diverrà la regola.

Un mondo in cui le relazioni personali si fondano sul consumo, lo chiami progresso?

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